L’economia italiana sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda, trainata da un dinamismo che parla sempre più lingue diverse. Secondo i dati più recenti di Stockview-Infocamere, forniti dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo ed elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, alla fine del 2025 si contano in Italia 796mila imprenditori nati all’estero. Questo numero non è solo una cifra, ma il racconto di un cambiamento strutturale: essi rappresentano il 10,8% del totale degli imprenditori attivi nel Paese e sono alla guida di circa 600mila imprese a conduzione “straniera”, che costituiscono l’11,9% del tessuto produttivo nazionale.
Un dato ancora più eloquente emerge analizzando l’ultimo decennio. Tra il 2015 e il 2025, mentre il numero di imprenditori nati in Italia ha registrato una flessione del 5,2%, quello degli imprenditori di origine straniera ha visto un’impressionante crescita del 21,3%. Questa tendenza non accenna a fermarsi: anche nell’ultimo anno si è confermato il trend, con un aumento dell’1,1% per gli imprenditori immigrati a fronte di un calo dello 0,6% per quelli autoctoni. Si tratta di una trasformazione che, come sottolineano gli esperti, rappresenta spesso il culmine di un percorso di integrazione e radicamento nel territorio, portando alla creazione di nuove attività economiche e, di conseguenza, di occupazione. Complessivamente, le imprese a guida straniera danno lavoro a oltre 900mila dipendenti.
La Geografia dell’Imprenditoria Straniera: Lombardia in Testa, Liguria con la Maggiore Incidenza
La distribuzione geografica del fenomeno non è omogenea e ricalca in parte le mappe economiche del Paese. La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero assoluto di imprenditori nati all’estero, con ben 177mila unità. Seguono il Lazio con 81mila, la Toscana con 75mila e l’Emilia-Romagna con 74mila.
Tuttavia, se si analizza l’incidenza percentuale sul totale degli imprenditori regionali, è la Liguria a detenere il primato, con il 15,5% di imprenditori di origine straniera. Subito dopo si posiziona la Toscana, con il 14,7%. È interessante notare come, negli ultimi dieci anni, quasi tutte le regioni italiane abbiano visto un aumento degli imprenditori nati all’estero, con la sola eccezione delle Marche. Al contrario, quasi tutte le regioni, ad eccezione di Sicilia e Campania, hanno registrato un calo degli imprenditori nati in Italia. A livello provinciale, il record per incidenza spetta a Prato (28,1%), seguita da Trieste (19,3%) e Imperia (18,8%).
Le Nazionalità: la Cina Supera la Romania, Crescono i Paesi dell’Est Europa
Nel 2025 si è assistito a un sorpasso significativo: la Cina è tornata ad essere il primo Paese d’origine degli imprenditori immigrati, superando di misura la Romania. Con 79.996 imprenditori cinesi contro i 79.228 rumeni, queste due comunità da sole rappresentano oltre il 20% del totale degli imprenditori stranieri in Italia.
L’ultimo anno ha visto una crescita particolarmente marcata per alcune comunità, come quella albanese (+5,4%), moldava (+6,9%) e ucraina (+7,3%). In controtendenza, si registra un calo per alcuni Paesi africani, tra cui Marocco (-1,9%), Nigeria (-5,2%) e Senegal (-5,2%).
Un dato che colpisce è il cosiddetto “tasso di imprenditorialità”, ovvero il rapporto tra il numero di imprenditori e i residenti della stessa nazionalità. Se per i nati in Italia questo tasso è del 12,6%, per i nati all’estero la media è leggermente inferiore (11,5%). Tuttavia, questo dato nasconde enormi differenze: tra i residenti nati in Cina, ben uno su tre fa l’imprenditore (33,6%). Alti tassi si registrano anche per le comunità del Bangladesh e dell’Egitto (oltre il 17%), mentre valori molto più bassi caratterizzano nazionalità con una forte presenza nel lavoro dipendente, come quella ucraina (3,9%) e filippina (1,5%).
Donne e Settori: il Ruolo Femminile e la Concentrazione nel Commercio e nell’Edilizia
L’imprenditoria immigrata è anche sempre più femminile. Si contano oltre 220mila donne imprenditrici nate all’estero. Anche in questa classifica, la Cina è al primo posto con 36.414 imprenditrici (il 16,4% del totale), seguita dalla Romania. La presenza femminile è particolarmente rilevante, superando il 70%, tra le imprenditrici nate in Thailandia, Bielorussia e Lituania, e oltrepassa il 60% in molti Paesi dell’Est Europa come Russia, Polonia e Ungheria.
Per quanto riguarda i settori di attività, le imprese a conduzione straniera mostrano una forte concentrazione in due comparti principali. Circa un terzo di esse opera nel commercio, mentre un altro settore chiave è quello dell’edilizia, dove oltre un’impresa su cinque è a guida straniera. Insieme, questi due settori assorbono quasi il 60% del totale delle imprese immigrate. Seguono a distanza il manifatturiero e i servizi di ristorazione e alloggio.
