COSENZA – Una sanità che si avvicina ai cittadini, soprattutto a quelli più fragili e geograficamente isolati. È questa la visione alla base del progetto del “taxi sanitario” annunciato dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, a margine di un incontro sulla sanità tenutosi a Cosenza. Un’iniziativa che mira a rivoluzionare l’accesso alle cure per la popolazione anziana e per chi risiede nelle aree interne, spesso costretta a lunghi e difficoltosi spostamenti per raggiungere poliambulatori e strutture ospedaliere.
Una risposta concreta alle difficoltà di mobilità
“Stiamo lavorando all’attivazione del taxi sanitario, è complicato ma spero che fra qualche mese sarà finalmente una realtà”. Con queste parole, il presidente Occhiuto ha delineato i contorni di un servizio che si prefigge di colmare un vuoto assistenziale significativo. In Calabria, non è raro che un anziano debba percorrere 40 o 50 chilometri per una visita specialistica o un esame diagnostico. Una distanza che può trasformarsi in un ostacolo insormontabile, negando di fatto il diritto alla salute sancito dalla legge. Il taxi sanitario si propone come una soluzione pragmatica a questo problema, offrendo un trasporto dedicato che accompagni i pazienti dalle loro abitazioni ai luoghi di cura.
L’obiettivo è duplice: da un lato, garantire l’effettiva fruibilità delle prestazioni sanitarie e, dall’altro, contribuire all’abbattimento delle lunghe liste d’attesa, una delle piaghe storiche della sanità calabrese. Come sottolineato da Occhiuto, un intervento sulla mobilità può, indirettamente, rendere più efficiente l’intero sistema.
Fondi Europei per non lasciare indietro nessuno
La sostenibilità economica del progetto è un punto cruciale. Il governatore ha chiarito che l’intenzione è quella di utilizzare i fondi europei, trasformando risorse che in passato sono state spesso restituite per mancato utilizzo in un servizio tangibile per la comunità. “Magari, invece di mandare indietro i fondi europei come spesso ha fatto questa regione, li paghiamo con i fondi europei”, ha affermato Occhiuto, evidenziando un cambio di passo nella gestione delle finanze comunitarie. Questo approccio mira a trasformare i finanziamenti in servizi concreti, migliorando la qualità della vita dei cittadini e l’efficienza della spesa pubblica.
Più medici per una sanità più forte: il piano di reclutamento
Parallelamente all’iniziativa sulla mobilità, la Regione sta portando avanti un’intensa campagna di reclutamento di personale sanitario per far fronte alla cronica carenza di organico. I risultati dei recenti bandi sono incoraggianti: secondo i dati forniti da Occhiuto, 53 medici calabresi che lavorano fuori regione hanno manifestato la loro disponibilità a tornare, e circa 150 medici stranieri hanno risposto positivamente.
Per rendere la Calabria una destinazione più attrattiva per i professionisti della sanità, la Regione ha messo in campo incentivi significativi. “Li pagheremo di più, perché daremo loro un contributo per l’alloggio”, ha spiegato il presidente. L’idea è quella di riconoscere la Calabria come “zona disagiata” e, di conseguenza, offrire compensi più elevati e benefici di carriera a chi decide di lavorare nel sistema sanitario regionale. Questa strategia si inserisce in un quadro più ampio che ha già visto l’arrivo di circa 400 medici cubani e l’apertura a professionisti provenienti da paesi UE ed extra UE per colmare le lacune in specializzazioni strategiche.
Il reclutamento si concentra su diverse discipline considerate cruciali, tra cui anestesia e rianimazione, cardiologia, chirurgia generale, medicina d’emergenza-urgenza, pediatria e ortopedia. Un rafforzamento degli organici che è condizione necessaria per migliorare la capacità di risposta del sistema sanitario e per rendere realmente efficaci iniziative come il taxi sanitario.
Un cambio di paradigma per la sanità territoriale
Il progetto del taxi sanitario e il piano di assunzioni si inseriscono in una più ampia riforma della sanità calabrese voluta da Occhiuto, che punta a una maggiore integrazione tra ospedale e territorio. La riorganizzazione prevede una netta separazione tra la gestione ospedaliera, dedicata alle acuzie, e quella territoriale, incentrata sulla cronicità e la prevenzione. In questo contesto, servizi come il taxi sanitario diventano un tassello fondamentale per costruire una sanità di prossimità, capace di prendere in carico il paziente nel suo contesto di vita e di superare le barriere, non solo architettoniche ma anche geografiche, che limitano l’accesso alle cure.
