NISCEMI (Caltanissetta) – In uno scenario segnato dalla devastazione di una frana che ha ferito profondamente la comunità, la tecnologia e la specializzazione delle forze dell’ordine si sono unite in un’operazione di soccorso dal forte valore simbolico e umano. A Niscemi, gli uomini del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (Nocs) della Polizia di Stato hanno portato a termine con successo il recupero della storica Croce in pietra, un simbolo per la cittadinanza, crollata a causa del vasto smottamento che ha interessato il comune siciliano. Insieme a questo gesto di recupero della memoria collettiva, è stata condotta una delicata attività di recupero di effetti personali da un’abitazione evacuata, restituendo a un cittadino frammenti della propria vita.
L’INTERVENTO AD ALTO RISCHIO NELLA “ZONA 0-30”
L’area dell’intervento, denominata “zona 0-30”, è stata dichiarata ad altissimo rischio a causa dell’instabilità del terreno e della presenza di strutture pericolanti, rendendo impossibile l’accesso diretto del personale. Proprio in questo contesto critico è entrato in gioco un drone terrestre di ultima generazione in dotazione al Nocs. Questo robot radiocomandato ha permesso agli operatori di muoversi tra le macerie con precisione e in totale sicurezza, superando ostacoli e raggiungendo punti altrimenti inaccessibili. L’operazione, condotta in collaborazione con i Vigili del Fuoco, ha permesso di individuare la Croce, frammentata in più parti in fondo a un precipizio, e di metterla in sicurezza.
UN DRONE PER RECUPERARE I RICORDI
L’impiego del drone terrestre non si è limitato al recupero del manufatto religioso. In un momento carico di emozione, il robot ha effettuato il primo recupero di beni personali all’interno di un’abitazione nella zona interdetta. Il proprietario della casa, a distanza di sicurezza accanto all’operatore del Nocs, ha potuto guidare in tempo reale il drone, indicando gli oggetti a cui teneva di più: fotografie di famiglia e libri, tesori di una vita che sembravano perduti. Questo intervento ha segnato un passaggio fondamentale nelle operazioni di assistenza alla popolazione, dimostrando come la tecnologia possa essere messa al servizio non solo della sicurezza fisica, ma anche del supporto emotivo e psicologico a chi ha perso tutto.
IL NOCS: UN’ECCELLENZA NON SOLO NELL’ANTITERRORISMO
L’operazione di Niscemi ha messo in luce un volto meno conosciuto del Nocs, un reparto d’élite della Polizia di Stato che opera alle dipendenze della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Sebbene siano noti principalmente per le operazioni antiterrorismo e le missioni ad alto rischio, l’addestramento speciale e le strumentazioni all’avanguardia rendono questi operatori una risorsa preziosa anche in scenari di protezione civile e soccorso pubblico. La capacità di coniugare rapidità d’intervento, tecnologia e una profonda attenzione alle esigenze dei cittadini, anche nelle emergenze più critiche, conferma l’elevata professionalità e versatilità di questo nucleo speciale.
IL CONTESTO DELLA FRANA: UNA FERITA CHE VIENE DAL PASSATO
L’intervento dei Nocs si inserisce in un contesto drammatico per Niscemi. La frana, con un fronte che si estende per chilometri, ha costretto all’evacuazione di circa 1500 persone e ha riacceso i timori legati al dissesto idrogeologico, un problema che affligge la zona da decenni. Eventi franosi significativi avevano già colpito il comune nel 1790 e più recentemente nel 1997. Proprio per ricordare la chiesa crollata in quella frana, era stata eretta la Croce ora recuperata. Il governo ha stanziato 150 milioni di euro per l’emergenza, destinati all’acquisto di nuove case per gli sfollati e alla messa in sicurezza del territorio. La situazione resta critica, con i geologi al lavoro per monitorare il movimento franoso e la Procura che ha aperto un’inchiesta per disastro colposo.
Il recupero della Croce, fortemente voluto dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, assume quindi un valore che va oltre l’operazione tecnica: è un segno di speranza e di resistenza per una comunità che, ancora una volta, si trova a dover ricostruire il proprio futuro dalle macerie. Un simbolo che, grazie all’ingegno e al coraggio degli uomini del Nocs, tornerà a vegliare sulla città.
