Un operatore di Borsa di una banca davanti ai monitor, Milano, 19 Ottobre 2018. ANSA / MATTEO BAZZI

La Borsa di Milano ha mostrato segnali di ripresa nel corso della giornata, chiudendo in territorio positivo dopo un avvio incerto. L’indice principale, il Ftse Mib, ha registrato un incremento dello 0,36%, attestandosi a 45.531 punti. Una performance che riflette un mercato mosso da diverse dinamiche, tra operazioni straordinarie, giudizi degli analisti e le attese per le prossime trimestrali.

I titoli migliori: Inwit e le sirene di Ardian, bene anche Italgas e Mediobanca

A guidare i rialzi a Piazza Affari è stata Inwit, che ha messo a segno un progresso del 1,7%. A sostenere il titolo della società delle torri di telecomunicazione sono le persistenti indiscrezioni riguardo a un possibile interesse da parte del fondo francese Ardian. Voci di una potenziale Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) circolano da tempo e, sebbene non vi siano conferme ufficiali, continuano a mantenere alto l’interesse degli investitori sul titolo. Gli analisti, pur mostrando un certo scetticismo sulle tempistiche di una simile operazione, riconoscono l’elevato appeal speculativo creato dalla struttura azionaria di Inwit.

Tra le performance più brillanti si segnalano anche quelle di Italgas (+1,1%) e Mediobanca (+1,35%), che hanno contribuito in modo significativo al rialzo del listino principale.

Le vendite colpiscono Prysmian e Fincantieri

Sul fronte opposto, la seduta è stata difficile per Prysmian, che ha ceduto il 2,5%. Il calo è stato innescato dalla decisione di Berenberg di tagliare la raccomandazione sul titolo da “Buy” a “Hold”. Nonostante la banca d’affari tedesca abbia alzato il target price da 75 a 92 euro, gli analisti ritengono che la recente sovraperformance del titolo lasci poco spazio a ulteriori rialzi nel breve termine. Le prospettive per il settore dei cavi rimangono comunque molto positive, trainate dalla transizione energetica e dallo sviluppo dei data center.

Anche Fincantieri ha registrato una giornata negativa, lasciando sul terreno il 2,2%. A pesare sul titolo è stato il giudizio di Mediobanca, che ha rivisto il rating da “outperform” a “neutral”. Questa decisione arriva nonostante la recente notizia di un maxi-ordine da parte di Norwegian Cruise Line, che conferma la solidità del portafoglio ordini del gruppo cantieristico. Il mercato sembra ora focalizzarsi sulla capacità dell’azienda di tradurre la crescita in flussi di cassa.

I casi del giorno: Bff Bank sotto la lente della Procura, Borgosesia vola sull’OPA di Alba

La performance peggiore della giornata è stata quella di Bff Bank, che è crollata del 6,25%. Il titolo continua a essere sotto pressione a seguito della notizia di un’indagine preliminare aperta dalla Procura di Milano per l’ipotesi di falso in bilancio. L’inchiesta, che segue un’ispezione di Banca d’Italia, si concentra sull’accuratezza dei bilanci e su una recente comunicazione al mercato relativa a un accantonamento straordinario. La banca ha confermato la piena disponibilità a collaborare con le autorità.

In controtendenza, si è assistito a un vero e proprio rally di Borgosesia, le cui azioni sono balzate di quasi il 18%. L’impennata è legata all’annuncio di un’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) volontaria totalitaria da parte di Alba S.r.l., veicolo societario detenuto da ISA (Istituto di Sviluppo Atesino). L’offerta, finalizzata al delisting del titolo, è stata fissata a 0,71 euro per azione, con un premio del 20,3% rispetto al prezzo di chiusura precedente.

Spunti dal resto del listino: Erg e le rinnovabili

Da segnalare anche la buona performance di Erg, che ha guadagnato il 3,96%. Il titolo è stato sostenuto dalle indiscrezioni secondo cui il gruppo starebbe cercando partner per accelerare la crescita nel settore delle energie rinnovabili. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza vi è quello di A2A, con cui Erg ha già siglato un accordo di fornitura a lungo termine.

Stabilità sul fronte obbligazionario: lo spread BTP-Bund

Notizie positive anche dal mercato obbligazionario, dove lo spread tra i BTP decennali italiani e i Bund tedeschi è sceso a 61,6 punti base. Parallelamente, il rendimento del titolo di Stato italiano a dieci anni è calato al 3,34%, segnalando una maggiore fiducia degli investitori nel debito sovrano del Paese.

Di atlante

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