MILANO – Un saluto che è “il minimo”, ma parole che pesano come macigni. Il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, non usa giri di parole nel descrivere il suo rapporto attuale con Giorgio Chiellini, ex bandiera della Juventus e ora dirigente bianconero, e nel riaccendere una polemica mai sopita che infiamma da sempre il Derby d’Italia. A margine dell’assemblea della Lega Serie A, Marotta ha definito Chiellini “un dirigente giovane e inesperto”, per poi affondare il colpo con un riferimento velenoso a un episodio specifico del passato.
La frecciata a Chiellini: “Giovane e inesperto”
Interrogato dai giornalisti sul suo incontro con l’ex difensore, Marotta ha minimizzato il gesto del saluto, definendolo un atto dovuto verso un suo ex giocatore. Tuttavia, ha subito dopo aggiunto un commento tagliente sulla sua nuova carriera dirigenziale: “È un dirigente giovane e inesperto, non mi permetto neanche di dargli consigli ma ci siamo confrontati”. Parole che seguono le tensioni emerse nel tunnel di San Siro durante l’ultimo Inter-Juventus, dove Chiellini aveva protestato animatamente con l’arbitro La Penna per l’espulsione di Pierre Kalulu. Marotta ha preferito non entrare nel merito di “dinamiche che si verificano negli spogliatoi”, lasciando però intendere un giudizio non proprio lusinghiero sull’operato del neo-dirigente juventino.
Il casus belli: Juventus-Inter 2021 e il rigore di Cuadrado
Il vero affondo dell’amministratore delegato nerazzurro è arrivato subito dopo, rievocando un episodio specifico che ancora brucia nella memoria dei tifosi interisti. “Volevo solo ricordare un piccolo episodio”, ha esordito Marotta, “coincide con una Juventus-Inter del 2021, forse per l’ultima giornata di campionato, sul 2-2, un rigore a favore della Juventus su palese simulazione da parte di Cuadrado, arbitro Calvarese”. La partita in questione, disputata il 15 maggio 2021, fu vinta dai bianconeri per 3-2 proprio grazie a quel rigore trasformato dallo stesso Cuadrado nel finale.
Marotta ha rincarato la dose, affermando che la natura della simulazione fu successivamente confermata: “Successivamente, sia l’arbitro che gli organi tecnici hanno acclarato che si trattava di palese simulazione”. L’accusa più grave, però, riguarda le conseguenze di quella vittoria. Secondo il dirigente interista, quel successo all’ultimo minuto fu decisivo per le sorti della stagione bianconera: “Con quella vittoria, la Juventus conseguì la qualificazione della Champions League che portò la bellezza di 60/70 milioni di ricavi”. Un’insinuazione pesante, che lega una presunta ingiustizia sportiva a un vantaggio economico di enorme portata.
Il contesto delle dichiarazioni: la difesa di Bastoni
Le parole di Marotta non sono arrivate a caso, ma si inseriscono in un contesto ben preciso: la difesa del proprio tesserato, Alessandro Bastoni. Il difensore nerazzurro era stato al centro di una “gogna mediatica” per una simulazione che aveva portato all’espulsione del giocatore juventino Kalulu nell’ultimo derby d’Italia. Marotta, pur ammettendo l’errore del suo giocatore (“un fatto deprecabile ma ordinario”), ha voluto sottolineare come le simulazioni siano una costante nel mondo del calcio, citando proprio l’episodio di Cuadrado come precedente illustre e, a suo dire, ben più grave per le conseguenze che ne derivarono.
Una rivalità che non conosce tregua
Le dichiarazioni di Marotta gettano nuova benzina sul fuoco di una rivalità, quella tra Inter e Juventus, che va ben oltre il rettangolo di gioco. Il riferimento a episodi arbitrali controversi è un classico di questa sfida, un leitmotiv che si ripropone ciclicamente, alimentando polemiche e sospetti. La stoccata a Chiellini, ex simbolo juventino, e l’accusa diretta di aver beneficiato di un errore arbitrale con pesanti implicazioni economiche, rappresentano l’ultimo capitolo di una saga infinita, capace di infiammare gli animi e di tenere banco nel dibattito sportivo nazionale. Un derby che, evidentemente, non finisce mai al novantesimo minuto.
