BOGOTÀ – In una giornata che segna una svolta storica per la Colombia, l’Unità per la Ricerca delle Persone Scomparse (UBPD) ha annunciato l’identificazione dei resti di Camilo Torres Restrepo, il sacerdote cattolico che divenne un’icona della lotta armata e della Teologia della Liberazione. Ucciso in combattimento il 15 febbraio 1966, il luogo della sua sepoltura era rimasto un mistero per quasi sei decenni, alimentando miti e un profondo senso di perdita collettiva.
L’annuncio è stato dato da Luz Janeth Forero Martínez, direttrice dell’UBPD, l’organismo nato dagli accordi di pace del 2016 tra il governo colombiano e le FARC. “Dopo sessant’anni siamo riusciti a garantire una restituzione dignitosa”, ha dichiarato Forero Martínez, sottolineando l’importanza di questo ritrovamento per il processo di riconciliazione nazionale.
Una ricerca lunga e complessa
I resti di Camilo Torres sono stati rinvenuti nel settore militare di un cimitero a Bucaramanga, capitale del dipartimento di Santander, nel nord-est della Colombia. L’identificazione è stata possibile grazie a un meticoloso lavoro di indagine durato oltre due anni e mezzo, che ha combinato analisi storiche, fonti orali e, infine, la prova scientifica decisiva: il confronto del DNA dei resti con quello del padre del sacerdote, Calixto Torres. La coincidenza genetica ha confermato con una probabilità schiacciante l’identità del corpo.
L’indagine, denominata “La rotta della memoria”, ha ricostruito gli eventi del 15 febbraio 1966 a Patio Cemento, nella zona rurale di San Vicente de Chucurí, dove Torres morì nel suo primo scontro a fuoco con l’esercito. Fondamentale è stata la testimonianza di una fonte militare che, anni dopo, ha rivelato come il corpo, riesumato tre anni dopo la morte, fosse stato trasferito e sepolto in un’urna di mogano nel cimitero di Bucaramanga, proprio dove è stato poi ritrovato il 19 giugno 2024.
Chi era Camilo Torres: Sacerdote, Sociologo, Rivoluzionario
Nato a Bogotà il 3 febbraio 1929 in una famiglia della borghesia liberale, Camilo Torres Restrepo intraprese un percorso che lo portò a sfidare le convenzioni sociali e religiose del suo tempo. Dopo aver studiato sociologia in Europa, divenne sacerdote e fu una figura chiave nella fondazione della prima Facoltà di Sociologia in America Latina, presso l’Università Nazionale della Colombia.
Profondamente colpito dalle disuguaglianze e dalle ingiustizie che affliggevano la società colombiana, Torres divenne uno dei precursori della Teologia della Liberazione, un movimento che interpretava il messaggio cristiano come un imperativo alla lotta per la liberazione dei poveri e degli oppressi. La sua celebre frase, “l’amore efficace per il prossimo”, riassumeva la sua convinzione che la carità non fosse sufficiente senza un cambiamento strutturale della società.
Questa visione radicale lo portò a scontrarsi con la gerarchia ecclesiastica e con lo Stato. Dopo aver fondato il movimento politico “Fronte Unito”, nel gennaio 1966 prese la decisione estrema di unirsi alla guerriglia dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), convinto che la lotta armata fosse l’unica via per realizzare una vera giustizia sociale. La sua permanenza nella guerriglia fu breve: morì in combattimento appena un mese dopo.
Un simbolo che ritorna: la sepoltura all’Università Nazionale
Per decenni, l’ELN ha rivendicato la figura di Torres come un “eroe immortale”, e la sparizione del suo corpo ha contribuito a crearne il mito. Ora, con l’identificazione dei suoi resti, si apre un nuovo capitolo. Su richiesta di accademici, movimenti sociali e dello stesso ELN, i resti di Camilo Torres riceveranno una sepoltura dignitosa presso l’Università Nazionale di Colombia a Bogotà, l’istituzione dove studiò, insegnò e svolse la sua attività pastorale. L’università ha già predisposto un ossario all’interno della sua cappella per accogliere le spoglie di una delle sue figure più illustri e controverse.
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha affermato che il corpo di Torres sarà “rispettato e depositato con onori”, riconoscendone il ruolo di fondatore della sociologia nel paese e pioniere della Teologia della Liberazione a livello mondiale. Questo gesto non solo restituisce i resti alla storia, ma offre anche un’opportunità di riflessione sul complesso passato della Colombia e sul lungo e difficile cammino verso la pace e la riconciliazione.
