L’Italia è nuovamente stretta nella morsa del maltempo. A poche settimane dal passaggio di precedenti perturbazioni, una nuova e violenta ondata, alimentata da un ciclone atlantico, ha investito le regioni del Centro e del Sud, lasciando una scia di distruzione, paura e, purtroppo, anche una vittima. Dalla tragedia di Formello, alle porte di Roma, alla furia degli elementi in Calabria, fino alle violente mareggiate che hanno flagellato le coste tirreniche e le isole minori, il bilancio è pesante e l’allerta resta altissima.
Tragedia a Formello: una frana travolge una palazzina
La notizia più drammatica giunge da Formello, in provincia di Roma, dove nella tarda serata di ieri le piogge torrenziali hanno causato il crollo di un costone. Una frana di fango e detriti ha travolto una palazzina di tre piani situata in via Nazario Sauro. L’impatto, violentissimo, non ha lasciato scampo a un uomo di 58 anni, residente al pianterreno, che è stato travolto ed è deceduto sul colpo. I soccorritori, intervenuti prontamente con Vigili del Fuoco, Carabinieri della compagnia Cassia e personale del 118, hanno lavorato incessantemente per estrarre il corpo dalle macerie e mettere in salvo gli altri residenti. Due persone sono rimaste ferite e sono state trasportate in ospedale in codice giallo, ma fortunatamente non sarebbero in gravi condizioni. L’evento ha scosso profondamente la comunità locale e ha riacceso i riflettori sulla fragilità idrogeologica di molte aree del nostro Paese, rese ancora più vulnerabili da precipitazioni sempre più estreme.
Calabria in ginocchio: esondazioni e venti da uragano
La situazione è particolarmente critica in Calabria, flagellata da piogge che hanno superato i 260 millimetri di accumulo in 48 ore e da venti di burrasca. Le aree più colpite sono quelle del Cosentino, dove i fiumi Crati e Busento sono esondati in più punti, invadendo strade, campagne e centri abitati. Tra Cosenza, Dipignano e Rende, l’acqua ha sommerso automobili e isolato numerose famiglie, rendendo necessari complessi interventi di soccorso. I Vigili del Fuoco hanno utilizzato anche elicotteri per recuperare persone rimaste bloccate nelle loro abitazioni circondate dall’acqua.
A Cassano allo Ionio, il sindaco ha disposto in via precauzionale l’evacuazione di circa 500 residenti nelle frazioni a rischio, a causa della piena del fiume Crati che ha rotto gli argini in diversi punti. I dati pluviometrici sono impressionanti: a Montalto Uffugo, nell’entroterra cosentino, sono stati registrati quasi 200 millimetri di pioggia in sole 24 ore, un valore eccezionale che ha messo a dura prova la tenuta del territorio.
Oltre alle piogge, a imperversare è stato il vento, con raffiche che hanno raggiunto velocità da uragano. Nel Reggino, a Motta San Giovanni, sono state registrate raffiche fino a 137,5 chilometri orari. Venti fortissimi hanno sferzato anche la costa messinese dello Stretto, con punte di oltre 150 km/h a Fiumedinisi, causando la caduta di alberi, pali della luce e cartelloni pubblicitari, e creando notevoli disagi alla viabilità.
Isole e coste tirreniche flagellate dalle mareggiate
La furia del maltempo non ha risparmiato le isole minori e le coste del versante tirrenico. Le Isole Eolie sono rimaste isolate per ore a causa delle onde imponenti che hanno impedito la navigazione di navi e aliscafi. A Lipari, nel borgo di Acquacalda, la mareggiata ha invaso il lungomare, arrivando a lambire le abitazioni e creando grande apprensione tra i residenti. Anche l’isola d’Ischia ha subito danni significativi, in particolare nei comuni di Forio, Casamicciola e Barano, dove il mare in tempesta ha eroso le spiagge e raggiunto le strade costiere. Situazioni critiche si sono verificate anche nel Cilento e nel Golfo di Policastro, con le onde che hanno messo a dura prova le infrastrutture portuali e i lungomari.
Allerta della Protezione Civile e prospettive future
La Protezione Civile aveva emesso un’allerta meteo arancione per diverse regioni e continua a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione. Una nuova perturbazione proveniente dall’Atlantico, soprannominata il “ciclone di San Valentino”, minaccia di portare ulteriori piogge e venti forti su tutta la penisola, con particolare insistenza sulle regioni centro-meridionali e sulla Sardegna. Le autorità invitano alla massima prudenza, a limitare gli spostamenti non necessari e a seguire gli aggiornamenti ufficiali. L’emergenza, dunque, non è ancora finita e si guarda con preoccupazione alle prossime ore, sperando che la furia degli elementi possa finalmente placarsi.
