Un’esplorazione affascinante nelle terre di frontiera della mente umana, lì dove i confini geografici, culturali e interiori si incontrano, modellando il pensiero e la ricerca. Si presenta così la sesta edizione del Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia, un evento itinerante che, dal 20 febbraio al 3 aprile 2026, attraverserà la regione con sei appuntamenti dedicati al tema quanto mai evocativo di “Psicologie di confine”. Promossa dall’Associazione Psicoattività di Palmanova, la rassegna si propone di diffondere la cultura psicologica e promuovere il benessere della comunità, offrendo al pubblico incontri gratuiti di alto profilo scientifico e culturale.
Un Territorio, Sei Autori, Infinite Prospettive
Il cuore pulsante di questa edizione risiede nell’analisi dell’eredità intellettuale di sei illustri studiosi che hanno vissuto e operato in contesti di confine, un’esperienza che ha inevitabilmente influenzato le loro traiettorie di ricerca. Le teorie e le intuizioni di Alberto Argenton, Gaetano Kanizsa, Giovanni Bruno Vicario, Paolo Bozzi, Anton Trstenjak ed Edoardo Weiss diventeranno la bussola per orientarsi in un viaggio che toccherà le sponde della creatività, della percezione, della musica e dei misteriosi territori che separano la consapevolezza di sé, la realtà e l’inconscio. L’obiettivo, come sottolineato dai direttori scientifici, è riflettere su come la psicologia possa esplorare e interpretare le frontiere della mente e del comportamento umano.
La direzione scientifica è affidata a due figure di spicco del panorama accademico: Claudio Tonzar, docente di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione all’Università di Urbino e presidente di Psicoattività, e Tiziano Agostini, professore ordinario di Psicologia Generale all’Università di Trieste. La loro guida assicura un approccio rigoroso e al contempo divulgativo, capace di rendere accessibili temi complessi a un pubblico vasto e variegato.
Il Calendario degli Appuntamenti: Un Itinerario nella Conoscenza
Il festival si snoderà attraverso un percorso che abbraccerà diverse località della regione, ciascuna pronta ad ospitare un tassello di questo mosaico intellettuale. Gli incontri, tutti serali e a ingresso libero, si terranno dalle 18:00 alle 20:00.
- 20 febbraio – Palmanova (Teatro Gustavo Modena): Si parte con “Alberto Argenton. L’arte di vedere: il dialogo tra mente e creatività”. Un’apertura dedicata al rapporto tra processi cognitivi e espressione artistica.
- 27 febbraio – Trieste (Università degli Studi): L’appuntamento è con “I confini come problema e come soluzione: viaggio nel mondo di Gaetano Kanizsa”. In questa occasione, verrà anche consegnato il IV Premio per ricerche innovative in ambito psicologico a giovani ricercatori under 36.
- 6 marzo – Tavagnacco (Teatro immersivo “Paolo Maurensig”): Il focus si sposta su “Giovanni Bruno Vicario. Il fascino dell’illusione: come percepiamo ciò che non esiste”, un’indagine sui meccanismi della percezione.
- 13 marzo – Gradisca d’Isonzo (Sala Bergamas): La musica diventa protagonista con “Paolo Bozzi. La musica della mente: percezione, ritmo e psicologia”.
- 20 marzo – Gorizia (Sede universitaria di via Alviano): Si approfondirà “Il pensiero psicologico di Anton Trstenjak e la sua attualità: senso, responsabilità e relazione”, esplorando l’eredità di uno dei padri della psicologia slovena.
- 3 aprile – Cormons (Teatro Comunale): La rassegna si conclude con “Alla scoperta dell’inconscio oggi. La modernità del pensiero di Edoardo Weiss”, un’analisi sull’attualità delle teorie psicoanalitiche.
Voci Autorevoli per un Dialogo Interdisciplinare
Ad animare gli incontri sarà un parterre di ospiti di chiara fama, provenienti dal mondo accademico nazionale e internazionale. Tra le voci attese figurano Maurizio Lorber, docente di Storia della critica d’arte; Walter Gerbino, professore emerito di Psicologia generale; Rossana Actis Grosso, professoressa di Psicologia generale all’Università di Milano-Bicocca; Massimo Grassi, professore di Psicologia generale all’Università di Padova; Katarina Babnik, professoressa di Psicologia all’Università di Lubiana; e Andrea Clarici, ricercatore e docente di Psicologia dinamica all’Università di Trieste. La loro presenza garantirà un dialogo ricco e multidisciplinare, confermando il festival come un punto di riferimento per chiunque desideri comprendere le complesse dinamiche della psiche umana.
L’iniziativa, promossa dall’associazione di promozione sociale Psicoattività, si avvale della collaborazione di numerose istituzioni, tra cui l’Università di Trieste, e del sostegno di enti locali, a testimonianza del valore scientifico e sociale riconosciuto al progetto. Particolare attenzione è inoltre riservata ai giovani, con il coinvolgimento degli studenti dei corsi di laurea in Psicologia, che potranno ottenere crediti formativi partecipando agli incontri.
In un’epoca di profonde trasformazioni sociali, come sottolineato durante la presentazione a Gorizia, parlare di salute mentale è fondamentale. Il Festival della Psicologia, giunto con successo alla sua sesta edizione, si conferma non solo come un’occasione di arricchimento culturale, ma anche come uno spazio necessario per riflettere, comprendere e dialogare sulle infinite sfumature dell’esperienza umana.
