Un silenzio innaturale avvolgeva da circa un mese la vita di Enrica Bardotti, 86 anni, vedova e assidua frequentatrice della messa domenicale a Piobesi Torinese, un tranquillo comune di tremila anime nella pianura tra Torino e Pinerolo. Un’assenza che non è passata inosservata e che ha portato alla luce un dramma familiare consumato tra le mura domestiche, culminato in un omicidio e nell’occultamento di un cadavere.
A porre fine alla vita dell’anziana donna è stato il figlio, Marco Paventi, 59 anni, disoccupato con un passato da imprenditore sfortunato. L’uomo ha confessato il delitto ai Carabinieri, ammettendo di aver ucciso la madre a metà gennaio e di averne poi seppellito il corpo in un’area boschiva nei pressi della Palazzina di caccia di Stupinigi, a pochi chilometri da casa. Il movente, agghiacciante nella sua tragica semplicità, sarebbe di natura economica: il timore di perdere la pensione della madre, sua unica fonte di sostentamento.
L’ALLARME E LE PRIME INDAGINI
A far scattare le indagini è stata la segnalazione di un’amica di Enrica, preoccupata per non riuscire a contattarla da settimane. Le spiegazioni fornite da Paventi, che inizialmente aveva parlato di una “vacanza” della madre, non hanno convinto né l’amica né i militari delle stazioni di Carignano e Vinovo. I Carabinieri, recatisi presso l’abitazione in corso Italia a Piobesi, hanno trovato il figlio, le cui versioni confuse e reticenti hanno subito destato sospetti.
Messo alle strette dall’abilità investigativa e dalla sensibilità dei militari, Paventi è crollato. In una prima, parziale ammissione, ha raccontato di aver trovato la madre già morta in casa e di averla seppellita in preda all’ansia. Una versione che però non ha retto a lungo. Poco dopo, ha condotto gli stessi inquirenti nel punto esatto del bosco dove aveva nascosto il corpo.
LA CONFESSIONE SHOCK E I DETTAGLI DEL DELITTO
Nella notte, di fronte al pubblico ministero Francesco La Rosa della Procura di Torino, Marco Paventi ha completato la sua confessione, liberandosi, a suo dire, di un peso enorme. Ha ammesso di aver strangolato la madre nella loro abitazione e di averla successivamente colpita con un martello o un martelletto. Dopo l’omicidio, avrebbe caricato il corpo dell’anziana in auto per trasportarlo fino ai boschi di Stupinigi e seppellirlo, nel tentativo di garantirsi la continuità della pensione.
L’uomo, ora in stato di fermo con le accuse di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere, si trova in carcere. Durante l’udienza di convalida del fermo, si è avvalso della facoltà di non rispondere, richiamando quanto già dichiarato al PM. Il magistrato ha chiesto la convalida del provvedimento e l’applicazione della custodia cautelare in carcere.
IL CONTESTO DI DISAGIO ECONOMICO E SOCIALE
Dalle prime ricostruzioni emerge un quadro di profondo disagio. Marco Paventi, dopo il fallimento di una sua attività imprenditoriale, era tornato a vivere con la madre. Senza un lavoro e senza entrate proprie, dipendeva completamente dalla pensione di Enrica. Sembra che i litigi tra madre e figlio, spesso legati a questioni economiche, fossero frequenti. “È una tragedia enorme che si innesta su grandi problematiche esistenziali ed economiche”, ha commentato l’avvocato difensore, Lea Fattizzo, sottolineando anche “la grande umanità” manifestata dai Carabinieri nel corso delle indagini.
I PROSSIMI PASSI DELL’INCHIESTA
La casa di Piobesi è stata posta sotto sequestro in attesa degli accertamenti tecnici. Un passaggio fondamentale per l’inchiesta sarà l’autopsia sul corpo di Enrica Bardotti, già disposta dalla Procura. L’esame autoptico dovrà chiarire con esattezza le cause della morte e confermare la dinamica del delitto così come raccontata dal figlio. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire ogni dettaglio di una vicenda che ha scosso profondamente la comunità locale, mettendo in luce una tragica storia di solitudine e disperazione economica.
