In un mondo sempre più plasmato dall’intelligenza artificiale, emerge una domanda cruciale: quale sarà il ruolo delle donne in questa rivoluzione tecnologica? Saranno protagoniste attive o rischieranno di rimanere ai margini, subendo le conseguenze di un sistema progettato prevalentemente da uomini? A queste e a molte altre domande risponde il libro “Nessuna fuori dal codice. Donne che stanno riscrivendo l’AI”, scritto da Alessia Canfarini e Simona Rossitto ed edito da Il Sole 24 Ore. Pubblicato in concomitanza con la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, il volume è disponibile in edicola dal 14 febbraio e in libreria dal 20. Si tratta di un’analisi puntuale e necessaria che non si limita a denunciare un problema, ma vuole essere una vera e propria “chiamata all’azione”.
L’intelligenza artificiale sta infatti ridefinendo radicalmente il mondo del lavoro, l’istruzione e la società nel suo complesso. L’assenza di una significativa rappresentanza femminile nei processi decisionali e nello sviluppo di queste nuove tecnologie rischia di perpetuare e amplificare le disuguaglianze esistenti, a partire dal ben noto gender gap nelle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Secondo recenti dati Unesco, in Italia solo il 34% delle donne è impegnato in questi settori e la percentuale scende al 26% per le attività direttamente legate all’IA. Un divario che impone una riflessione profonda e un cambio di passo culturale.
Le voci delle protagoniste: un coro di eccellenze al femminile
Il cuore del libro è costituito da una serie di interviste a figure di spicco del panorama scientifico, accademico e imprenditoriale, donne che con il loro lavoro stanno già contribuendo a costruire un’intelligenza artificiale più etica, inclusiva e rappresentativa. Le autrici, Alessia Canfarini, esperta di trasformazione organizzativa e impatto dell’AI sul lavoro, e Simona Rossitto, giornalista finanziaria del Sole 24 Ore, hanno raccolto le preziose testimonianze di:
- Ersilia Vaudo Scarpetta: astrofisica e Chief Diversity Officer all’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che sottolinea come l’innovazione sia prima di tutto un atto culturale.
- Darya Majidi: imprenditrice tech, presidente di UN Women Italy e fondatrice dell’associazione Donne 4.0, impegnata da anni nella creazione di una “sorellanza digitale”.
- Sara Bernardini: professoressa di Ingegneria informatica tra l’Università La Sapienza e l’Università di Oxford, esperta di etica e governance dell’AI.
- Nunzia Ciardi: vicedirettrice generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), una figura chiave nella protezione dalle minacce digitali nel nostro Paese.
- Erica Donno: ingegnera informatica specializzata in Human-Computer Interaction e algoritmi etici.
- Donatella Sciuto: prima rettrice donna del Politecnico di Milano, un’istituzione di eccellenza nelle discipline ingegneristiche e tecnologiche.
- Francesca Dominici: professoressa di Biostatistica alla Harvard TH Chan School of Public Health e co-direttrice della Harvard Data Science Initiative.
- Mariarosaria Taddeo: filosofa e docente di etica digitale e tecnologie per la difesa all’Università di Oxford.
- Luigia Carlucci Aiello: professoressa emerita di Intelligenza Artificiale all’Università La Sapienza di Roma, riconosciuta come una delle pioniere dell’AI in Italia.
- Eleanor Drage: ricercatrice al Leverhulme Center for the Future of Intelligence dell’Università di Cambridge e co-conduttrice del podcast “The Good Robot”.
- Federica Merenda: ricercatrice in Filosofia politica e Gender Studies alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Non solo una denuncia, ma una guida per il futuro
“Nessuna fuori dal codice” non si limita a fotografare la situazione attuale. Attraverso dati, analisi e le storie di queste donne straordinarie, il volume offre strumenti operativi e riflessioni etiche e culturali per affrontare la sfida. L’obiettivo è mostrare perché è fondamentale aumentare la presenza femminile nelle STEM, come utilizzare l’intelligenza artificiale in modo più consapevole e come trasformare una tecnologia dirompente in un’opportunità di progresso collettivo. Perché, come sottolinea la prefazione di Paolo Boccardelli, rettore della Luiss Guido Carli, “solo un’intelligenza plurale può generare progresso reale e sostenibile nel tempo”. L’importanza di avere più donne nell’AI non è solo una questione di rappresentanza, ma una necessità per non ridurre le capacità cognitive collettive e per costruire un futuro che sia veramente a misura di tutta l’umanità.
Il libro si rivolge a un pubblico vasto ed eterogeneo: studentesse e studenti, professionisti del settore, educatori, aziende e chiunque sia interessato a comprendere le profonde trasformazioni che stiamo vivendo. È un invito a prendere coscienza del problema e, soprattutto, a diventare parte attiva della soluzione, per garantire che nessuna voce, nessuna prospettiva e nessun talento vengano lasciati “fuori dal codice”.
