MILANO – “Il caso Vannacci esiste solo se continuiamo a parlarne”. Con queste parole, secondo quanto riportato da diverse fonti presenti alla riunione, il segretario della Lega Matteo Salvini ha messo un punto fermo sulla recente scissione che ha visto l’ex generale Roberto Vannacci abbandonare il partito per fondare il suo movimento, “Futuro Nazionale”. A dieci giorni dallo strappo, che ha portato via al Carroccio due deputati e una quindicina di militanti sul territorio, il leader leghista ha convocato il consiglio federale nella storica sede di via Bellerio per ricompattare i suoi e tracciare la rotta per il futuro. Una rotta che punta dritta sui temi storici e identitari del partito, a partire dall’autonomia differenziata, e che volta le spalle a ogni tentativo di inseguire l’ex vicesegretario sul suo terreno.

La strategia del silenzio e il richiamo all’unità

La linea dettata da Salvini è chiara: minimizzare l’impatto dell’addio di Vannacci e concentrare le energie sulle battaglie della Lega. “Chi è uscito è uscito”, avrebbe detto il segretario, invitando i dirigenti a non dare ulteriore visibilità a un movimento considerato ostile. L’ordine è di non farsi trascinare in polemiche a distanza e di comunicare all’esterno solo l’azione politica concreta del partito. Un richiamo all’unità e alla disciplina interna, accompagnato da un invito ad avere “più fame ed entusiasmo”, parole che suonano come un incitamento in vista delle prossime sfide elettorali e del referendum sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo. Salvini avrebbe ammonito a non dare per scontato l’esito del voto, chiedendo una forte mobilitazione.

Autonomia, il cuore della controffensiva leghista

Il vero fulcro della strategia di rilancio è la riforma dell’autonomia differenziata, la “creatura” del ministro Roberto Calderoli. Durante il consiglio federale, è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento del progetto. Quattro regioni – Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto – hanno già siglato le pre-intese su quattro materie specifiche: Protezione Civile, previdenza, professioni e sanità. Un incontro cruciale tra Calderoli e i presidenti delle regioni interessate è previsto per lunedì, e in caso di esito positivo, gli schemi di intesa potrebbero approdare in Consiglio dei Ministri già la prossima settimana. Questa accelerazione è il segnale che il partito intende perseguire l’obiettivo con “massima determinazione e compattezza”, come sottolineato in una nota ufficiale. Anche il ministro Calderoli ha confermato che si sta valutando un’intesa “ad hoc” persino per la Calabria, qualora la regione raggiungesse gli standard richiesti, in particolare nel settore sanitario.

Manifestazione a Milano e difesa dei valori occidentali

Un altro appuntamento chiave per riaffermare l’identità del partito sarà la grande manifestazione dei Patrioti europei, in programma a Milano il 18 aprile. L’evento, che si terrà in piazza Duomo con lo slogan “Senza paura”, mira a radunare leader e rappresentanti delle forze sovraniste per una difesa compatta dei valori dell’Occidente e dell’identità europea. Significativamente, dal materiale promozionale è scomparso il termine “remigrazione”, uno dei cavalli di battaglia di Vannacci e di Casapound. Una scelta strategica per evitare sovrapposizioni e marcare una distanza netta dalle posizioni più estreme, come confermato dal capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, che ha negato che la Lega abbia mai fatto proprio tale concetto.

Il nodo del vicesegretario e il futuro del partito

Resta aperto il capitolo della successione di Vannacci nel ruolo di vicesegretario. Il nome più accreditato resta quello di Luca Zaia, governatore del Veneto e storico sostenitore dell’autonomia. Una figura considerata capace di unire le diverse anime del Carroccio e di imprimere una linea più liberale e meno estremista. Salvini, pur definendo Zaia “un grande”, ha preferito frenare sui tempi: “Ogni cosa a suo tempo. Rifletterò per trovare una figura che sia all’altezza della situazione”. La decisione, secondo indiscrezioni, potrebbe arrivare dopo la conclusione dei Giochi Invernali di Milano-Cortina. Nel frattempo, la Lega deve fare i conti con i sondaggi che mostrano un calo di consensi dopo la scissione, con il nuovo partito di Vannacci, Futuro Nazionale, che secondo alcune rilevazioni si attesterebbe già intorno al 3,9-4,2%.

La sfida per Salvini è dunque duplice: da un lato, arginare l’emorragia di voti verso la nuova formazione di destra e, dall’altro, riaffermare la centralità della Lega all’interno della coalizione di governo, puntando sui temi che ne hanno segnato la storia e che ancora oggi mobilitano la base nordista.

Di veritas

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