Roma – Ventuno storie di resistenza, dignità e lotta incrollabile per la libertà. Sono le voci di ventuno donne afghane, protagoniste del nuovo libro della giornalista e scrittrice Angela Iantosca, intitolato “Donne. Resistenza. Libertà. Storie di ventuno afghane in lotta per la vita”. L’opera è stata presentata nella prestigiosa Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, in una conferenza stampa promossa dalla senatrice del Movimento 5 Stelle, Alessandra Maiorino, trasformando uno spazio istituzionale in un potente luogo di testimonianza.

L’evento ha messo in luce il coraggio di queste donne, tracciando un legame profondo e significativo tra la loro attuale resistenza contro l’oppressione talebana e la conquista dei diritti in Italia, simboleggiata dalle 21 Madri costituenti. Un parallelismo, come sottolineato da Maiorino, “incredibilmente realistico”, poiché “le violazioni dei diritti e le battaglie per vederli riconosciuti sono gli stessi, il pericolo di un ritorno al passato è sempre presente, anche nel nostro Paese”.

Un Ponte tra Kabul e Roma: Testimonianze e Denunce

La presentazione, moderata da Flavia Mariani di Nove Caring Humans, ha visto la partecipazione di figure chiave impegnate nella difesa dei diritti umani. Livia Maurizi, direttrice della stessa ONG, ha evidenziato la necessità di passare dall’empatia alla responsabilità. “Dopo aver ascoltato tutti i vostri interventi, è evidente che la domanda ora non può più essere ‘cosa sta succedendo in Afghanistan’ ma, ‘cosa possiamo fare noi'”, ha dichiarato, sottolineando l’impegno concreto dell’organizzazione sul campo, con progetti volti a creare spazi di autonomia per le donne, come l’iniziativa del “Pink Shuttle”.

In un toccante videocollegamento, l’ambasciatrice d’Italia a Kabul, Sabrina Ugolini, ha descritto la drammatica situazione nel paese: “In Afghanistan assistiamo a una vera e propria cancellazione dei diritti: alle donne è negato lo studio, il lavoro, persino il colore degli abiti. Portare queste voci in Italia significa rompere il muro del silenzio e mantenere alta la responsabilità pubblica internazionale”. Parole a cui hanno fatto eco quelle di suor Mariangela Tassielli, direttrice editoriale delle Edizioni Paoline, che ha definito la pubblicazione del libro “un atto doveroso per tenere accesa una luce su contesti che percepiamo come lontani, ma che in realtà ci interrogano profondamente sulla nostra identità”.

Le Voci della Resistenza: Waheeda, Razia e Sediqa

Il cuore dell’evento sono state le testimonianze dirette di Waheeda, Razia e Sediqa, tre delle protagoniste del libro. I loro racconti hanno offerto uno spaccato della vita prima e dopo il 15 agosto 2021, giorno della ripresa del potere da parte dei talebani a Kabul. “Siamo scappate per non essere murate vive nelle nostre case, lasciando tutto: affetti, carriere, sogni”, hanno condiviso. “Ma la resistenza non finisce con la fuga. Chiediamo di non essere dimenticate e di avere la possibilità di integrarci davvero”.

La giovanissima Waheeda, 19 anni, ha commosso la platea con la sua riflessione sulla libertà: “La libertà è costosa, a volte ti può costare tutte le persone che ami, la tua terra, tua madre. A volte libertà significa restare da sola. Io ora sono qua, adesso, e sono libera. Ma non è accettabile che ci siano ancora donne che soffrono della stessa violenza che ho subito io”.

Razia, un’insegnante, ha lanciato un appello all’azione, invitando a sostenere iniziative come “Neda” (che in lingua dari significa “voce”), un progetto che mira a denunciare l’apartheid di genere, a chiederne il riconoscimento come crimine contro l’umanità e a promuovere strumenti concreti per l’integrazione delle rifugiate in Italia. Sediqa, un’ostetrica, ha invece sottolineato la forza morale della resistenza femminile: “Ogni donna che diventa autonoma rafforza una famiglia e la società. Le donne afghane resistono da cinque anni. Non con il potere politico, ma con la forza morale”.

L’Eco delle Madri Costituenti e l’Appello alla Responsabilità

L’autrice, Angela Iantosca, ha spiegato la genesi del libro, nato proprio dall’incontro con le giovani afghane supportate da Nove Caring Humans. “Ascoltando queste giovani, ho sentito risuonare le parole di Teresa Mattei e Nilde Iotti. Lo stesso coraggio, la stessa forza, le stesse battaglie”, ha affermato. Il libro diventa così un invito a “non girarci dall’altra parte” e a farsi “sentinelle vigili” dei diritti conquistati, diritti che non possono mai essere dati per scontati. Parte del ricavato dei diritti d’autore sarà devoluto a Nove Caring Humans per sostenere i suoi progetti.

La senatrice Maiorino ha ribadito il concetto di responsabilità, definendo l’Afghanistan “non un luogo geografico confinato, ma un punto della storia”. “Come donne occidentali, portiamo il peso di aver illuso e poi abbandonato le donne afghane a un’apartheid di genere che il mondo non può più tollerare”. Un monito potente che risuona dalle mura del Senato, chiamando le istituzioni e la società civile a un impegno concreto e costante per la difesa della dignità e della libertà di ogni essere umano.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *