FAVIGNANA (TRAPANI) – Un “no” deciso e motivato quello che arriva dal Comune di Favignana, nelle Isole Egadi, contro il progetto del mega impianto eolico offshore “Med Wind”. L’amministrazione comunale ha formalizzato la propria opposizione al piano presentato dalla società Renexia Spa, un progetto di dimensioni monumentali che prevede l’installazione di 190 turbine eoliche galleggianti nel Canale di Sicilia. La preoccupazione principale risiede nell’impatto che un’opera di tale portata potrebbe avere su un territorio considerato “fragile e unico, patrimonio di paesaggio, biodiversità e identità culturale”.
Le dimensioni del progetto “Med Wind”
Il progetto “Med Wind”, articolato nei quattro lotti denominati Scirocco, Tramontana, Grecale e Maestrale, rappresenta uno dei più grandi parchi eolici offshore flottanti previsti nel Mediterraneo. Le specifiche tecniche parlano di 190 aerogeneratori, ciascuno con un’altezza impressionante di circa 327,5 metri. Queste strutture, non essendo ancorate direttamente al fondale marino ma galleggianti, sarebbero distribuite su una vasta area di oltre 945 chilometri quadrati. La localizzazione, prevista a decine di chilometri dalle coste, non basterebbe a mitigare l’impatto visivo: le turbine sarebbero infatti visibili da diverse zone del litorale marsalese, dalle alture di Erice e persino dal castello di Santa Caterina a Favignana.
L’investimento previsto per questo imponente progetto ammonta a circa 9 miliardi di euro. Una volta a regime, l’impianto avrebbe una capacità di 2,8 gigawatt, in grado di generare circa 9 terawattora all’anno, una quantità di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 3,4 milioni di famiglie, coprendo in pratica l’intera richiesta energetica della Sicilia. Renexia, la società proponente parte del gruppo Toto, ha avviato le indagini sui fondali marini e sta portando avanti l’iter per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Le ragioni del “no” di Favignana
L’amministrazione di Favignana, pur non opponendosi pregiudizialmente alle energie rinnovabili, ha espresso profonde riserve. Il parere negativo, inviato al Ministero competente, si basa sulla convinzione che le criticità del progetto siano “strutturali, cumulative e irreversibili” e non semplicemente mitigabili. Le principali preoccupazioni possono essere così riassunte:
- Impatto visivo e paesaggistico: La presenza di centinaia di turbine così alte altererebbe in modo permanente il panorama di un arcipelago di eccezionale valore, sede della più grande Area Marina Protetta del Mediterraneo.
- Pressione sugli ecosistemi marini: Si temono conseguenze negative sulla fauna marina, in particolare sui cetacei che transitano nel Canale di Sicilia, a causa dell’inquinamento acustico e della presenza delle strutture.
- Effetti sulla pesca e sul traffico navale: L’area interessata dal parco eolico è cruciale per le attività di pesca locali e per le rotte navali, che subirebbero inevitabili limitazioni.
- Squilibrio tra costi e benefici: Un punto cruciale sollevato dal Comune è che, mentre l’arcipelago sopporterebbe i costi ambientali e paesaggistici, l’energia prodotta non sarebbe disponibile a livello locale. Le isole, infatti, continuerebbero a dipendere da una centrale a gasolio per il proprio fabbisogno energetico, creando un paradosso inaccettabile per la comunità.
La mobilitazione del territorio e l’iter autorizzativo
La posizione del Comune non è isolata. Anche il comitato cittadino “No eolico off-shore alle Isole Egadi” si è mobilitato, raccogliendo circa un migliaio di firme a sostegno di una petizione pubblica e depositando osservazioni dettagliate al Ministero e alla Capitaneria di Porto di Trapani. Il coordinatore del comitato, Diego Gandolfo, ha denunciato una possibile sottostima dell’impatto visivo da parte della società proponente e ha ribadito i rischi per la pesca e l’ecosistema marino.
Già nell’ottobre del 2025, il Consiglio comunale di Favignana aveva votato all’unanimità una mozione per istituire un tavolo tecnico al fine di monitorare l’avanzamento del progetto, manifestando forte preoccupazione per le possibili ripercussioni. Un incontro tra i vertici di Renexia e l’amministrazione comunale si è tenuto a Favignana nel gennaio 2026, durante il quale si è concordato di istituire un tavolo tecnico permanente per un confronto continuo. Tuttavia, questo dialogo non ha evidentemente appianato le divergenze, portando alla formalizzazione del parere negativo da parte del Comune.
L’iter autorizzativo è ora nelle mani del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che dovrà valutare attentamente tutte le osservazioni pervenute, comprese quelle del Comune di Favignana, nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. La decisione finale peserà in modo significativo sul futuro energetico della Sicilia e sulla salvaguardia di uno degli arcipelaghi più preziosi del Mediterraneo.
