Tumbler Ridge, Canada – Una tranquilla cittadina della British Columbia, Tumbler Ridge, è stata teatro di una tragedia inimmaginabile che ha scosso l’intera nazione canadese e ha avuto eco in tutto il mondo. Una sparatoria avvenuta il 10 febbraio 2026 all’interno della Tumbler Ridge Secondary School ha lasciato una scia di morte e dolore, con un bilancio di 10 vittime e 27 feriti. La violenza di questo gesto ha colpito al cuore una comunità nota per la sua coesione, aprendo un acceso dibattito sulla sicurezza nelle scuole e sulla prevenzione della violenza armata.
La dinamica della strage
Secondo le ricostruzioni della Royal Canadian Mounted Police (RCMP), l’allarme è scattato nel primo pomeriggio, intorno alle 13:20 ora locale. All’interno dell’istituto, che ospita circa 175 studenti tra medie e superiori, si sono vissuti momenti di terrore. Gli studenti e il personale scolastico hanno attivato le procedure di lockdown, barricandosi nelle aule mentre all’esterno si dispiegavano le forze dell’ordine. La polizia, giunta sul posto in pochi minuti, ha trovato una scena straziante: sei persone uccise a colpi d’arma da fuoco all’interno della scuola. Una settima persona, gravemente ferita, è deceduta durante il trasporto in ospedale.
Le indagini hanno rapidamente condotto a un secondo luogo collegato alla tragedia: un’abitazione a Tumbler Ridge dove sono stati rinvenuti altri due corpi senza vita. La persona sospettata della strage, identificata come la diciottenne Jesse Van Rootselaar, è stata trovata morta all’interno della scuola, apparentemente per una ferita autoinflitta. Le autorità hanno riferito che Van Rootselaar, residente a Tumbler Ridge, aveva intrapreso un percorso di transizione di genere circa sei anni prima. Le vittime della scuola includono una docente e cinque studenti. Le due vittime trovate nell’abitazione erano la madre e il fratello undicenne della killer. Il movente dietro a questo gesto efferato è ancora oggetto di indagine.
La reazione della comunità e delle istituzioni
La comunità di Tumbler Ridge, un centro di circa 2.400 abitanti situato a oltre 1.100 chilometri da Vancouver, è profondamente scossa. Il premier della British Columbia, David Eby, ha parlato di una “tragedia inimmaginabile”, mentre il Primo Ministro canadese Mark Carney si è detto “devastato” da questa “orribile violenza”. Le scuole della cittadina sono rimaste chiuse per consentire lo svolgimento delle indagini e offrire supporto psicologico a studenti, personale e famiglie.
La notizia ha superato i confini nazionali, suscitando una vasta ondata di cordoglio internazionale. Tra i messaggi di vicinanza, spicca quello del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. In un messaggio inviato alla Governatrice Generale del Canada, Mary May Simon, il Capo dello Stato ha espresso lo “sgomento” dell’Italia intera. “L’Italia intera ha appreso con sgomento la notizia della sparatoria che ha sconvolto la cittadina di Tumbler Ridge, nella Columbia Britannica, causando molte vittime e ancor più numerosi feriti”, ha scritto Mattarella. “Siamo vicini con sentimenti di partecipe solidarietà al dolore delle famiglie dinanzi a un gesto di così brutale violenza perpetrato in una scuola. Ai feriti auguriamo un pronto e pieno ristabilimento”. Anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso il suo cordoglio, stigmatizzando un “atto di violenza che ha colpito vittime innocenti”.
Un precedente che interroga il Canada
Le sparatorie di massa sono eventi rari in Canada, un paese con leggi sul controllo delle armi più restrittive rispetto ai vicini Stati Uniti. Tuttavia, questa è la seconda strage nella Columbia Britannica in meno di un anno e una delle più gravi nella storia del paese. L’evento riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulla necessità di implementare ulteriori misure preventive, come programmi educativi e supporto psicologico, per intercettare segnali di disagio prima che possano sfociare in tragedie. La comunità di Tumbler Ridge e l’intero Canada sono ora chiamati a un difficile percorso di elaborazione del lutto e a una profonda riflessione per costruire un futuro più sicuro.
