NIZZA MONFERRATO (ASTI) – Di fronte al dolore straziante per la perdita di una giovane vita, la comunità di Nizza Monferrato e non solo ha risposto con un’ondata di affetto e solidarietà. In seguito al brutale femminicidio di Zoe Trinchero, la ragazza di soli 17 anni la cui vita è stata spezzata da un amico, è stata avviata una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe per sostenere economicamente la sua famiglia. L’iniziativa, nata spontaneamente dal cuore della gente, mira a coprire le onerose spese legali che i familiari dovranno affrontare nel lungo e difficile percorso giudiziario per ottenere giustizia per Zoe.
UNA RISPOSTA STRAORDINARIA DALLA COMUNITÀ
La campagna, lanciata con il toccante messaggio “Con questa raccolta fondi la comunità si stringe intorno alla perdita e al dolore della famiglia di Zoe, vittima di femminicidio, per aiutarla a far fronte alle spese che si renderanno necessarie per renderle giustizia. Per non dimenticarla”, ha avuto una risonanza immediata e profonda. In meno di venti ore dalla sua apertura, erano già stati raccolti circa 3.700 euro, a testimonianza di quanto la tragedia abbia scosso l’opinione pubblica. L’obiettivo iniziale di 8.000 euro è stato rapidamente superato, con le donazioni che continuano ad arrivare, dimostrando un sostegno corale e commovente. Chiunque desideri contribuire può farlo attraverso la pagina dedicata sulla piattaforma GoFundMe.
I DETTAGLI DI UNA TRAGEDIA CHE HA SCONVOLTO L’ITALIA
Zoe Trinchero è stata uccisa nella tarda serata del 6 febbraio. Il suo corpo è stato ritrovato il giorno seguente in un canale a Nizza Monferrato, in provincia di Asti. A confessare il delitto è stato un amico della giovane, Alex Manna, un ragazzo di 20 anni, che dopo averla colpita ripetutamente l’ha gettata nel corso d’acqua. Secondo i primi risultati dell’autopsia, la causa della morte sarebbe un “trauma da precipitazione”, indicando che la ragazza era ancora viva quando è stata lanciata nel canale. Questo dettaglio agghiacciante aggrava ulteriormente la posizione dell’assassino reo confesso.
L’omicidio sarebbe scaturito dal rifiuto della ragazza a un approccio del giovane. Alex Manna, che si trova attualmente in carcere ad Alessandria con l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi, aveva inizialmente tentato di depistare le indagini, accusando un’altra persona e rischiando di scatenare un linciaggio. Il fermo del giovane è stato convalidato e per gli inquirenti sussiste un concreto pericolo di fuga.
IL CORDOGLIO E LA RABBIA DI UNA CITTÀ
La morte di Zoe ha generato un’ondata di commozione e rabbia. A Nizza Monferrato è stato proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali. Nei giorni scorsi, oltre duemila persone, in gran parte giovani, hanno partecipato a una fiaccolata silenziosa per le vie della città, un corteo partito da piazza del Municipio e accompagnato dal suono delle campane. Presenti anche i genitori di Zoe, Fabio e Mariangela, che stringevano una maglia della figlia, in un’immagine di dolore composto e dignitoso che ha toccato il cuore di tutti i presenti.
Questo femminicidio, il settimo del 2026 secondo l’osservatorio di Non una di meno, ha riacceso il dibattito sulla violenza di genere e sulla narrazione mediatica di questi tragici eventi. L’associazione Futura, in collaborazione con il Comune, ha organizzato la manifestazione per ricordare Zoe e per chiedere a gran voce un cambiamento culturale che ponga fine a questa strage silenziosa.
