La città di Torino si appresta a vivere un momento di alta rilevanza istituzionale e culturale con l’arrivo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Lunedì 16 febbraio, il Capo dello Stato presenzierà alla cerimonia per la ricorrenza del centenario della morte di Piero Gobetti, che si terrà alle ore 11:00 presso il prestigioso Teatro Carignano. La sua presenza non solo nobilita le celebrazioni dedicate a una delle figure più luminose e intransigenti dell’antifascismo italiano, ma rinsalda anche il legame tra la Presidenza della Repubblica e il capoluogo piemontese, come sottolineato dal sindaco Stefano Lo Russo.
“È certamente una importante e costante dimostrazione d’affetto per la nostra città da parte del presidente. Siamo sempre contenti dell’arrivo del presidente Mattarella: ci onora”, ha dichiarato il primo cittadino all’ANSA. Le sue parole, rilasciate a margine della presentazione del libro ‘I Popolari’ di Giorgio Merlo al Circolo dei lettori, evidenziano come questa visita sia percepita quale “il miglior riconoscimento dal punto di vista istituzionale al tanto lavoro che le tante istituzioni che la città fanno e che danno lustro all’Italia attraverso le cose che vengono fatte a Torino”.
Un legame che si rafforza: la seconda visita in meno di un mese
Quella del 16 febbraio rappresenta la seconda visita del Presidente Mattarella a Torino in meno di un mese, un segnale inequivocabile di attenzione verso la città. Lo scorso 20 gennaio, infatti, il Capo dello Stato aveva partecipato alle celebrazioni per i 430 anni dell’Ufficio Pio, ente strumentale della Compagnia di San Paolo, una delle più antiche e importanti fondazioni filantropiche d’Europa. In quell’occasione, Mattarella aveva elogiato la capacità dell’ente di attraversare i secoli mantenendo saldi i principi di autonomia e di attenzione ai più deboli. Questa continuità di presenze istituzionali rafforza la percezione di una Torino centrale nel panorama nazionale, non solo per il suo tessuto produttivo ma anche per la sua vivacità culturale e sociale.
Le celebrazioni per Piero Gobetti: un anno di eventi
La cerimonia al Teatro Carignano darà il via ufficiale a un intero anno di eventi dedicati a Piero Gobetti. Per l’occasione è stato istituito un Comitato Nazionale per le celebrazioni, presieduto dall’autorevole costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. Sarà proprio Zagrebelsky a tenere la lectio magistralis inaugurale, un intervento atteso per rileggere la figura di Gobetti non come un’icona del passato, ma come una coscienza critica ancora in grado di interrogare il nostro presente.
Le celebrazioni non si limiteranno ai confini torinesi e italiani. Il 19 febbraio, infatti, è prevista una cerimonia a Parigi, presso il cimitero di Père Lachaise dove Gobetti è sepolto, seguita da un incontro alla Maison de l’Italie sul tema “La libertà dell’esilio”. Un modo per ricordare la tragica fine del giovane intellettuale, costretto all’esilio dalle violenze squadriste e morto a Parigi a nemmeno 25 anni, il 16 febbraio 1926.
Chi era Piero Gobetti: un faro dell’antifascismo
Nato a Torino nel 1901, Piero Gobetti fu giornalista, filosofo, editore e traduttore. Nonostante la sua vita brevissima, lasciò un’impronta indelebile nella cultura italiana del Novecento. Fondatore di riviste come “Energie Nove” e, soprattutto, “La Rivoluzione liberale”, divenne una delle voci più lucide e coraggiose dell’opposizione al fascismo nascente. La sua analisi del fascismo come “autobiografia della nazione” rimane una delle interpretazioni più acute e discusse. Gobetti concepiva la libertà non come un dato acquisito, ma come una conquista continua, un processo di emancipazione individuale e collettiva. La sua eredità intellettuale, fondata sul rigore morale e sulla responsabilità, continua a essere un punto di riferimento essenziale per comprendere le radici della nostra democrazia.
L’omaggio del Presidente Mattarella a questa figura straordinaria assume, quindi, un valore che va oltre la semplice commemorazione. È un richiamo ai valori fondanti della Repubblica, alla libertà di pensiero e all’intransigenza etica contro ogni forma di autoritarismo. In un contesto storico complesso come quello attuale, la lezione di Piero Gobetti e l’attenzione delle più alte cariche dello Stato per la sua memoria rappresentano un monito e una fonte di ispirazione per l’intera comunità nazionale.
