Roma – Un urlo di gioia squarcia il cielo plumbeo di Roma. L’Italia del rugby ha compiuto l’impresa, battendo la Scozia per 18-15 nella partita d’esordio del Guinness Sei Nazioni 2026. Una vittoria di cuore, grinta e maturità, ottenuta in condizioni climatiche avverse, su un campo reso pesante dalla pioggia incessante, che ha esaltato lo spirito di sacrificio di un gruppo coeso e determinato.
LA CRONACA DI UNA BATTAGLIA EPICA
L’avvio degli Azzurri è stato a dir poco travolgente. Nei primi venti minuti, con il terreno ancora relativamente asciutto, la squadra guidata dal CT Gonzalo Quesada ha imposto il proprio ritmo, sorprendendo una Scozia apparsa inizialmente disorientata. È in questa fase che l’Italia ha costruito il suo tesoro. Al 7′ è Louis Lynagh a sbloccare il risultato, finalizzando un’azione corale nata da un geniale calcio a seguire di Nacho Brex. Pochi minuti dopo, al 14′, è il turno di Tommaso Menoncello, premiato come miglior giocatore del torneo 2024, che schiaccia l’ovale oltre la linea di meta avversaria. Paolo Garbisi, pur non impeccabile dalla piazzola in avvio, trasforma la seconda meta portando gli Azzurri sul 12-0.
La reazione scozzese non si è fatta attendere. Gli Highlanders hanno iniziato a macinare gioco, trovando la meta con Jack Dempsey, trasformata dal cecchino Finn Russell, che ha accorciato le distanze sul 12-7. Ma l’Italia, lungi dallo scomporsi, ha continuato a lottare su ogni pallone, guadagnando un calcio di punizione che Garbisi ha trasformato per il 15-7 con cui si è chiuso il primo tempo.
Nella ripresa, sotto un diluvio sempre più intenso, la partita si è trasformata in una vera e propria battaglia di trincea. La Scozia ha aumentato la pressione, accorciando ulteriormente con un piazzato di Russell e una meta di George Horne al 67′, che ha portato il punteggio sul 18-15. Gli ultimi minuti sono stati un assedio alla linea di meta italiana, un test durissimo per la tenuta fisica e mentale degli Azzurri. Ma è qui che è emersa tutta la grandezza di questa squadra: una difesa monumentale, che ha resistito per oltre venti fasi consecutive senza commettere fallo, ha spento le ultime speranze scozzesi, facendo esplodere di gioia lo Stadio Olimpico.
LE PAROLE DEL CAPITANO: “NON POTREI ESSERE PIÙ FELICE”
A fine partita, il capitano Michele Lamaro, visibilmente emozionato, ha espresso tutta la sua soddisfazione ai microfoni di Sky Sport: “Giornata pazzesca, i ragazzi hanno dato tutto in campo. Sappiamo tutto quello che possiamo mettere in campo, ci sono stati anche momenti difficili, ma non posso esser più felice di così”. Parole che racchiudono l’essenza di una vittoria costruita sul sacrificio e sulla consapevolezza dei propri mezzi. Lamaro ha poi aggiunto un’analisi lucida del match: “Sono stati cruciali i primi venti minuti perché il campo era ancora asciutto. Dopo segnare sarebbe stato più complicato e lo abbiamo visto”. Una testimonianza della maturità tattica raggiunta dalla squadra, capace di capitalizzare i momenti favorevoli e di soffrire quando necessario.
Anche il CT Gonzalo Quesada ha elogiato la prestazione dei suoi uomini, sottolineando il carattere e la maturità dimostrati, specialmente considerando le numerose assenze per infortunio. “Abbiamo funzionato come squadra, era l’obiettivo di oggi. Abbiamo gestito bene tutti i momenti della partita”, ha dichiarato il tecnico argentino.
UNA VITTORIA CHE VALE DOPPIO
Questo successo contro la Scozia non è solo un’iniezione di fiducia per il prosieguo del torneo, ma rappresenta anche la conferma di un percorso di crescita costante. Battere una delle nazionali più forti del panorama rugbistico mondiale, bissando il successo ottenuto a Roma due anni fa, dimostra che l’Italia non è più la cenerentola del Sei Nazioni. La mischia ordinata è stata dominante, tanto da far eleggere il pilone destro Simone Ferrari come player of the match, un riconoscimento raro per un uomo di prima linea ma assolutamente meritato.
Ora, con il morale alle stelle, l’Italia guarda già al prossimo, difficilissimo impegno: la trasferta a Dublino contro i campioni in carica dell’Irlanda. Una sfida proibitiva, ma che gli Azzurri affronteranno con una nuova consapevolezza e la certezza di poter competere ad armi pari con chiunque.
