Giornata di forti contrasti sui mercati finanziari europei, che archiviano la seduta con un generale ottimismo, trainati dall’andamento positivo di Wall Street. Tuttavia, a pesare sul sentiment, in particolare a Piazza Affari, è il crollo verticale di Stellantis, che ha vissuto una delle sue giornate più nere. Intanto, si registra un forte acquisto sui titoli bancari e su quelli legati al mondo dei semiconduttori, mentre il settore del lusso continua a mostrare segni di debolezza.
Panoramica dei Listini Europei: Onde Positive da Wall Street
Le principali borse del Vecchio Continente hanno chiuso la giornata in territorio positivo, beneficiando della scia rialzista proveniente dagli Stati Uniti. Il DAX di Francoforte ha segnato un progresso dello 0,9%, seguito da Londra (+0,4%) e Madrid (+1,15%). Anche Parigi riesce a portarsi sopra la parità con un +0,35%. A Milano, l’indice FTSE MIB ha chiuso con un rialzo più contenuto, +0,15% a 45.887 punti, zavorrato dalla performance negativa del suo titolo più pesante, Stellantis.
Il Caso Stellantis: Un Crollo Epocale che Scuote il Settore Auto
La notizia del giorno è senza dubbio il tonfo di Stellantis, che ha chiuso con un catastrofico -25,98% sia a Milano che a Parigi. A scatenare il panic selling è stato l’annuncio shock di oneri straordinari per circa 22,2 miliardi di euro legati a una profonda revisione della strategia sui veicoli elettrici. Il CEO Antonio Filosa ha ammesso che il ritmo della transizione energetica è stato “sovrastimato”, portando a un’offerta distante dalle reali esigenze dei consumatori.
Questa drastica correzione di rotta, che mira a rimettere “i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento”, ha un costo elevatissimo. La società prevede di registrare una perdita netta tra 19 e 21 miliardi di euro nel secondo semestre del 2025 e, di conseguenza, ha annunciato la sospensione del dividendo per il 2026. Questa mossa ha bruciato in una sola seduta quasi 6,8 miliardi di euro di capitalizzazione. Nonostante le rassicurazioni del management sull’assenza di un aumento di capitale e sulla previsione di un ritorno all’utile nel 2026, il mercato ha punito severamente il titolo, riportandolo ai minimi da aprile 2020.
A complicare il quadro del settore automobilistico si aggiungono le difficoltà di Renault (-4,7%). Secondo indiscrezioni del settimanale tedesco Wiwo, il tribunale di Monaco avrebbe ordinato uno stop alle vendite dei modelli Clio e Megane in Germania. La causa sarebbe una disputa legale con la società tecnologica statunitense Broadcom per la presunta violazione di un brevetto legato a una connessione telematica. Renault ha annunciato che presenterà ricorso.
Luci e Ombre sui Settori: Banche e Tech Volano, Lusso in Sofferenza
In una giornata così volatile, emergono chiare divergenze settoriali:
- Banche in forte rialzo: Il comparto bancario ha vissuto una seduta brillante. A trainare gli acquisti sono state Barclays (+2,85%), BPER (+2,6%), BBVA (+2,15%), Unicredit (+1,75%), Mediobanca (+1,3%) e Intesa Sanpaolo (+1,15%). In controtendenza si muove invece MPS (-0,26%).
- Semiconduttori brillanti: Ottima performance anche per i produttori di microchip, un settore chiave per l’innovazione tecnologica. Si mettono in luce Nordic Semiconductor (+4,4%), ASML (+2,3%) e STMicroelectronics (+1%), che beneficiano di un sentiment positivo a livello globale sul comparto.
- Lusso ancora debole: Continua il momento difficile per il settore del lusso, che risente delle incertezze sulla domanda globale. Vendite su Puma (-2,5%), Kering (-2,4%) e Moncler (-1,7%).
Materie Prime, Valute e Obbligazionario: Un Quadro Misto
Sul fronte delle materie prime, si registra un andamento contrastato. Il petrolio greggio WTI scende dello 0,4% a 63 dollari al barile, mentre il prezzo del gas naturale in Europa (TTF) balza del 4,2% a 35,15 euro per MWh. Stabile l’oro (+0,03% a 4.878,52 dollari l’oncia), mentre si accentua la debolezza dell’argento, che crolla del 5,54% a 74,23 dollari l’oncia.
Nel mercato valutario, il dollaro frena, scambiando a 84,57 centesimi di euro. Infine, buone notizie dal mercato obbligazionario italiano: il differenziale tra BTP e Bund decennali tedeschi si restringe, scendendo a 61,9 punti base. Il rendimento del BTP italiano cala di 0,7 punti al 3,46%, mentre quello del Bund tedesco resta invariato al 2,84%. Questo calo dello spread è un segnale positivo, poiché indica una minore percezione del rischio sul debito pubblico italiano.
