Una decisione che segna un punto fermo nella strategia industriale e che acuisce le tensioni sulla governance. Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli ha bocciato la proposta avanzata dal socio di maggioranza cinese, China National Tire & Rubber Corporation (CNRC), controllata di Sinochem, di procedere con la segregazione societaria del business legato all’innovativa tecnologia Cyber Tyre.
La votazione, conclusasi con 9 voti favorevoli alla linea dell’Amministratore Delegato Andrea Casaluci e 5 contrari (espressi dai consiglieri riconducibili all’azionista cinese), ha riaffermato la volontà di mantenere il business degli pneumatici intelligenti pienamente integrato all’interno del perimetro industriale e organizzativo del gruppo. Una scelta, si legge in una nota ufficiale, motivata dalla necessità di non minare in modo irreversibile il modello di business che ha reso Pirelli un leader globale nel settore.
Le ragioni del “No” a Sinochem
Durante la riunione del consiglio, il management di Pirelli ha esposto in modo dettagliato le ragioni strategiche, industriali e finanziarie che rendono la separazione del Cyber Tyre non solo sconsigliabile, ma addirittura dannosa. L’eventuale scorporo, secondo l’analisi presentata, avrebbe conseguenze negative a cascata:
- Minare il modello di business integrato: La forza di Pirelli risiede in un costante interscambio di informazioni e dati tra tecnologia, innovazione, sviluppo prodotto, produzione e commercializzazione. Frammentare questa struttura significherebbe compromettere l’efficienza e la capacità innovativa del gruppo.
- Perdita di know-how strategico: La proposta prevedeva il conferimento dei brevetti relativi al Cyber Tyre a una nuova entità societaria. Questo avrebbe inibito a Pirelli il libero utilizzo di una tecnologia proprietaria e strategica, in palese contraddizione con i principi statutari dell’azienda.
- Rallentamento tecnologico e perdita di competitività: La separazione avrebbe causato un inevitabile impoverimento tecnologico, compromettendo il vantaggio competitivo e la leadership di Pirelli nel campo dell’innovazione.
- Distruzione di valore e maggiori costi: La duplicazione di strutture operative, la perdita di sinergie e la minore solidità finanziaria conseguente avrebbero portato a una significativa distruzione di valore per gli azionisti.
- Incapacità di superare i vincoli normativi USA: Uno dei punti cruciali è che, secondo il management, la segregazione non sarebbe comunque sufficiente a superare le limitazioni imposte dalla normativa statunitense sulla tecnologia dei veicoli connessi proveniente da aziende a controllo cinese.
Il Cyber Tyre: cuore strategico dell’innovazione Pirelli
Ma cos’è esattamente il Cyber Tyre e perché è così cruciale per il futuro di Pirelli? Non si tratta di un semplice pneumatico, ma di un sistema tecnologico avanzato. Dotato di sensori, è in grado di raccogliere, elaborare e trasmettere dati in tempo reale. Questa tecnologia permette al pneumatico di “dialogare” non solo con i sistemi elettronici del veicolo (come ABS e controllo di stabilità), ma anche con le infrastrutture stradali, aprendo la strada a servizi innovativi per le cosiddette smart roads.
Pirelli è stata pioniera in questo campo e la tecnologia è già stata adottata da prestigiose case automobilistiche del segmento Prestige, come Aston Martin, McLaren e Pagani. Sono inoltre in corso accordi con enti come la Regione Puglia, Movyon (gruppo Autostrade per l’Italia) e Anas per lo sviluppo di progetti legati al monitoraggio delle infrastrutture. In un settore automotive sempre più orientato verso veicoli connessi, a guida autonoma e definiti dal software (software-defined vehicles), il Cyber Tyre rappresenta un asset fondamentale per mantenere la leadership tecnologica.
Un contesto di tensioni e il ruolo del Golden Power
La decisione del CdA si inserisce in un quadro più ampio di tensioni sulla governance. Recentemente, gli azionisti italiani di Camfin (la holding di Marco Tronchetti Provera) e MTP & C. hanno notificato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la decisione di non rinnovare il patto parasociale con il gruppo Sinochem, in scadenza a maggio 2026. Questa mossa ha attivato le procedure previste dalla normativa sul Golden Power, lo strumento con cui il governo italiano può esercitare poteri speciali per proteggere asset considerati strategici per l’interesse nazionale.
La stessa proposta di scorporo di Sinochem è stata notificata a Palazzo Chigi, in un tentativo di trovare una soluzione alle preoccupazioni normative, soprattutto quelle provenienti dagli Stati Uniti, dove il mercato rappresenta circa un quinto dei ricavi di Pirelli. Tuttavia, la mossa di Sinochem è stata vista da molti analisti come un’ingerenza nella gestione industriale, proprio su quell’asset che il governo italiano ha inteso proteggere con il Golden Power.
Il futuro della governance di Pirelli è ora al centro dell’attenzione, con l’avvicinarsi della scadenza per la presentazione delle liste per il rinnovo del consiglio di amministrazione in vista dell’assemblea di giugno. La ferma posizione del CdA sul Cyber Tyre ha tracciato una linea chiara: l’integrità tecnologica e industriale del gruppo non è negoziabile.
