Firenze si prepara a cambiare volto grazie a un significativo intervento di riqualificazione urbana e ambientale promosso da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale. Con un investimento complessivo che supera i 45 milioni di euro, è stato dato il via a un ambizioso progetto che prevede la rimozione di 14 chilometri di linee elettriche aeree e 68 imponenti sostegni (comunemente noti come tralicci) che da decenni caratterizzano il paesaggio di alcune aree densamente popolate. L’operazione, attesa da tempo dalla cittadinanza, non solo migliorerà l’estetica del territorio, ma porterà benefici concreti in termini di sicurezza, efficienza energetica e sostenibilità ambientale.

L’avvio dei lavori e le fasi del progetto

La prima fase dei lavori è iniziata simbolicamente con la demolizione di un traliccio nell’area adiacente all’Ospedale San Giovanni di Dio, a Torregalli, al confine con il comune di Scandicci. Questo primo intervento, della durata prevista di tre settimane, comporterà la rimozione di circa 2 chilometri di collegamenti aerei e 7 sostegni. L’operazione è stata resa possibile dalla preventiva realizzazione di nuove linee elettriche in cavo interrato, una tecnologia moderna che garantisce un impatto visivo nullo e una maggiore resilienza della rete.

A partire dalla primavera del 2026, il progetto entrerà nella sua seconda e più corposa fase, con tre ulteriori interventi di razionalizzazione. Questi lavori non si limiteranno al solo comune di Firenze, ma si estenderanno anche ai territori di Scandicci e Impruneta, a testimonianza di un approccio integrato alla riqualificazione dell’intera area metropolitana. In questa fase verranno smantellati altri 12 chilometri di linee aeree e ben 61 tralicci.

Un impatto tangibile sul territorio: più spazio, meno inquinamento

I benefici di questo imponente investimento saranno molteplici e duraturi. A conclusione dell’intero programma di demolizioni, verranno restituiti alla comunità circa 50 ettari di territorio, un’area paragonabile a quasi 45 campi da calcio, oggi occupata dalle infrastrutture elettriche. Questo recupero di suolo apre a nuove possibilità di sviluppo urbano, con la potenziale creazione di parchi, aree verdi e servizi per i cittadini.

L’impatto ambientale positivo non si ferma qui. La dismissione dei tralicci consentirà il recupero e il riutilizzo di ingenti quantità di materiali, in un’ottica di economia circolare. Si stima che verranno recuperate circa 200 tonnellate di ferro e 40 tonnellate di conduttori e corde di guardia, che saranno affidati a operatori specializzati per essere reintrodotti nel ciclo produttivo.

Collaborazione istituzionale e gestione della viabilità

La complessità dell’intervento richiede una stretta collaborazione tra Terna e le istituzioni locali. L’intero progetto è frutto di una programmazione condivisa con il Comune di Firenze, la Prefettura e le altre amministrazioni coinvolte. Per garantire la massima sicurezza durante le delicate operazioni di smantellamento e per ridurre al minimo i disagi per i cittadini, verranno adottate misure temporanee di regolazione della viabilità, concordate con le autorità competenti.

L’assessora all’Urbanistica del Comune di Firenze, Caterina Biti, ha sottolineato l’importanza storica dell’intervento, definendolo “un giorno importante” che segna l’inizio di un percorso volto a liberare ampie aree di territorio all’interno dei quartieri, con “benefici immediati e di lungo termine sulla vita della città e dei cittadini“. Anche Gilberto Ricci, Responsabile del Dipartimento Trasmissione Centro-Nord di Terna, ha evidenziato come l’intervento, partito nel 2021 e previsto per concludersi quest’anno, fosse “molto atteso dal territorio“.

Verso una rete elettrica del futuro

Questo progetto si inserisce in un più ampio piano di razionalizzazione e ammodernamento della rete elettrica dell’area metropolitana fiorentina. L’obiettivo di Terna, società guidata da Giuseppina Di Foggia, è quello di creare un’infrastruttura energetica sempre più sicura, efficiente e sostenibile, in grado di supportare la transizione energetica e le esigenze di un territorio dinamico e in continua evoluzione. L’interramento delle linee di alta tensione non solo elimina l’impatto paesaggistico, ma riduce anche i rischi legati a eventi meteorologici estremi e migliora la qualità e la continuità del servizio elettrico per cittadini e imprese.

Di atlante

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