Il settore cosmetico italiano consolida e rilancia il proprio impegno verso la sostenibilità. Un percorso non più considerato opzionale, ma un vero e proprio asset strategico per il futuro di un’industria che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy. A delineare questo scenario è la seconda edizione dell’Osservatorio sulla sostenibilità del settore cosmetico in Italia, un progetto promosso da Cosmetica Italia e realizzato in collaborazione con Ergo, spin-off della prestigiosa Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ora parte di Tecno Group. Il report offre una fotografia dettagliata e incoraggiante di un comparto che sta integrando i principi ESG (Environmental, Social, and Governance) in ogni fase del proprio operato, dalla concezione del prodotto fino al packaging finale.
Una Visione a 360 Gradi: Le Cinque Aree Chiave della Sostenibilità
L’analisi dell’Osservatorio si è concentrata su cinque aree tematiche fondamentali che rappresentano le colonne portanti del dibattito sulla sostenibilità nel mondo della cosmetica. Questi pilastri non solo evidenziano le aree di maggiore maturità del settore, ma indicano anche le direzioni per gli investimenti futuri:
- Ecodesign: L’approccio che integra la sostenibilità fin dalla fase di progettazione del prodotto è ormai una pratica consolidata. Le aziende si concentrano sulla scelta di materiali riciclati o riciclabili, sulla riduzione del peso e del volume degli imballaggi e sull’introduzione di soluzioni innovative come i prodotti ricaricabili. Sorprendentemente, il 96% delle aziende intervistate ha dichiarato di aver implementato almeno un’azione per migliorare la sostenibilità dei propri imballaggi, un dato che riflette una sensibilità diffusa anche lungo la filiera.
- Riduzione degli impatti ambientali e delle emissioni: La lotta al cambiamento climatico passa anche dai processi produttivi. Le imprese cosmetiche stanno attivamente rivedendo i propri modelli per ridurre le emissioni di CO₂, ottimizzare i processi, gestire in modo più efficiente i rifiuti e la risorsa idrica.
- Governance e comunicazione della sostenibilità: Non basta essere sostenibili, bisogna anche saperlo comunicare con trasparenza. Le aziende stanno strutturando la propria governance per integrare la sostenibilità nelle decisioni strategiche e per comunicare in modo chiaro e veritiero il proprio impegno ai consumatori, combattendo il rischio di greenwashing.
- Risorse umane e politiche di welfare aziendale: La sostenibilità è anche sociale. L’attenzione al benessere dei dipendenti, alla formazione e a un ambiente di lavoro equo e inclusivo è un elemento sempre più centrale nelle strategie aziendali.
- Sostenibilità della supply chain e responsabilità sociale d’impresa: L’impegno non si ferma ai cancelli della fabbrica. Le aziende cosmetiche promuovono attivamente pratiche responsabili lungo tutta la catena di fornitura e sostengono iniziative di responsabilità sociale, collaborando con associazioni no-profit, scuole e progetti culturali.
La Grande Novità: Il Coinvolgimento della Filiera
Una delle innovazioni più significative di questa seconda edizione dell’Osservatorio è stata l’inclusione dell’intera filiera nell’analisi. Attraverso un questionario qualitativo esteso ai fornitori di materie prime, packaging e macchinari, il report offre una visione d’insieme ancora più completa e rappresentativa. Questa scelta metodologica ha permesso di evidenziare come l’impegno verso la sostenibilità sia un approccio condiviso e trasversale, un vero e proprio “gioco di squadra” che coinvolge ogni anello della catena del valore.
Le Voci dei Protagonisti: Un Settore Proiettato al Futuro
Le parole dei vertici di Cosmetica Italia e degli esperti accademici confermano l’importanza strategica di questo percorso. Benedetto Lavino, presidente di Cosmetica Italia, ha sottolineato come “il percorso verso una strategia ESG coinvolge ogni ingranaggio della filiera cosmetica e ne costituisce un elemento chiave per lo sviluppo futuro”. Lavino ha inoltre ricordato che per un settore che investe il 6% del proprio fatturato in ricerca, “innovazione e sostenibilità sono due pilastri che permettono di generare vantaggi strategici, operativi e reputazionali”.
Sulla stessa linea Filippo De Caterina, vicepresidente di Cosmetica Italia con delega alla sostenibilità, che ha definito l’Osservatorio “uno strumento unico che offre un quadro di riferimento per l’intero settore”, capace di stimolare tutti gli attori del comparto a individuare le aree su cui investire per il futuro.
L’analisi accademica è affidata a Fabio Iraldo, professore ordinario di Management presso la Scuola Sant’Anna di Pisa, il quale ha commentato come il settore cosmetico mostri “non solo un’attenzione, ma anche un impegno crescente verso la sostenibilità”. Secondo il professore, “decarbonizzazione, design di prodotti con criteri di sostenibilità ambientale e packaging emergono come gli aspetti su cui il settore si dimostra più maturo e con pratiche consolidate”.
Un’Industria Resiliente e Innovativa
I dati dell’Osservatorio si inseriscono in un contesto economico che vede l’industria cosmetica italiana dimostrare grande resilienza e capacità di crescita. Nonostante le incertezze globali, il settore ha confermato la sua forza, con una produzione che nel 2023 ha superato i 15,1 miliardi di euro (+13,8%) e un export in crescita di oltre 20 punti percentuali, a testimonianza del valore e dell’innovazione riconosciuti ai prodotti italiani sui mercati internazionali. La sostenibilità, quindi, non è solo una questione etica, ma si conferma una leva di competitività fondamentale per un’industria che fa dell’innovazione e della qualità i suoi tratti distintivi.
