CALTANISSETTA – Un monito severo, un richiamo alla responsabilità collettiva che risuona ben oltre le aule del tribunale. “Oggi Niscemi è la priorità dell’Italia”. Con queste parole, cariche di urgenza e partecipazione, la Presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Domenica Motta, ha impresso una svolta drammatica alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto nisseno. Il suo intervento ha squarciato il velo di formalità, portando al centro del dibattito nazionale la tragedia che ha colpito la comunità di Niscemi, devastata da un imponente movimento franoso che ha inghiottito case, strade e certezze.
L’EPICENTRO DI UNA CRISI UMANA E SOCIALE
La Presidente Motta, esprimendo “vicinanza e solidarietà ai cittadini di Niscemi”, ha sottolineato come la perdita della casa rappresenti la perdita delle proprie abitudini e della propria quotidianità. Un dramma che ha costretto all’evacuazione circa 1.500 persone, gettando centinaia di famiglie in uno stato di angoscia e incertezza. L’appello della magistrata è un imperativo categorico: servono “interventi immediati e risolutivi per gli sfollati, senza ulteriori ritardi”. La frana, che ha avuto un’accelerazione critica il 25 gennaio 2026, è la conseguenza di una fragilità geologica nota da tempo, legata alla natura argillosa dei terreni su cui sorge parte dell’abitato. Un disastro che, secondo gli inquirenti, affonda le sue radici in eventi passati, tanto che la Procura di Gela, titolare dell’inchiesta per disastro colposo, ha annunciato che le indagini partiranno dalla frana del 1997.
L’INCHIESTA DELLA PROCURA E LA CACCIA ALLE RESPONSABILITÀ
La Procura di Gela, guidata dal procuratore Salvatore Vella, si muove con determinazione per fare luce su eventuali omissioni e responsabilità. “Non guarderemo in faccia a nessuno”, ha dichiarato Vella, preannunciando che il fascicolo, attualmente a carico di ignoti, non resterà tale. L’inchiesta si preannuncia complessa e si avvarrà di una “montagna di documenti”, incluse immagini satellitari e la documentazione relativa alla gestione del dissesto idrogeologico negli ultimi decenni. L’obiettivo è accertare se condotte omissive o azioni sconsiderate abbiano contribuito a causare o aggravare l’evento calamitoso. Nel mirino degli inquirenti ci sono quasi trent’anni di “azioni e omissioni”, per una ricostruzione puntuale delle responsabilità “a qualunque livello”.
Il Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, ha istituito una commissione di studio per approfondire le cause del movimento franoso e proporre interventi di mitigazione del rischio. Questa iniziativa si affianca all’azione della magistratura, segnalando un’attenzione istituzionale che la Presidente Motta ha voluto richiamare con forza.
UN QUADRO ALLARMANTE: MAFIA E CARENZE STRUTTURALI
L’intervento della Presidente Motta non si è limitato alla sola emergenza di Niscemi. La sua relazione ha dipinto un quadro preoccupante per l’intero distretto giudiziario di Caltanissetta, evidenziando una “perdurante e attuale vitalità delle organizzazioni mafiose”. I numeri sono allarmanti: le iscrizioni per associazione di stampo mafioso sono balzate a 116, rispetto alle 70 dell’anno precedente, a cui si aggiungono 32 procedimenti per traffico di stupefacenti. Dati che, secondo la magistrata, testimoniano la capacità di rigenerazione delle cosche e la permeabilità del territorio.
A questo si aggiunge una cronica carenza di personale, sia tra i magistrati che tra il personale amministrativo, che rischia di paralizzare l’apparato giudiziario e rendere meno efficace la lotta alla criminalità. Una situazione aggravata dalla presenza di processi di notevole rilevanza mediatica, come quello sul “Sistema Montante” e le indagini sui depistaggi relativi alle stragi del ’92-’93, che assorbono ingenti risorse.
LA RISPOSTA DELLA POLITICA E DELLA SOCIETÀ CIVILE
L’appello della Presidente Motta ha trovato eco nel mondo politico. Il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Nuccio Di Paola, ha definito “prezioso” il sostegno alla questione di Niscemi, sottolineando come questa debba essere una priorità per il governo italiano. La tragedia ha innescato anche una serie di misure concrete, come la sospensione dei mutui per i residenti colpiti, deliberata dall’ABI, e l’impegno del governo a non dirottare i fondi destinati al Ponte sullo Stretto, come richiesto da alcune parti.
La frana di Niscemi si rivela così un evento drammatico che va oltre la cronaca, diventando un potente campanello d’allarme sulla fragilità del nostro territorio e sulla necessità di una gestione oculata e responsabile. Le parole della Presidente Motta hanno acceso un faro su una comunità ferita, trasformando un’inaugurazione di rito in un momento di alta riflessione civile e istituzionale, con la speranza che all’appello seguano azioni concrete e risolutive.
