Il firmamento del cinema spagnolo si prepara a omaggiare una delle sue stelle più luminose, sebbene nata oltreoceano. L’Accademia delle Arti e delle Scienze Cinematografiche di Spagna ha annunciato che l’attrice americana Susan Sarandon riceverà il Premio Goya Internazionale 2026. La cerimonia di gala, giunta alla sua 40ª edizione, si terrà il prossimo 28 febbraio a Barcellona e vedrà la consegna di questo importante riconoscimento a un’artista che ha saputo coniugare magistralmente l’eccellenza recitativa con un profondo e costante impegno civile.
Secondo le motivazioni espresse dall’Accademia, il premio viene conferito a Sarandon per il suo status di “icona del cinema” e per essere stata per decenni “uno dei volti più rilevanti di Hollywood, ammirato dagli amanti del cinema di tutto il mondo”. L’istituzione spagnola ha lodato la sua “vasta e formidabile” carriera, definendola “la combinazione perfetta di talento e successo professionale, glamour e impegno sociale e politico”. Un tributo, dunque, che non si limita a celebrare la diva, ma onora la donna, l’attivista, la voce instancabile a difesa dei diritti umani.
Un Mosaico di Ruoli Indimenticabili
La carriera di Susan Sarandon è un viaggio attraverso la storia del cinema contemporaneo, un percorso segnato da interpretazioni che sono entrate di diritto nell’immaginario collettivo. Dagli esordi negli anni ’70, ha dimostrato una versatilità e un coraggio rari, scegliendo ruoli complessi e mai banali. Come non ricordare la sua Louise nel film manifesto Thelma & Louise (1991), un’icona femminista che ha ispirato generazioni di donne? O la sua Janet Weiss nel cult movie The Rocky Horror Picture Show (1975), un ruolo che ha sfidato le convenzioni e celebrato la libertà espressiva?
Il suo talento drammatico ha trovato la consacrazione definitiva con la statuetta più ambita: l’Oscar come migliore attrice protagonista nel 1996 per Condannato a morte (Dead Man Walking), dove ha offerto un’interpretazione magistrale della suora Helen Prejean. Ma la sua filmografia è un tesoro di gemme preziose: da Le streghe di Eastwick (1987) a Bull Durham (1988), da Atlantic City (1980) a L’olio di Lorenzo (1992) e Il cliente (1994), ruoli che le sono valsi altre quattro nomination all’Oscar. Questa capacità di abitare personaggi così diversi, di passare dal dramma alla commedia con la stessa intensità, è la cifra stilistica di un’artista completa e in continua evoluzione.
Oltre lo Schermo: Una Voce per i Diritti
Ciò che rende Susan Sarandon una figura così rilevante va ben oltre il suo indiscutibile talento attoriale. È il suo “coraggioso impegno politico e sociale”, come sottolineato dall’Accademia spagnola, a definirla come un’artista a tutto tondo. Da decenni, Sarandon utilizza la sua piattaforma mediatica per dare voce a chi non ne ha, schierandosi in prima linea per numerose cause umanitarie e civili.
Nominata Ambasciatrice di Buona Volontà dell’UNICEF nel 1999 e della FAO nel 2010, ha dedicato tempo ed energie a campagne contro la fame nel mondo, per la sensibilizzazione sull’HIV/AIDS e a sostegno delle vittime di disastri naturali, come il terremoto in Nepal. È una fervente oppositrice della pena di morte, un’attivista per i diritti LGBTQ+ e per la giustizia ambientale e sociale. Le sue posizioni, spesso controcorrente e mai timorose di sfidare il potere, le hanno talvolta attirato critiche, ma hanno anche consolidato la sua immagine di donna autentica e coerente, un vero e proprio faro nel panorama spesso conformista dello show business.
Il Premio Goya Internazionale: Un Ponte tra Culture
Istituito nel 2022, il Premio Goya Internazionale si prefigge di onorare personalità che hanno contribuito al cinema come “ponte tra culture e spettatori di tutto il mondo”. Susan Sarandon è la quinta personalità a ricevere questo prestigioso riconoscimento, iscrivendo il suo nome in un albo d’oro di assoluto prestigio che include:
- Cate Blanchett (2022)
- Juliette Binoche (2023)
- Sigourney Weaver (2024)
- Richard Gere (2025)
L’inclusione di Sarandon in questa illustre lista non fa che confermare la sua statura globale e l’impatto universale della sua arte. La scelta dell’Accademia spagnola è un segnale forte: un omaggio a un cinema che non si limita a intrattenere, ma che si fa strumento di riflessione, di dialogo e di cambiamento sociale, incarnando perfettamente lo spirito di un premio nato per celebrare l’unione tra i popoli attraverso la settima arte.
