Parigi – Un’atmosfera carica di emozione e aspettativa ha avvolto la terza giornata della Settimana dell’Alta Moda di Parigi. Non una semplice sfilata, ma un momento di passaggio denso di significato per la Maison Valentino. Con la collezione Haute Couture Primavera/Estate 2026, intitolata “Specula Mundi”, il direttore creativo Alessandro Michele ha presentato la sua prima opera dopo la recente scomparsa del fondatore, l’imperatore della moda Valentino Garavani, avvenuta a Roma il 19 gennaio. L’evento si è trasformato in un profondo e articolato omaggio al maestro, ma anche in una radicale riflessione sul tempo, lo sguardo e la sacralità dell’abito in un’era dominata dalla velocità.

Un tributo che risuona nel tempo

L’assenza di Valentino Garavani è diventata una presenza tangibile e potente sin dall’apertura dello show. A luci spente, la voce inconfondibile del fondatore ha riempito la sala, tratta da un estratto del documentario “Valentino: L’ultimo Imperatore” di Matt Tyrnauer. Le sue parole, che raccontavano del sogno infantile di vestire le dive del cinema, hanno immediatamente definito il registro emotivo e concettuale della serata: un dialogo tra passato e presente, tra memoria e futuro. “Mia sorella mi portò per la prima volta a vedere dei film, è stato il sogno della mia vita vedere queste bellissime donne sul grande schermo. Avevo 13 anni, decisi che volevo creare abiti per queste donne“.

Poco prima dell’inizio, Alessandro Michele ha affidato ai social network della maison una lunga e sentita lettera. In essa, ha definito Garavani “una figura mitologica, una presenza fondativa, un riferimento ineludibile“. Con un gesto di rara sensibilità nel mondo della moda, Michele ha esteso la sua gratitudine non solo al maestro e al suo storico partner Giancarlo Giammetti, ma anche ai suoi predecessori, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, e a tutte le maestranze dell’atelier. Ha descritto il suo ruolo non come quello di un successore, ma di un custode, il cui atto creativo è volto “non per colmare un’assenza, ma per custodirla“. Un’affermazione che traduce l’eredità non come un peso, ma come una fiamma da mantenere viva.

La rivoluzione dello sguardo: il Kaiserpanorama

Coerentemente con la sua filosofia, Michele ha sovvertito le regole della passerella tradizionale. Al posto di una pedana lineare, gli ospiti, accomodati all’interno dello Stade Pierre de Coubertin, si sono trovati di fronte a una serie di strutture circolari in legno. Ispirato al Kaiserpanorama, un dispositivo ottico collettivo del XIX secolo per la visione di immagini stereoscopiche, l’allestimento costringeva il pubblico a spiare le creazioni attraverso piccoli visori individuali. Una scelta scenografica che, da un punto di vista quasi fisico, imponeva una fruizione frammentata, lenta e concentrata.

Questa “disciplina dello sguardo” è stata una potente dichiarazione contro la bulimia visiva dell’era digitale. Obbligando a un’osservazione parziale e differita, Michele ha restituito sacralità e mistero all’abito di alta moda, trasformandolo da immagine da consumare velocemente a “presenza sacra che chiede sosta, ascolto, disposizione“. Una vera e propria performance che interroga la nostra relazione con la moda e la sua rappresentazione mediatica, un invito a riscoprire il valore del tempo e dell’attesa.

La collezione “Specula Mundi”: un massimalismo che dialoga con la storia

In questo teatro della contemplazione, gli abiti sono apparsi come epifanie. Il primo look è stato un ulteriore, potente omaggio: un abito lungo, scollato profondamente a V, con uno spacco vertiginoso, tinto nell’inconfondibile Rosso Valentino. Un’icona che apre un viaggio nel massimalismo colto e stratificato di Alessandro Michele, qui in perfetto dialogo con l’opulenza della Maison.

La collezione “Specula Mundi” (Specchio del Mondo) è un’archeologia dell’immaginario che spazia dalle dive della vecchia Hollywood alle divinità antiche, passando per iconografie religiose. Hanno sfilato sontuosi mantelli di velluto ricamati con paillettes, copricapi scultorei adornati da piume di marabù, colletti giganti e gorgiere che sembravano corolle di fiori. E ancora, velluti a profusione, fiocchi monumentali e abiti da red carpet resi sensuali da audaci cut-out velati di cristalli. Ogni creazione è un microcosmo di riferimenti, un “ritratto” che celebra l’eccezionale lavoro artigianale dell’atelier Valentino, vero custode del saper fare dell’Haute Couture.

Un parterre di stelle per un momento storico

Ad applaudire la visione di Alessandro Michele c’era un parterre di celebrità internazionali, che hanno testimoniato la rilevanza culturale dell’evento. Tra gli ospiti spiccavano le attrici Kristen Dunst e Dakota Johnson, volto della maison, la cantante Lily Allen e un’icona della musica come Sir Elton John. Presenti anche numerose personalità italiane, tra cui Ginevra Elkann, Isabella Ferrari e Romana Maggiora Vergano, a sottolineare il profondo legame della casa di moda con le sue radici.

La sfilata “Specula Mundi” si è conclusa con un lungo e caloroso applauso, segno inequivocabile del successo di un’operazione complessa e coraggiosa. Alessandro Michele non ha solo presentato una collezione di abiti straordinari, ma ha orchestrato un’esperienza che ha saputo onorare un’eredità immensa, aprendo al contempo nuove, stimolanti prospettive per il futuro dell’Haute Couture.

Di davinci

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