Giornata a due velocità per i mercati azionari europei, che si muovono in un clima di generale debolezza, influenzati da una serie di fattori macroeconomici e notizie societarie contrastanti. A pesare sui listini è soprattutto il crollo verticale del comparto del lusso, scatenato dalla pubblicazione dei risultati annuali del colosso francese LVMH, che ha evidenziato un calo sia dei ricavi che degli utili per il 2025. A questo si sono aggiunti i dati preliminari sulle vendite, anch’essi in flessione, di Salvatore Ferragamo. In questo scenario, le piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno chiuso prevalentemente in rosso, con Madrid (-1,45%), Parigi (-1,2%) e Milano (-1%) a registrare le perdite più consistenti. Più contenute, invece, le flessioni di Londra (-0,5%) e Francoforte (-0,4%).
Il Lusso Perde Smalto: LVMH e Ferragamo Trascinano il Settore al Ribasso
La notizia che ha dominato la seduta è stata senza dubbio la performance negativa di LVMH. Il gruppo guidato da Bernard Arnault ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 80,8 miliardi di euro, segnando un calo del 5% a cambi correnti. Ancora più marcata la flessione dei profitti, scesi del 13% a 10,9 miliardi di euro. Questi numeri, sebbene in parte attesi dagli analisti, hanno scatenato una forte ondata di vendite sul titolo, che a Parigi è arrivato a cedere oltre il 6%. La delusione degli investitori è legata in particolare alla performance della divisione Moda e Pelletteria, considerata il motore del gruppo, che non ha soddisfatto le aspettative.
L’eco del tonfo di LVMH si è propagato rapidamente a tutto il settore del lusso. Sulla stessa scia, Salvatore Ferragamo ha annunciato ricavi preliminari per il 2025 pari a 977 milioni di euro, in calo del 3,8% a cambi costanti. Di conseguenza, il titolo della maison fiorentina ha subito una pesante perdita a Piazza Affari, arrivando a cedere il 6,5%. La debolezza ha contagiato anche altri grandi nomi del settore: a Parigi, Christian Dior ha perso il 5,7% e Kering l’1,73%, mentre a Milano Moncler e Cucinelli hanno registrato cali rispettivamente dell’1,99% e dell’1,47%.
Semiconduttori in Controtendenza: una Scintilla di Luce nel Mercato
In netto contrasto con la debolezza generale, il comparto dei semiconduttori ha vissuto una giornata di forti rialzi, trainato da notizie positive provenienti sia dagli Stati Uniti che dall’Europa. A dare la carica al settore sono state le stime incoraggianti fornite da Texas Instruments, che hanno superato le attese degli analisti. A questo si sono aggiunti i solidi conti trimestrali presentati dalla società olandese ASML, uno dei principali fornitori di attrezzature per la produzione di chip a livello globale. Questi annunci hanno innescato un’ondata di acquisti sui titoli tecnologici europei del settore.
A Francoforte, Infineon ha messo a segno un balzo del 5,6%, mentre ad Amsterdam ASML ha guadagnato il 5,91%. Anche a Milano, STMicroelectronics ha beneficiato del sentiment positivo, chiudendo in rialzo del 3,35% in attesa della presentazione dei propri conti, prevista per domani.
Dati Macro e Banche Centrali: l’Attesa per la Fed
Sul fronte macroeconomico, la giornata è stata caratterizzata da dati contrastanti. In Germania, la fiducia dei consumatori, misurata dall’indice GfK, è risultata in leggero miglioramento a febbraio, attestandosi a -24,1 punti, meglio delle stime. In Italia, invece, l’Istat ha rilevato un quadro a due facce: la fiducia delle imprese è salita oltre le attese a 89,2 punti, mentre quella dei consumatori è cresciuta meno del previsto, raggiungendo i 96,8 punti.
Tuttavia, l’attenzione degli investitori è rimasta catalizzata sulla riunione della Federal Reserve. La banca centrale statunitense ha deciso di lasciare i tassi d’interesse invariati nella forchetta tra il 3,50% e il 3,75%, una mossa ampiamente prevista dai mercati. La decisione, che interrompe la serie di tagli avviata a settembre, non è stata unanime, con due membri che si sono espressi a favore di una riduzione. Nel comunicato, la Fed ha definito la crescita economica “robusta”, lasciando intendere che non siano necessari ulteriori stimoli nell’immediato.
Materie Prime e Valute: Stabilità per Petrolio e Spread
Sul mercato delle materie prime, il petrolio ha mostrato un lieve rialzo, con il WTI che ha guadagnato lo 0,3% portandosi a 62,6 dollari al barile. Al contrario, il prezzo del gas naturale ha subito una brusca flessione, cedendo il 4,07% a 37,19 euro al MWh. In calo anche l’oro, che si è allontanato dai massimi recenti (-0,29% a 5.255,25 dollari l’oncia). Sul mercato valutario, il dollaro è apparso in ripresa, scambiato a 83,53 centesimi di euro.
Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread tra i BTP decennali italiani e i Bund tedeschi si è mantenuto stabile intorno ai 59,3 punti base. Il rendimento del titolo italiano è sceso al 3,45%, mentre quello tedesco si è attestato al 2,85%.
