Una giornata a due velocità per la Borsa di Milano, che archivia le contrattazioni in territorio negativo. L’indice FTSE MIB ha segnato una flessione dello 0,66%, chiudendo in linea con la debolezza generale che ha caratterizzato le principali piazze finanziarie europee. A pesare sul listino milanese sono state principalmente le vendite sul settore del lusso e sul comparto bancario, due pilastri di Piazza Affari che hanno mostrato segni di nervosismo. In controtendenza, hanno brillato alcuni titoli tecnologici e delle telecomunicazioni, capaci di intercettare la fiducia degli investitori.
L’ombra di LVMH si allunga sul lusso
Il comparto del lusso è stato il grande osservato speciale della giornata, finendo sotto pressione a causa dei conti e, soprattutto, delle previsioni caute fornite dal colosso francese LVMH. Il gruppo guidato da Bernard Arnault, pur presentando risultati solidi, ha mantenuto un tono prudente per il futuro, citando le incertezze geopolitiche ed economiche globali. Questo ha innescato un’ondata di vendite che ha colpito l’intero settore a livello europeo, considerato un barometro della salute dei consumi di alta gamma. A Milano, a farne le spese sono state in particolare Moncler, che ha ceduto il 2,9%, e Brunello Cucinelli, in calo del 2,2%. Gli investitori temono che un rallentamento della domanda, specialmente da mercati chiave come la Cina, possa ridimensionare la redditività del settore.
Banche in affanno, pesano incertezze e governance
Seduta difficile anche per il settore bancario, che ha visto prevalere i segni meno. Tra i principali istituti di credito, le perdite più consistenti sono state registrate da Unicredit (-2,2%) e Popolare di Sondrio (-2,1%). Male anche Banco Bpm (-1,6%), Bper (-1,5%) e Intesa Sanpaolo (-1,4%). Sul comparto pesa un clima di generale incertezza, legato alle future mosse delle banche centrali e al quadro macroeconomico. Particolare attenzione è rivolta a Monte dei Paschi di Siena (-1,3%), che oltre al sentiment negativo del settore si trova a gestire delicate questioni di governance e le decisioni strategiche relative alla sua partecipazione in Mediobanca (-0,8%).
Spread stabile, ma l’attenzione resta alta
Sul fronte dei titoli di stato, lo spread tra BTP e Bund tedesco ha chiuso la seduta in modo sostanzialmente stabile, attestandosi a 60,7 punti base. Anche il rendimento del BTP decennale italiano è rimasto invariato al 3,46%. Questo indicatore, che misura il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, è un termometro della fiducia degli investitori nel debito pubblico italiano. Una sua stabilità è un segnale positivo, ma il livello rimane costantemente monitorato, specialmente in vista delle prossime decisioni della Banca Centrale Europea.
Le note positive: STM e TIM guidano i rialzi
Nonostante il clima generale di cautela, alcuni titoli hanno saputo distinguersi con performance decisamente positive, dimostrando la selettività degli investitori in questa fase di mercato.
- STM in rally in attesa dei conti: A guidare i rialzi del FTSE MIB è stata Stmicroelectronics (STM), che ha messo a segno un progresso del 2,1%. Il titolo del gruppo italo-francese dei semiconduttori ha beneficiato dell’ottimismo che circonda il settore tecnologico, trainato dai solidi risultati presentati dalla società olandese ASML, un gigante nella produzione di macchinari per l’industria dei chip. Gli investitori scommettono che anche STM, alla vigilia della pubblicazione dei propri conti, possa sorprendere positivamente.
- TIM ai massimi, promossa l’operazione sulle azioni di risparmio: Grande protagonista della giornata è stata anche Telecom Italia (TIM), che ha chiuso in rialzo dell’1,5% a 0,59 euro, toccando i massimi da agosto 2018. Il mercato ha premiato con entusiasmo il via libera arrivato dall’assemblea degli azionisti all’operazione di conversione facoltativa e obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie. Questa mossa, attesa da tempo, è vista come un passo fondamentale per semplificare la struttura del capitale della società e migliorare la governance, attirando nuovi investitori. Le azioni di risparmio hanno reagito positivamente, salendo dell’1,46% a 0,695 euro.
Tra gli altri titoli in evidenza, si segnalano gli acquisti su Saipem (+1,5%) e Generali (+1,4%), quest’ultima nel giorno del suo primo consiglio di amministrazione dell’anno. Bene anche Campari (+0,9%) e Fincantieri (+0,5%). Nel segmento delle società a minor capitalizzazione, da notare l’esordio positivo di Aedes (+0,89%), dopo l’annuncio di un aumento di capitale da 5 milioni di euro.
