Oświęcim, Polonia – In una giornata carica di commozione e significato storico, il Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau ha commemorato l’81° anniversario della liberazione del campo di concentramento e sterminio nazista. Il 27 gennaio 2026, data che coincide con la Giornata Internazionale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto, ha visto riuniti gli ultimi sopravvissuti, le loro famiglie e dignitari da tutto il mondo per onorare la memoria di oltre un milione di vittime. La cerimonia di quest’anno, tenutasi sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica di Polonia, Karol Nawrocki, ha scelto di mettere al centro le voci e le testimonianze dirette di chi ha vissuto l’orrore indicibile del campo, rinunciando ai discorsi dei politici per lasciare spazio al potere della Memoria.
Il Potere della Memoria nelle Parole di Piotr Cywiński
Il direttore del Museo di Auschwitz, Piotr M. A. Cywiński, ha pronunciato un discorso di profonda intensità, rivolgendosi direttamente ai sopravvissuti presenti. “La vostra esperienza, carissimi, così dolorosa e difficile, così crudele e difficile da immaginare, è diventata il fondamento della nostra memoria”, ha affermato Cywiński. Le sue parole hanno sottolineato come il ricordo di quella sofferenza non sia solo un peso del passato, ma un “tesoro, una guida, un monito” per affrontare le sfide del presente. In un’epoca segnata da instabilità e rapidi cambiamenti, ha proseguito il direttore, la Memoria diventa un rifugio e una fonte essenziale per valutare le situazioni più complesse. “La memoria è potere. Proprio come l’esperienza. (…) Sono come tesori, come segnali stradali, come suggerimenti e avvertimenti”, ha concluso, evidenziando il legame indissolubile tra l’esperienza vissuta e la memoria collettiva che ne deriva.
Questa enfasi sulle testimonianze dirette rappresenta una scelta precisa del Museo, che riconosce nella memoria dei sopravvissuti un “grande dono”, forse sottovalutato in passato, ma oggi più che mai necessario per trovare punti di riferimento e salvaguardie morali.
Una Cerimonia Senza Discorsi Politici
Una delle decisioni più significative di questa 81ª commemorazione è stata quella di omettere i discorsi dei rappresentanti politici durante la cerimonia principale. Questa scelta, sostenuta all’unanimità dal Consiglio Internazionale di Auschwitz, è stata motivata dalla volontà di concentrarsi pienamente sulle voci delle vittime e dei sopravvissuti. Il Presidente polacco Karol Nawrocki, insieme a numerose delegazioni diplomatiche, ha assistito in silenzio, ascoltando le preziose testimonianze. La cerimonia, svoltasi nell’edificio della “Sauna centrale” dell’ex campo di Auschwitz II-Birkenau, si è conclusa con le preghiere guidate da rappresentanti di diverse comunità religiose, un momento di raccoglimento interconfessionale per onorare tutte le vittime.
In un altro momento della giornata, dopo aver deposto una corona di fiori, il Presidente Nawrocki ha parlato con i media, definendo Auschwitz “la prova della barbarie dell’ideologia nazionalsocialista” e un simbolo dell’indifferenza che permise a tale orrore di compiersi.
La Liberazione e il Significato del 27 Gennaio
Il 27 gennaio 1945, le truppe della 60ª Armata del Primo Fronte Ucraino dell’Armata Rossa abbatterono i cancelli del campo di Auschwitz. Quello che trovarono superava ogni immaginazione: circa 7.000 prigionieri sopravvissuti in condizioni disumane e le prove di uno sterminio sistematico di oltre 1,1 milioni di persone, in maggioranza ebrei, ma anche polacchi, rom, prigionieri di guerra sovietici e persone di altre nazionalità. La scoperta di Auschwitz rivelò al mondo intero l’orrore della Shoah. Per questo motivo, nel 2005, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 27 gennaio come Giornata Internazionale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto, un impegno globale per non dimenticare e per educare le future generazioni.
L’Antisemitismo Oggi: un Monito dall’Europa
La commemorazione di quest’anno si inserisce in un contesto globale preoccupante, segnato da un allarmante ritorno di manifestazioni di antisemitismo e di odio. Durante una seduta plenaria dedicata al Giorno della Memoria, la Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha dichiarato: “Oggi l’antisemitismo si diffonde più velocemente che mai, amplificato online e trasformando vecchie menzogne in realtà mortali”. Ha poi aggiunto che “ricordare l’Olocausto significa affrontare l’odio ovunque si manifesti, prima che gli sia consentito di mettere nuovamente radici”. Anche il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha lanciato un allarme contro il riproporsi di razzismo e antisemitismo, chiedendo una risposta rigorosa a livello europeo. Queste dichiarazioni, insieme alle iniziative promosse in tutta Italia e in Europa, ribadiscono che la Memoria non è un esercizio rituale, ma un impegno attivo e costante per la difesa dei valori di democrazia, tolleranza e dignità umana.
