Verona, cuore pulsante del motociclismo internazionale per tre giorni, ha vissuto oggi la sua giornata più intensa al Motor Bike Expo 2026. Dopo un’apertura che ha registrato un’affluenza record, il secondo giorno della kermesse ha ulteriormente alzato il livello, trasformando i padiglioni di Veronafiere in un santuario della passione, della tecnologia e, soprattutto, delle storie umane. Dalle sabbie dell’Arabia Saudita all’asfalto dei circuiti mondiali, passando per il ricordo commosso di un amico scomparso, la giornata di oggi è stata una sinfonia di motori ed emozioni, un’analisi perfetta di cosa significhi vivere per le due ruote nel mondo contemporaneo.
L’Eco del Deserto: i Titani della Dakar si Raccontano
L’attesa maggiore era concentrata sull’Adventure Stage del Padiglione 9, dove alle 11:30 è andato in scena il “Dakar Talk”. Un evento che, a pochi giorni dalla conclusione del rally raid più massacrante del mondo, ha portato a Verona la polvere e la gloria del deserto arabo. Protagonista assoluto Tommaso Montanari, che con il suo straordinario 21° posto assoluto si è laureato primo degli italiani in gara, un risultato che lo proietta di diritto nell’olimpo dei grandi interpreti di questa disciplina. Al suo fianco, a condividere aneddoti di fatica e fratellanza, altri eroi come Tiziano Internò, che ha affrontato la gara nella categoria “malles moto” (senza assistenza), e Cesare Zacchetti. A impreziosire il palco, la presenza di leggende come Franco Picco e Ciro De Petri, icone che hanno infiammato i cuori degli appassionati negli anni ’90 e la cui esperienza rappresenta un ponte generazionale di inestimabile valore.
Un momento di particolare intensità emotiva è stato l’intervento di Gioele Meoni. Il figlio del mai dimenticato Fabrizio Meoni ha raccontato la sua esperienza alla Dakar, un viaggio che non è stato solo una sfida sportiva ma anche un pellegrinaggio personale. Da questa avventura è nato il film “Nel nome del padre”, un’opera che intreccia mirabilmente le vicende di due generazioni unite dalla stessa, inestinguibile, passione per l’Africa e le sue sfide.
La Fisica della Pista: Incontro con i Maestri della Velocità
Il Padiglione 12 è stato il tempio della velocità, dove l’analisi si è fatta più tecnica, quasi scientifica. Un parterre de roi ha catalizzato l’attenzione degli appassionati del racing. Si è iniziato alle 13:30 con una leggenda vivente, Franco Uncini, campione del mondo della classe 500 nel 1982, la cui visione sulle corse moderne è sempre fonte di spunti preziosi. Subito dopo, alle 14:00, il palco è stato calcato da Andrea Dovizioso e Lorenzo Savadori, rispettivamente collaudatori di Yamaha e Aprilia. Il loro intervento ha offerto una rara finestra sul meticoloso lavoro di sviluppo che si cela dietro ogni decimo di secondo guadagnato in pista, un affascinante intreccio di sensibilità umana e telemetria avanzata. A chiudere il cerchio, alle 14:30, è intervenuto Massimo Rivola, Amministratore Delegato di Aprilia Racing, che ha illustrato le strategie e le ambizioni di una casa italiana tornata ai vertici del motociclismo mondiale. Non è mancata la presenza di altri grandi nomi, come il nove volte iridato di cross Tony Cairoli e l’ex campione del mondo Superbike Alvaro Bautista, a testimonianza della trasversalità di un evento capace di unire ogni disciplina.
Adrenalina Pura e un Tributo dal Cuore: Le Gare e il Ricordo di Luca
Ma Motor Bike Expo non è solo parole, è anche e soprattutto azione. Le aree esterne sono state teatro di competizioni mozzafiato.
- MBE Trophy Super Enduro (Area A): Una delle novità più attese, la nuova pista di Super Enduro, ha visto sfidarsi i migliori specialisti del fuoristrada. Tra tronchi, ostacoli artificiali e sezioni tecniche, ha brillato la stella del campione del mondo FIM SuperEnduro, Billy Bolt, che ha offerto uno spettacolo di controllo ed equilibrio ai limiti delle leggi della fisica.
- Trofeo Trial Indoor (Padiglione 7): All’interno del padiglione 7, i talenti del trial si sono esibiti in evoluzioni millimetriche, in una disciplina che è una vera e propria danza tra uomo e macchina.
- Freestyle Motocross (Area B): La crew Daboot di Vanni Oddera ha letteralmente fatto volare il pubblico con evoluzioni aeree che sfidano la gravità, confermando lo show come uno dei momenti più adrenalinici dell’intera fiera.
Il momento più toccante della giornata si è vissuto però nell’Area C, sulla pista di Supermotard allestita per il primo Memorial Luca Salvadori. Per ricordare il pilota milanese, tragicamente scomparso il 14 settembre 2024, la Fondazione a lui intitolata e il Motoclub Spoleto hanno organizzato un trofeo che ha visto scendere in pista tanti suoi amici e avversari. Nomi come Maurizio Bottalico, Andrea Mantovani e tanti altri giovani talenti si sono sfidati con il sorriso, in un clima di sana competizione e profondo affetto. Un modo bellissimo per trasformare il dolore in un canto di motori, proprio come Luca avrebbe voluto.
