CAGLIARI – La Sardegna si trova a fronteggiare una delle emergenze più gravi degli ultimi anni. Il passaggio del ciclone “Harry” ha lasciato una scia di devastazione incalcolabile, con danni che, secondo le prime stime, ammontano a centinaia di milioni di euro. La situazione è critica, tanto da spingere la presidente della Regione, Alessandra Todde, a lanciare un forte appello al governo nazionale per ottenere le risorse necessarie a fronteggiare la crisi.
Durante un sopralluogo effettuato insieme al capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Fabio Ciciliano, sulla spiaggia del Poetto di Cagliari, uno dei simboli dell’isola ora irriconoscibile, la governatrice ha tracciato un quadro drammatico. “Qui stiamo parlando di danni di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali”, ha dichiarato con fermezza Alessandra Todde. Le sue parole evidenziano la duplice natura del disastro: non solo infrastrutture e viabilità compromesse, ma anche un patrimonio paesaggistico e culturale messo in ginocchio.
Lo stato di emergenza e la richiesta di fondi
La Giunta regionale ha prontamente deliberato lo stato di emergenza per 12 mesi, un passo fondamentale per accedere agli aiuti. “Prima di discutere di fondi regionali dobbiamo discutere con il governo e avere le giuste risorse”, ha aggiunto Todde, sottolineando come la magnitudo dell’evento richieda un intervento straordinario. “Non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, è una situazione in cui bisogna reagire seriamente”. La presidente ha già avuto rassicurazioni dai ministri Salvini e Tajani sulla convocazione tempestiva del Consiglio dei Ministri per discutere dello stato di emergenza nazionale.
Parallelamente, la Regione ha già stanziato 5,5 milioni di euro come fondo d’urgenza per gli interventi più immediati, come il ripristino dei servizi essenziali e la messa in sicurezza del territorio. La presidente Todde ha espresso soddisfazione per la collaborazione con il Governo, ringraziando la premier Giorgia Meloni e il ministro Nello Musumeci per la vicinanza dimostrata. Si attende ora la delibera del Consiglio dei Ministri per lo stanziamento delle prime risorse nazionali.
Un territorio ferito: dal Poetto ai beni culturali
L’immagine più emblematica della furia del ciclone Harry è la spiaggia del Poetto di Cagliari, letteralmente “cancellata”. Ma i danni si estendono ben oltre il capoluogo. Intere fasce costiere hanno subito una fortissima erosione, con spiagge iconiche come Cala Goloritzè e Cala Mariolu, considerate tra le più belle al mondo, che sono di fatto scomparse sotto la violenza delle mareggiate.
La devastazione ha colpito duramente anche il patrimonio culturale. Il sito archeologico di Nora, per la sua posizione a ridosso del mare, ha subito danni ingenti, così come quello di Bithia. L’assessora regionale ai Beni Culturali, Ilaria Portas, ha immediatamente attivato le Soprintendenze per una rapida valutazione e ha annunciato sopralluoghi per verificare di persona l’entità dei danni.
L’impatto sui settori produttivi
Il ciclone ha messo in ginocchio interi settori produttivi. L’agricoltura e l’itticoltura sono tra i più colpiti. Confagricoltura ha lanciato un appello per risposte rapide, mentre gli allevamenti di cozze e ostriche sono stati devastati. Anche la pesca professionale è in grave difficoltà, con imbarcazioni danneggiate e porti compromessi, come quello di Cala Gonone. Secondo Confcooperative Fedagripesca, i danni per il settore potrebbero sfiorare i 40 milioni di euro.
Grave è anche la situazione per gli stabilimenti balneari, molti dei quali sono stati sommersi da acqua e detriti, con strutture seriamente danneggiate proprio all’avvicinarsi della stagione turistica. Si solleva inoltre un paradosso assicurativo: le polizze catastrofali, obbligatorie dal 2024, non sembrano coprire i danni da mareggiata, lasciando gli operatori in una situazione di grande incertezza.
La risposta della comunità e della Protezione Civile
Di fronte a tale devastazione, la risposta della comunità non si è fatta attendere. Numerosi volontari, gli “angeli del Poetto”, si sono rimboccati le maniche per ripulire il litorale dai rifiuti portati dal mare, in iniziative organizzate da associazioni come Cittadinanza Attiva OIKOS. Un segno di resilienza e amore per il proprio territorio che ha visto la partecipazione anche delle istituzioni locali e regionali.
Il sistema della Protezione Civile regionale, coordinato da Mauro Merella, ha risposto in modo efficace e coordinato all’emergenza. Il capo del Dipartimento nazionale, Fabio Ciciliano, ha confermato che il sistema ha funzionato bene, evitando che si registrassero vittime, e ha assicurato che proporrà al Governo la dichiarazione dello stato di calamità naturale. L’impegno ora è rivolto a una rapida quantificazione dei danni e al ripristino delle condizioni di normalità, una sfida complessa che richiederà tempo, risorse e un lavoro sinergico tra istituzioni e cittadini.
