Una sconfitta che brucia, un passivo umiliante che lascia il segno. Il Torino esce dal prato dello stadio Sinigaglia con le ossa rotte, travolto da un Como straripante che si impone con un clamoroso 6-0. Un risultato che non ammette repliche e che fa sprofondare i granata in una crisi di gioco e di risultati. Nel buio di un pomeriggio da incubo, però, a metterci la faccia è l’allenatore, Marco Baroni, che si presenta davanti ai microfoni senza cercare scusanti, con parole chiare e dirette.
“Mi prendo io la responsabilità di questa sconfitta”. Una frase, questa, che riassume l’intera analisi del tecnico. Nessun dito puntato verso i giocatori, nessuna recriminazione per le assenze o per gli episodi. Solo una lucida e onesta ammissione di colpa. “Oggi abbiamo trovato una squadra che ci è stata superiore anche dal punto di vista fisico”, ha proseguito Baroni nell’intervista a Dazn, riconoscendo i meriti di un Como in stato di grazia, capace di surclassare i granata sotto ogni aspetto.
CRONACA DI UNA DISFATTA ANNUNCIATA
La partita del Torino è durata, di fatto, poco più di un quarto d’ora. I lariani di Cesc Fabregas hanno impresso fin da subito un ritmo insostenibile, sbloccando il risultato già all’8′ con Douvikas, lanciato in profondità da Da Cunha. Il raddoppio è arrivato al 16′ con un preciso destro dal limite di Baturina, che ha di fatto tagliato le gambe a un Torino già fragile e incapace di reagire. La squadra è apparsa spaesata, lunga tra i reparti e in balia delle folate offensive avversarie.
Baroni ha individuato un momento chiave della disfatta: “Dopo il rigore la squadra chiaramente era in difficoltà… non ha capito che occorreva un altro tipo di partita”. Il riferimento è al penalty del 3-0, trasformato da Da Cunha al 59′ per un tocco di braccio di Maripan. Da quel momento, il Torino è letteralmente uscito dal campo, subendo passivamente la superiorità di un Como che ha dilagato, andando a segno ancora con la doppietta di Douvikas (66′) e con le perle dei subentrati Kühn (70′) e Caqueret (76′), per un 6-0 finale che sa di umiliazione.
LA RICETTA DI BARONI: LAVORO E UNITÀ
Nonostante la pesantezza del passivo e un momento che si fa sempre più critico, con la quarta sconfitta consecutiva in campionato, Marco Baroni non ha perso la lucidità. Anzi, ha subito indicato quella che per lui è l’unica strada percorribile per invertire la rotta: “Conosco solo una strada: quella di stare ancora più compatti, più uniti e di mettersi a lavorare a testa bassa. È quello che possiamo fare, l’unica strada è questa”.
Parole da leader, che testimoniano la volontà di non mollare e di credere ancora nel gruppo a sua disposizione. Alla domanda se sentisse di avere gli strumenti per uscire da questa situazione, la risposta è stata perentoria: “Assolutamente sì, da questo punto di vista assolutamente”. Una fiducia ribadita anche in conferenza stampa, dove ha svelato di sentire forte il sostegno della società. “Non ho mai sentito così tanta fiducia intorno a me. Me l’hanno ribadita”, ha dichiarato, allontanando le voci di un possibile esonero.
LA RISPOSTA DELLA SOCIETÀ: RITIRO IMMEDIATO
Alle parole del tecnico hanno fatto seguito i fatti da parte del club. La dirigenza, presente al completo negli spogliatoi del Sinigaglia, ha confermato la fiducia a Baroni ma ha anche preso una decisione drastica per tentare di dare una scossa all’ambiente: da lunedì, la squadra andrà in ritiro. Una scelta forte, comunicata dal capitano Nikola Vlasic, le cui parole sono state altrettanto dure: “Oggi la partita per me è stata una vergogna, forse è il peggior giorno della mia carriera calcistica. Mi sento molto male per tutti noi e anche per i tifosi. Chiedo scusa”. Il ritiro servirà a “stare tutti insieme”, analizzare gli errori e preparare la prossima, delicatissima sfida casalinga contro il Lecce, che a questo punto assume i contorni di un crocevia fondamentale per la stagione del Torino.
