Bologna si prepara a rendere omaggio a uno dei suoi più illustri cittadini, il maestro della fotografia Nino Migliori, che nel settembre del 2026 taglierà il traguardo del secolo di vita. Per celebrare questa ricorrenza straordinaria, la città si anima con un evento di eccezionale valore culturale: una mostra che presenta una serie inedita di fotografie a colori, realizzate dal maestro nel lontano 1972 e mai esposte prima. L’esposizione, dal titolo evocativo “I 100 anni di Nino Migliori. I Manichini. Identità”, troverà la sua prestigiosa cornice nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, dal 22 gennaio al 21 febbraio, rappresentando uno degli appuntamenti di punta di Art City Bologna 2026.
Un progetto benefico nel cuore dell’arte: “do ut do” 2026
L’iniziativa è promossa da ‘do ut do’, il progetto biennale fondato nel 2012 da Alessandra D’Innocenzo con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli. L’edizione 2026 si concentra su un tema di profonda attualità e di grande fascino: l’Identità. Un concetto esplorato non come affermazione individuale, ma come “io plurale”, una condizione che esiste e prende forma solo nella relazione e nell’incontro con l’altro. Un ricco palinsesto di mostre ed eventi si snoderà tra gennaio e febbraio in alcune delle sedi istituzionali e museali più prestigiose della città, creando un grande e corale racconto artistico.
Lo sguardo inedito di Migliori sui “Manichini”
Il cuore pulsante dell’omaggio a Migliori è la serie “I Manichini”, un lavoro originariamente in diapositiva scattato in un giardino privato bolognese. Curata da Enrico Fornaroli, direttore dell’Accademia di Belle Arti, la mostra svela lo sguardo del fotografo attratto da manichini di legno abbandonati e ricoperti da ritagli di tessuto. Come sottolinea il critico d’arte Ascanio Kurkumelis, Migliori è affascinato “dalle stratificazioni della materia, dai ritagli di tessuto di diverse cromie e tipologie, che, come lembi di pelle, tracciano una successione nel tempo, di differenti abiti, storie e identità”. Queste immagini, cariche di una straordinaria attualità, si concentrano sul tema della trasformazione e del corpo, inteso come un territorio in continuo divenire, aperto al cambiamento.
“Celebrare i cento anni di Nino Migliori significa rendere omaggio a una delle figure più autorevoli e libere della fotografia italiana”, ha dichiarato Enrico Fornaroli. “La serie inedita del 1972 restituisce con straordinaria attualità la profondità dello sguardo del maestro, in continuità con una ricerca da sempre improntata alla sperimentazione”.
Un ponte tra generazioni: il concorso “Identità”
In un dialogo ideale con il maestro, ‘do ut do’ e l’Accademia di Belle Arti promuovono anche un concorso fotografico rivolto agli studenti, incentrato proprio sul tema “Identità”. L’iniziativa mira a creare un ponte generazionale, mettendo in connessione la ricerca visionaria di Nino Migliori con la creatività delle nuove generazioni di fotografi. I giovani talenti avranno così l’opportunità unica di confrontarsi con lo stesso tema indagato dal maestro e di esporre i propri lavori in un contesto di rilevanza nazionale.
Un festival diffuso dell’arte e della cultura
L’edizione 2026 di ‘do ut do’ trasforma Bologna in un vero e proprio museo a cielo aperto, con un programma che coinvolge numerosi artisti e luoghi simbolo della città. Ecco alcuni degli appuntamenti da non perdere:
- Archiginnasio: L’artista catalano Joan Crous presenterà l’installazione “Sellos de idendidad – Francobolli d’identità”, una riflessione sulla complessità dell’essere umano attraverso il vetro e gli specchi.
- Teatro Arena del Sole: Oliver D’Auria esporrà “L’identità invisibile”, un’indagine sulla maschera, il ruolo e la presenza instabile dell’identità, nata dalla sua esperienza nella urban art.
- Sede di PwC Italia e Opificio Golinelli: Le opere di Lorenzo Puglisi, artista noto per le sue figure misteriose che emergono dall’oscurità della tela, saranno protagoniste in questi spazi.
- Fondazione Lercaro: Sarà la volta dell’artista Andrew Leslie.
- Arte Fiera (Spazio ‘do ut do’): In collaborazione con Spazio C21 di Reggio Emilia, verrà presentato un progetto del celebre fotografo Paolo Pellegrin.
- Palazzo Pepoli-Museo della Storia: Una mostra collettiva dal titolo “Identità, l’io plurale” riunirà le opere di Victor Fotso Nyie, Geraldina Khatchikian, Fiorenza Pancino, Stefano Pasquini, Lorenzo Puglisi e Giorgia Severi, in collaborazione con le gallerie P420 e BoA Spazio Arte.
Questo ricco programma testimonia la vitalità di un’iniziativa che, da oltre un decennio, si impegna a gettare le basi per una cultura del dono, unendo il mondo dell’arte e della cultura per sostenere una causa fondamentale per il territorio. Un “dare per dare” che, nell’edizione 2026, si declina attraverso il prisma affascinante e multiforme dell’identità, celebrando al contempo il genio senza tempo di Nino Migliori.
