Il mondo della moda è in lutto. Roma, la città che ha adottato e consacrato il suo genio, ha dato il suo ultimo, commosso saluto a Valentino Clemente Ludovico Garavani, spentosi all’età di 93 anni nella sua residenza romana. La notizia, diffusa dalla Fondazione Valentino Garavani e dal suo socio di una vita, Giancarlo Giammetti, ha segnato la fine di un’era, quella dell’ultimo imperatore dell’alta moda, un uomo che ha trasformato l’eleganza in un linguaggio universale.

Una folla composta e silenziosa si è raccolta sin dalle prime ore del mattino in Piazza Mignanelli, luogo simbolo della maison, per rendere omaggio al maestro nella camera ardente allestita presso la sede di Pm23. Un flusso ininterrotto di circa diecimila persone in due giorni ha testimoniato l’affetto e la stima profonda che legavano Valentino non solo agli addetti ai lavori, ma a un pubblico vasto ed eterogeneo. “Valentino voleva bene alla donna e voleva che fosse bella, quindi lo ringrazieremo per sempre per le sue creazioni”, sono state le parole di una delle prime signore in fila, un sentimento che echeggiava tra i presenti.

L’omaggio della città e del mondo

All’ingresso della camera ardente, un tripudio di fiori bianchi ha accolto i visitatori. Spiccavano le corone di rose inviate da Roma Capitale e dal Teatro dell’Opera, a simboleggiare il profondo legame dello stilista con le istituzioni culturali della città che lui stesso ha contribuito a rendere un’icona di stile nel mondo. Tra gli omaggi floreali, anche quello della principessa Sirivannavari di Thailandia, a testimonianza della fama internazionale e del prestigio di cui godeva Valentino presso le corti e il jet-set di tutto il mondo. L’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma, Alessandro Onorato, è stato tra i primi a rendere omaggio alla salma, sottolineando come Valentino “ha incarnato Roma” e l’ha trasformata in creazioni straordinarie.

Un tocco di intima commozione è stato dato dalla presenza dei suoi amati carlini, portati ad attendere il feretro, un’immagine che rivela il lato più privato e sensibile di un uomo diventato leggenda. Lo storico socio Giancarlo Giammetti, visibilmente commosso, ha ricordato la loro lunga intesa professionale e personale, affermando: “faremo tutti in modo che nessuno si dimentichi di lui”.

Una vita per la bellezza

Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino Garavani ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del costume. Dopo gli studi a Parigi, nel 1959 apre il suo primo atelier a Roma, in Via Condotti, dando inizio a una carriera folgorante. Il suo nome è indissolubilmente legato a un’idea di femminilità sofisticata, elegante e senza tempo. Ha vestito le donne più famose e potenti del pianeta, da Jacqueline Kennedy a Elizabeth Taylor, trasformandole in icone di stile.

Il suo “rosso Valentino“, una sfumatura inconfondibile tra il carminio e il porpora, è diventato il suo marchio di fabbrica, un colore che, come lui stesso amava dire, “ha la grinta, è il colore della vita, del sangue, della passione”. Ma la sua arte non si è fermata a un colore. La sua maestria sartoriale, l’uso impeccabile dei tessuti e la purezza delle linee hanno definito un canone di bellezza che ha superato le mode e le generazioni.

L’ultimo saluto

Dopo i due giorni di camera ardente, i funerali si sono tenuti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica. L’omelia di don Pietro Guerini ha ricordato come lo stilista abbia “seminato bellezza”, un valore che “salva e produce sogni che cambiano il mondo”. Un ultimo, solenne applauso ha accompagnato il feretro all’uscita dalla basilica, suggellando l’addio di Roma e del mondo a un maestro d’arte e di eleganza che ha saputo, come pochi altri, interpretare e celebrare la bellezza in ogni sua forma.

Di euterpe

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