Il sipario è calato su un’era di ineguagliabile eleganza. Valentino Clemente Ludovico Garavani, universalmente conosciuto come Valentino, si è spento oggi, 19 gennaio 2026, all’età di 93 anni nella sua amata residenza a Roma. A dare il triste annuncio è stata la Fondazione Valentino Garavani e il suo storico compagno di vita e socio, Giancarlo Giammetti, che con lui ha condiviso un percorso umano e professionale lungo una vita intera. Con la sua scomparsa, il mondo non perde solo uno stilista, ma “l’ultimo imperatore” di un’idea di bellezza assoluta, un poeta che ha saputo scrivere con ago e filo i versi più alti dell’alta moda.
Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino ha manifestato fin da giovane una vocazione per il bello e per l’arte sartoriale. Un talento che lo ha portato prima a Milano e poi a Parigi, cuore pulsante della couture, dove ha affinato la sua tecnica negli atelier di maestri come Balenciaga e Jean Dessès. Tornato in Italia, fonda la sua maison a Roma alla fine degli anni ’50, trasformando la capitale in un epicentro di stile internazionale. La sua visione era chiara: celebrare la femminilità con creazioni che fossero un inno alla grazia, alla raffinatezza e a un lusso mai ostentato, ma sussurrato attraverso la perfezione dei tagli e la preziosità dei materiali.
Il Rosso Valentino e un’eredità immortale
Parlare di Valentino significa evocare immediatamente un colore, quel “Rosso Valentino” che è diventato la sua firma inconfondibile nel mondo. Una tonalità vibrante, un misto di carminio, porpora e rosso geranio, che ha tinto abiti da sogno entrati nell’immaginario collettivo. Ma la sua grandezza non si è limitata a una pur iconica palette. Come ha sottolineato la stessa maison nel ricordarlo, “il suo stile inconfondibile e la sua innata eleganza continueranno a vivere nel tempo, immortali”. Un patrimonio creativo, culturale e umano che ha vestito generazioni di dive, regine e icone di stile, da Jacqueline Kennedy, per cui disegnò l’abito per le nozze con Aristotele Onassis, a Julia Roberts, indimenticabile nel suo abito da Oscar, fino a Lady Diana e Anne Hathaway.
Il suo addio alle passerelle nel 2007, celebrato con una tre giorni di eventi spettacolari a Roma, non ha segnato la fine della sua influenza. Come ha dimostrato il documentario “Valentino: The Last Emperor”, la sua figura è rimasta un faro, un punto di riferimento imprescindibile per chiunque creda nella moda come forma d’arte. La sua ricerca della perfezione, la cura maniacale per il dettaglio e la capacità di trasformare la stoffa in un sogno hanno definito un’estetica senza tempo.
Il cordoglio del mondo e le parole degli amici
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione globale. Numerosi i messaggi di cordoglio da parte di istituzioni, capi di Stato e protagonisti della moda, a testimonianza del ruolo centrale che Valentino ha ricoperto nella cultura italiana e mondiale. Tra i ricordi più toccanti, quello dell’amica Marisa Berenson, modella e nipote della stilista Elsa Schiaparelli, che su Instagram ha scritto: “Addio e Dio ti benedica carissimo Valentino, sarai per sempre nel mio cuore… Hai portato così tanta bellezza al mondo, vera eleganza, raffinatezza e classe”. Parole che riecheggiano il sentimento di molti, che in lui hanno visto non solo un couturier, ma un amico, un mentore, un’anima sensibile e gentile.
La camera ardente sarà allestita presso la storica sede della maison in Piazza Mignanelli, a Roma, per permettere a tutti di porgere l’ultimo saluto. I funerali si terranno venerdì 23 gennaio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, prima della tumulazione nel Cimitero Flaminio.
Un patrimonio di bellezza
Oltre all’inestimabile eredità creativa, Valentino lascia un cospicuo patrimonio materiale, stimato in oltre un miliardo di euro, che include residenze da sogno tra Roma, Parigi, Londra e Gstaad, uno yacht e una collezione d’arte di valore museale. Un impero costruito con talento e visione, la cui successione sarà regolata da un testamento che rifletterà gli affetti di una vita, dallo storico partner Giancarlo Giammetti alla sua “famiglia allargata”. Ma il lascito più grande, come ha scritto una giornalista dell’International Herald Tribune già nel 1967, è un’idea di stile che “ha le stesse qualità dei grandi come Dior, Jacques Fath e Balenciaga. È impalpabile, come la bellezza o il sex appeal, ma fa venire a tutte le donne la voglia di comprare”. Una magia che non si spegnerà.
