Melbourne – C’è chi entra in campo per giocare una partita di tennis e chi, come Naomi Osaka, lo trasforma in un palcoscenico. Alla Rod Laver Arena, per il suo esordio agli Australian Open 2026, la campionessa giapponese ha fatto molto più che vincere il suo match di primo turno contro la croata Antonia Ruzic. Ha orchestrato un momento di pura arte performativa, unendo sport, alta moda e una narrazione personale profondamente toccante. L’immagine del suo ingresso è diventata immediatamente virale: un outfit ispirato all’eleganza fluttuante delle meduse, le “jellyfish” australiane, che ha lasciato il pubblico e gli addetti ai lavori a bocca aperta.
Un “look esoscheletrico” nato da una favola
L’ispirazione, come ha raccontato la stessa Osaka in un’intervista a Vogue, è nata da un momento di intimità familiare. Leggendo una fiaba sul mare alla figlia di due anni, Shai, l’immagine di una medusa ha catturato l’immaginazione della piccola, e da lì è scaturita l’idea. “Leggere a mia figlia, scoprire la bellezza in luoghi inaspettati come il mondo sottomarino… ha plasmato il modo in cui oggi vedo questa forma di espressione”, ha confessato la tennista. Un concetto di una “tenerezza disarmante”, come è stato definito, che trasforma l’abbigliamento sportivo in un messaggio d’amore.
Il look, una collaborazione tra Nike e il celebre stilista londinese Robert Wun – noto per vestire star del calibro di Beyoncé, Ariana Grande e Cardi B – era un’opera d’arte complessa e stratificata. Si componeva di:
- Una tunica tie-dye senza maniche nei toni del turchese e del verde acquamarina, con viticci e volant che pendevano dalle maniche a evocare i tentacoli di una medusa.
- Pantaloni bianchi a gamba larga e a pieghe, indossati sotto una minigonna a pieghe.
- Un elegantissimo cappello bianco a tesa larga, corredato da un lungo velo trasparente.
- Un ombrellino bianco coordinato per proteggersi dal sole australiano.
Un insieme che la stessa Osaka ha definito “look esoscheletrico”, pensato per essere scenografico all’ingresso e funzionale durante il gioco. Una volta in campo, infatti, ha rimosso gli strati più esterni, rimanendo con il nucleo funzionale dell’abito per affrontare il match, vinto poi in tre set combattuti (6-3, 3-6, 6-4).
Simboli e omaggi: la farfalla della vittoria
Ogni dettaglio dell’outfit era carico di significato. Sulla sommità del cappello e sull’ombrello spiccava una grande farfalla bianca, un richiamo a un altro momento iconico della sua carriera. Durante la sua cavalcata trionfale agli Australian Open del 2021, una farfalla si posò delicatamente sul suo viso durante un match, un’immagine che divenne virale e simbolo di grazia. “La farfalla si riferisce alla mia vittoria agli Australian Open 2021”, ha confermato la tennista, dimostrando come questo look sia un intreccio di memoria e trasformazione, un ponte tra passato e presente.
“Amo molto la moda. Questo mi rende entusiasta di fare quella specie di sfilata”, ha dichiarato la Osaka. “Mi rendo conto di essere un po’ strana, ma non mi importa molto di sembrarlo…”. Questa affermazione rivela una consapevolezza profonda del proprio ruolo, non solo come atleta, ma come icona culturale.
L’eredità delle “GOAT” dello stile
L’audacia stilistica di Naomi Osaka non nasce dal nulla. Lei stessa ha reso omaggio alle grandi campionesse che l’hanno preceduta, non solo in campo ma anche come icone di stile. “Sono cresciuta con le migliori tenniste del mondo anche nello stile: Serena, Venus, Sharapova“, ha ricordato. Ha definito le sorelle Williams e Maria Sharapova le “GOAT” (Greatest Of All Time) dello stile, riconoscendo come abbiano aperto la strada a una maggiore espressività personale nel mondo del tennis. “Penso che tutto dipenda anche dalla personalità. Non mi aspetto che qualcuno di molto riservato si metta un velo in testa e vada a giocare la sua partita”, ha aggiunto.
Il suo interesse per la moda, ha spiegato, affonda le radici in un viaggio in Giappone a 13 anni, dove rimase colpita dalla libertà con cui le persone esprimevano la propria individualità attraverso i vestiti.
Dentro e fuori dal campo: la doppia anima di Naomi
Nonostante l’apparenza audace e sicura di sé, la 28enne ammette di essere timida e tranquilla fuori dal campo. L’arena sportiva diventa per lei un luogo di trasformazione. “Quando scendo in campo, mi sento come se non fossi la me stessa con cui state parlando in questo momento”, ha confessato. “Mi sento quasi come una Barbie che si veste elegantemente, scende in campo e fa qualcosa. Quando torno negli spogliatoi, sono la vera Naomi, la tranquilla Naomi”.
Questa dualità è la chiave per comprendere la sua figura. L’outfit “medusa” non è solo un abito, ma una dichiarazione d’intenti. Come ha detto a Vogue, “So much of the time other people get to write our stories for us this felt like a moment where I could write a little bit of my own” (“Per così tanto tempo sono gli altri a scrivere le nostre storie, questo mi è sembrato un momento in cui potevo scrivere un pezzetto della mia”). Con questo gesto, Naomi Osaka non ha solo vinto una partita di tennis; ha affermato il suo diritto di essere autrice della propria narrazione, dentro e fuori dal campo, dimostrando che non è mai solo moda.
