Roma – Con un consenso trasversale che testimonia l’importanza strategica dell’iniziativa, l’Aula della Camera dei Deputati ha dato il via libera all’unanimità alla proposta di legge quadro sui “Cammini d’Italia”. Il testo, approvato con 243 voti favorevoli, segna una svolta decisiva per il settore del turismo lento e sostenibile nel nostro Paese, riconoscendo formalmente il valore di una rete di itinerari che si snoda attraverso la ricchezza storica, culturale e paesaggistica della penisola. A causa di una modifica relativa alle coperture finanziarie, il provvedimento dovrà ora tornare al Senato per la seconda lettura, ma l’ampio supporto politico lascia presagire un iter rapido verso l’approvazione definitiva.
Una Legge Quadro per un Settore in Crescita
La nuova normativa si propone di colmare un vuoto legislativo, fornendo una cornice nazionale a un settore in forte espansione ma finora frammentato e gestito a livello locale. L’obiettivo è quello di promuovere e valorizzare itinerari da percorrere “a piedi o con mobilità dolce e sostenibile“, trasformandoli in leve per lo sviluppo turistico dei territori, specialmente quelli meno battuti dai flussi tradizionali. Come sottolineato dalla Ministra del Turismo, Daniela Santanchè, questa legge rappresenta “un passo importante verso il riconoscimento dei cammini come asset strategico”, destinato a “rendere il turismo sempre più efficiente, performante e virtuoso”.
La legge definisce i cammini come “itinerari di rilievo europeo, nazionale o regionale” che includono non solo percorsi terrestri ma anche vie d’acqua come fiumi, laghi, lagune e tratti marini. Questi percorsi sono visti come una modalità privilegiata per la fruizione del vasto “patrimonio naturale e culturale diffuso”, capace di valorizzare attrattori storici, artistici, religiosi, linguistici, paesaggistici ed enogastronomici.
Gli Strumenti Operativi della Nuova Legge
Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, il testo istituisce una serie di strumenti operativi volti a creare una governance stabile e coordinata. I pilastri della nuova architettura istituzionale sono:
- La Banca Dati dei Cammini d’Italia: Un registro ufficiale che raccoglierà informazioni verificate e aggiornate sugli itinerari riconosciuti, garantendo ai fruitori dati certi su cui basare la propria esperienza.
- La Cabina di Regia Nazionale: Presso il Ministero del Turismo, avrà il compito di definire gli standard minimi di sicurezza, qualità e accessibilità dei percorsi, oltre a elaborare un programma nazionale per lo sviluppo e la promozione.
- Il Tavolo Permanente sul Turismo Lento: Un organo consultivo, presieduto dal Ministro del Turismo, che vedrà la partecipazione di istituzioni, esperti e associazioni per favorire il coordinamento e monitorare l’efficacia delle politiche.
Questi strumenti mirano a superare l’attuale eterogeneità, dove percorsi con standard molto diversi tra loro coesistono, creando talvolta confusione e incertezza per i viaggiatori. La legge pone un’enfasi particolare sull’accessibilità, prevedendo che l’uso di mezzi a motore sia consentito esclusivamente per favorire la fruizione da parte di persone con disabilità o mobilità ridotta.
Impatto Economico e Sviluppo Territoriale
L’investimento previsto a sostegno della legge è significativo: il provvedimento stanzia 5 milioni di euro per il triennio 2026-2028, a cui si aggiunge 1 milione di euro annuo a partire dal 2029. Queste risorse si sommano agli oltre 30 milioni già stanziati per il segmento, a testimonianza della volontà del governo di puntare con decisione sul turismo lento. Secondo il Ministro Santanchè, questo investimento sarà “fondamentale per aumentare la nostra competitività a livello internazionale e per rafforzare la strategia del Governo”.
La legge è vista con grande favore da numerose realtà territoriali, come la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara in Sardegna, che la considera un impulso decisivo per rafforzare il ruolo dei cammini come “motore di sviluppo per le aree interne”. La valorizzazione di questi itinerari, infatti, non solo favorisce la destagionalizzazione e la decongestione dei flussi turistici, ma crea anche nuove opportunità di lavoro e incentiva le attività legate alle tradizioni locali.
Verso un Futuro di Mobilità Dolce e Sostenibile
L’approvazione della legge sui Cammini d’Italia si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione verso la mobilità dolce e la sostenibilità ambientale. Negli ultimi anni, il numero di persone che scelgono di viaggiare a piedi o in bicicletta è in costante aumento, come dimostrano le oltre centomila credenziali distribuite nel 2024 dai principali cammini italiani. Questo “ritorno di moda” del camminare non è solo una scelta di benessere psicofisico, ma anche una risposta alla ricerca di esperienze di viaggio più autentiche, a contatto con la natura e le culture locali.
Definendo standard chiari e promuovendo una rete nazionale coordinata, l’Italia si prepara a intercettare questa domanda in crescita, posizionandosi come leader nel panorama europeo del turismo lento. La legge rappresenta, in definitiva, un investimento sul futuro, un modo per tutelare e rendere fruibile il proprio immenso patrimonio in maniera rispettosa e sostenibile, garantendo che la bellezza dei suoi territori possa essere scoperta e apprezzata dalle generazioni presenti e future.
