Un ritratto intimo, una confessione a cuore aperto che attraversa le luci della ribalta e le ombre di una fragilità a lungo celata. Mietta, una delle voci più intense e riconoscibili della musica italiana, è stata ospite di Francesca Fialdini nel salotto di “Da Noi… A Ruota Libera” su Rai1, dove ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera e della sua vita, svelando retroscena inediti e commoventi. Un’intervista che diventa narrazione di un percorso di rinascita, culminato nel suo nuovo singolo, “Per avere me”.
“Per avere me”: una lettera d’amore e consapevolezza
È sulle note del suo ultimo brano che Mietta ha fatto il suo ingresso in studio, definendolo immediatamente “una lettera d’amore a me stessa”. La canzone, nata da una lettera scritta dall’artista oltre dieci anni fa, rappresenta un punto di svolta, un momento di profonda autocoscienza. “Questa canzone è nata nei giorni in cui ho smesso di chiedermi cosa mancasse… e ho iniziato a chiedermi cosa restava di me”, ha spiegato la cantante. Un testo che parla di errori, di rinascite e della scelta consapevole di mettere se stessi al primo posto, rappresentando la dualità di ogni donna: “forti e determinate, ma anche fragili”.
Gli attacchi di panico: il nemico invisibile dietro le quinte del successo
Il racconto di Mietta si è poi addentrato in un territorio più oscuro e personale, quello della lotta contro gli attacchi di panico. Un nemico invisibile che l’ha colpita proprio all’apice del successo, dopo la vittoria a Sanremo nel 1989 con “Canzoni” e l’exploit dell’anno successivo con “Vattene amore” in coppia con Amedeo Minghi. “Quando ero piccola non riuscivo a gestire tutto quel successo. In quegli anni ho avuto attacchi di panico che hanno rallentato molti eventi della mia vita”, ha confessato. In un’epoca in cui la salute mentale era ancora un tabù, parlarne era quasi impossibile. “All’epoca non se ne poteva parlare liberamente. Poi ho fatto terapia e ho imparato a gestirla”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di un percorso di cura che le ha permesso di convivere con questa sua fragilità.
Le grandi occasioni mancate: da “Domenica In” a Bond Girl
Questa condizione psicologica ha avuto un impatto devastante sulla sua carriera, costringendola a rinunce dolorose. Negli anni ’90, nel pieno della sua popolarità, le fu offerta la conduzione di “Domenica In”, un’occasione d’oro che però rifiutò. “Non ero pronta, ero troppo giovane”, ha spiegato, ammettendo che la paura ebbe il sopravvento. Ma la rivelazione più clamorosa riguarda una proposta internazionale che avrebbe potuto cambiarle la vita: “Mi volevano come Bond girl, ma per la mia condizione psicologica non ce l’ho fatta”. Un’opportunità sfumata a causa dell’ansia e della paura di prendere un aereo per affrontare il provino con il produttore Broccoli, come ha raccontato in un’altra occasione.
La passione per la recitazione e l’incontro con Kevin Spacey
Nonostante le difficoltà, la passione artistica di Mietta non si è mai spenta, trovando sfogo anche nella recitazione, un amore che coltiva da sempre. Recentemente ha partecipato alla serie RaiPlay “Minimarket”, un’esperienza che l’ha vista recitare al fianco di una star internazionale come Kevin Spacey. L’aneddoto raccontato in studio è tanto divertente quanto emblematico della sua emotività: “Io adoro recitare. Ho ballato con Kevin Spacey. È divertentissimo. Mi ero preparata alcune battute in inglese, ma quando l’ho visto mi è preso il panico e non ho detto una parola: abbiamo solo ballato”.
Il ricordo di Pippo Baudo e il gesto d’amore per Mia Martini
Nel viaggio a ritroso non poteva mancare un pensiero per Pippo Baudo, figura chiave dei suoi esordi. “Aveva degli exploit incredibili. Era un grande stakanovista, ma ti lasciava lo spazio di essere ciò che desideravi, dandoti tantissimi consigli grazie a una cultura vastissima”.
Ma il momento più toccante dell’intervista è stato senza dubbio il ricordo di Mia Martini e il retroscena legato a uno dei capolavori della musica italiana: “Almeno tu nell’universo”. La canzone, scritta nel 1972 da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio, fu proposta a una giovanissima Mietta prima di approdare a Sanremo nel 1989. “Quando mi proposero ‘Almeno tu nell’universo’ pensai subito che fosse una canzone scritta per lei. Avevo 19 anni e non me la sono sentita di toglierle quella canzone”, ha rivelato Mietta. Un gesto di profondo rispetto e ammirazione, un passo indietro fatto “per amore e gratitudine verso una donna che ha dato tantissimo alla musica italiana”. Una scelta che, col senno di poi, ha consegnato quel brano all’immortalità attraverso l’interpretazione unica e irripetibile di Mimì.
