La Tunisia si trova in ginocchio a causa di un’ondata di maltempo di eccezionale violenza che ha provocato almeno cinque morti e danni diffusi in diverse regioni del Paese. Da lunedì sera, piogge torrenziali e ininterrotte hanno flagellato in particolare i governatorati di Monastir, Nabeul, Sousse e la Grande Tunisi, trasformando le strade in fiumi impetuosi e paralizzando la vita quotidiana di migliaia di cittadini. Le autorità hanno definito la situazione “critica”, con livelli di precipitazioni che non si registravano da oltre 70 anni.
Un Bilancio Tragico e Aree Devastate
Il bilancio delle vittime si è aggravato nelle ultime ore. Secondo le comunicazioni della Protezione Civile tunisina, quattro decessi sono stati confermati a Moknine, nel governatorato di Monastir, una delle aree più colpite dalle inondazioni. Tra le vittime figura una donna di circa quarant’anni, travolta dalla furia delle acque. Una quinta vittima è stata ritrovata all’interno della sua auto, trascinata via dalla corrente nella zona di Sidi Hassoun, nel governatorato di Nabeul. Si teme inoltre per la sorte di quattro pescatori, dispersi nella zona di Teboulba da domenica sera.
Le immagini che circolano sui social media mostrano uno scenario drammatico: automobili sommerse e trascinate via, strade completamente allagate e quartieri isolati. I disagi sono stati enormi, con la chiusura delle scuole in diverse città, inclusa la capitale Tunisi, e la paralisi quasi totale dei trasporti pubblici e privati.
Precipitazioni da Record: Dati Inquietanti
L’Istituto Nazionale di Meteorologia (INM) ha confermato la natura eccezionale del fenomeno. Abderazak Rahal, direttore delle previsioni dell’INM, ha dichiarato che livelli di pioggia simili non si vedevano in queste regioni dal 1950. I dati sono impressionanti:
- Sidi Bou Said: 206 mm di pioggia registrati.
- Sayada: 250 mm caduti in poche ore.
- Monastir: Oltre 220 mm in 24 ore.
- Moknine: Accumuli vicini ai 200 mm.
Questi valori, in alcuni casi, rappresentano fino a sette volte la media climatologica dell’intero mese di gennaio, evidenziando la portata storica dell’evento. Mounir Riabi, direttore regionale della Protezione civile di Tunisi, ha parlato di quantitativi “da record” anche per la capitale, pari a circa 205 millimetri.
La Risposta delle Autorità e le Cause Strutturali
Di fronte all’emergenza, il presidente della Repubblica, Kais Saied, ha disposto l’immediato intervento delle Forze Armate per affiancare la Protezione Civile nelle operazioni di soccorso e salvataggio. L’esercito è stato mobilitato per evacuare i cittadini intrappolati e mettere in sicurezza le aree più a rischio. Il presidente si è recato personalmente nelle zone colpite, come Rades e Grombalia, per verificare la situazione e ascoltare le preoccupazioni dei residenti, in particolare riguardo allo stato delle infrastrutture.
Sebbene le precipitazioni siano state eccezionali, questa catastrofe ha riacceso i riflettori sulla vulnerabilità del sistema infrastrutturale tunisino. Esperti e cittadini denunciano da tempo problemi cronici:
- Sistemi di drenaggio obsoleti: Molte reti fognarie e di deflusso sono vecchie, sottodimensionate e soggette a scarsa manutenzione.
- Urbanizzazione incontrollata: La rapida espansione delle aree urbane ha ridotto le superfici permeabili, aumentando il deflusso superficiale delle acque.
- Incuria e rifiuti: Gli scarichi sono spesso ostruiti da rifiuti, limitando ulteriormente la capacità di smaltire l’acqua piovana.
- Siccità pregressa: Anni di siccità hanno reso i terreni meno capaci di assorbire l’acqua, trasformando le piogge torrenziali in inondazioni immediate e violente.
La situazione, come sottolineato da alcuni funzionari, si ripete ogni volta che si verificano piogge abbondanti, evidenziando una mancata pianificazione a lungo termine. L’elevato livello dell’acqua ha persino ostacolato le operazioni di pompaggio e drenaggio verso il mare.
