Una svolta significativa ha segnato le indagini sull’omicidio di Mauro Sbetta, il pensionato di 68 anni trovato senza vita nella sua abitazione a Strigno, in provincia di Trento. I Carabinieri hanno arrestato Khalid Mamdouh, un uomo di 41 anni di origine marocchina, residente da tempo in Valsugana e conosciuto dalla vittima. L’uomo si trova attualmente nel carcere di Spini di Gardolo, a Trento, con la pesante accusa di omicidio volontario.

L’arresto e le prove a carico dell’indagato

L’arresto di Khalid Mamdouh è avvenuto a Borgo Valsugana al termine di un’indagine serrata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trento e della compagnia di Borgo Valsugana, sotto il coordinamento del pm Davide Ognibene. A incastrare il presunto omicida sono stati diversi elementi probatori ritenuti schiaccianti dagli inquirenti:

  • Videosorveglianza: Le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona hanno fornito elementi utili per ricostruire i movimenti dell’indagato.
  • Tabulati telefonici: L’analisi del traffico telefonico ha permesso di collocare Mamdouh sulla scena del crimine e di ricostruire i contatti con la vittima. In particolare, sarebbero emersi messaggi scambiati con Sbetta per organizzare un incontro proprio la sera del delitto.
  • Analisi scientifiche: Gli accertamenti del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) di Parma sono stati fondamentali. Sono state rinvenute impronte digitali e tracce di sangue all’interno dell’abitazione che, secondo gli inquirenti, sarebbero compatibili con quelle dell’indagato. In particolare, un’impronta insanguinata sul muro vicino alla porta d’ingresso è considerata un indizio chiave.
  • Testimonianze: Sono state raccolte diverse testimonianze nell’ambito delle indagini che hanno contribuito a delineare il quadro accusatorio.

Secondo quanto ricostruito, Mamdouh, che in passato avrebbe avuto qualche problema con la giustizia per reati minori, conosceva bene Sbetta, tanto che la vittima gli avrebbe aperto la porta di casa senza sospetti. L’indagato, residente da anni in Trentino dove aveva frequentato una scuola professionale per termoidraulici e lavorava come operaio, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia. Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere ravvisando il pericolo di reiterazione del reato.

La brutale aggressione e i risultati dell’autopsia

Mauro Sbetta è stato vittima di un violento pestaggio. L’autopsia, eseguita dal medico legale incaricato dalla Procura, ha rivelato che la morte è sopraggiunta per “politraumatismo”, con molteplici e fatali colpi inferti alla testa e alla nuca con un corpo contundente. L’esame ha confermato che il decesso è stato causato da una grave emorragia intracranica. La scena del crimine, con tracce di sangue in diverse stanze, vetri in frantumi e un muro insanguinato all’ingresso, suggerisce una violenta colluttazione durante la quale Sbetta ha cercato disperatamente di difendersi.

Il corpo del pensionato è stato scoperto dal cugino, preoccupato perché non riusciva a contattarlo da alcuni giorni.

Il movente: un mistero ancora da svelare

Nonostante l’arresto, il movente che ha scatenato la furia omicida rimane ancora oscuro. Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire le cause della lite che sarebbe degenerata in tragedia. L’ipotesi più accreditata al momento è quella di un delitto d’impeto, scaturito da una discussione improvvisa e non da un’azione premeditata. Non si tratterebbe quindi di un tentativo di furto o di un agguato. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire le ore successive all’omicidio per completare il quadro di una vicenda che ha scosso profondamente la comunità di Strigno e Castel Ivano, dove Mauro Sbetta era conosciuto come una persona socievole e amichevole.

Di veritas

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