ROMA – In un’epoca segnata da crescenti pressioni politiche e da una diffusa sfiducia nella scienza, le accademie scientifiche emergono come baluardi fondamentali per la salvaguardia dell’indipendenza intellettuale e del progresso della conoscenza. È questo il messaggio potente e chiaro lanciato da Sven Lidin, Presidente dell’Accademia Reale Svedese delle Scienze, durante il suo intervento all’evento “Academies – Ivory Towers or Pillars of Society”, tenutosi presso la prestigiosa sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei a Palazzo Corsini, Roma. Con una metafora tanto semplice quanto efficace, Lidin ha definito le accademie come i “jolly nel mazzo di carte dell’Europa”, capaci di “cambiare le regole del gioco e puntare esclusivamente sulla qualità scientifica”.
L’Indipendenza come Valore Fondamentale
Il cuore del discorso di Lidin ha ruotato attorno al concetto di indipendenza, un valore che distingue nettamente le accademie dalle università. “Mentre le università sono spesso vincolate da interessi politici ed economici che ne dettano gli obiettivi, le Accademie mantengono un’indipendenza assoluta”, ha affermato Lidin. Questa autonomia non è un mero privilegio, ma una condizione essenziale per svolgere un ruolo critico e innovatore all’interno della società. Le accademie, nate storicamente per sfidare le “verità eterne” e promuovere nuovi metodi di indagine basati sulla sperimentazione e la collaborazione, oggi sono chiamate a rinnovare questa missione di fronte a nuove e insidiose minacce.
Questa visione storica trova le sue radici già nel Seicento, con la nascita di istituzioni come la stessa Accademia dei Lincei, che favorirono la consapevolezza negli scienziati di appartenere a una comunità con finalità condivise. Oggi, in un contesto globale complesso, questo ruolo di guida indipendente è più cruciale che mai per affrontare le sfide del nostro tempo.
Minacce alla Libertà Accademica e il Ruolo della Ricerca di Base
Lidin ha lanciato un serio avvertimento riguardo ai pericoli che incombono sulla libertà accademica. Questa libertà è minacciata non solo quando la scienza viene strumentalizzata e piegata a fini ideologici, ma anche quando si mette in discussione il valore intrinseco della ricerca di base, spesso etichettata erroneamente come “inutile”. Gli attacchi alla libertà di ricerca, come evidenziato da diverse organizzazioni internazionali, erodono la qualità accademica e compromettono lo sviluppo sociale, politico ed economico.
Un’attenzione particolare, secondo il presidente svedese, deve essere rivolta alla difesa delle scienze sociali e umanistiche. “È lì che spesso iniziano le prime forme di oppressione intellettuale”, ha sottolineato, evidenziando come la libertà di pensiero in questi campi sia un indicatore fondamentale della salute democratica di una società. La storia recente, con episodi di persecuzione di accademici in varie parti del mondo per le loro posizioni, dimostra quanto questa difesa sia urgente e necessaria.
Le Priorità per il Futuro della Scienza Europea
Guardando al futuro, Sven Lidin ha delineato tre priorità strategiche per rafforzare il sistema della ricerca in Europa:
- Riformare il sistema delle pubblicazioni scientifiche: È necessario un cambiamento radicale per spostare l’attenzione dalla quantità alla qualità dei contributi scientifici. Questo implica una revisione dei meccanismi di valutazione e la promozione di modelli come l’open access per garantire maggiore trasparenza e accessibilità.
- Sostenere i giovani ricercatori: Le nuove generazioni di scienziati rappresentano il futuro della conoscenza. È fondamentale fornire loro il supporto, le risorse e le opportunità di carriera necessarie per poter sviluppare il loro potenziale in un ambiente libero e stimolante.
- Rafforzare la collaborazione tra le Accademie europee: Una rete accademica forte e coesa è essenziale per affrontare le grandi sfide globali, dalla crisi climatica alle pandemie. La collaborazione internazionale permette di condividere conoscenze, armonizzare tradizione e innovazione e presentare una voce scientifica unita e autorevole nel dibattito pubblico.
Tra “Torri d’Avorio” e “Pilastri della Società”
Lidin ha concluso il suo intervento con una riflessione sul duplice ruolo che le accademie devono ricoprire. Da un lato, devono essere delle “torri d’avorio”, luoghi protetti in cui preservare i valori fondamentali del metodo scientifico – rigore, oggettività e integrità – al riparo da pressioni esterne. Dall’altro, devono agire come “pilastri della società”, partecipando attivamente al discorso pubblico, comunicando efficacemente i risultati della ricerca e influenzando positivamente le decisioni politiche e sociali.
“Abbiamo la responsabilità di non restare in silenzio”, ha esortato Lidin. In un mondo in cui la disinformazione dilaga, la comunità scientifica deve essere più abile nel trasmettere i fatti. Citando l’esempio della pandemia di COVID-19, ha ricordato che la comunicazione scientifica è una battaglia che va combattuta con chiarezza e costanza. La scienza, ha concluso, “non possiede la verità assoluta, ma è il metodo più potente che abbiamo per avvicinarci ad essa”. Un monito che risuona come un appello all’azione per l’intera comunità scientifica europea, chiamata a giocare la sua carta “jolly” per un futuro migliore.
