Un traguardo lungo mille anni, un faro di spiritualità che da secoli illumina il profilo di Cesena. L’Abbazia di Santa Maria del Monte celebra il suo millenario, un anniversario che non è solo una ricorrenza, ma la testimonianza vivente di una storia intrecciata indissolubilmente con quella della sua città e della Romagna. Le celebrazioni, iniziate domenica 18 gennaio in coincidenza con la festa di San Mauro, patrono secondario della diocesi, hanno visto un momento di altissimo valore spirituale e simbolico con la messa solenne presieduta da padre Jeremias Schröder, abate primate dell’Ordine di San Benedetto.

Un intero anno di eventi liturgici e culturali renderà omaggio a questo luogo sacro, che, come ha sottolineato il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, “da mille anni accompagna la storia di Cesena, ne segna il profilo, ne custodisce la memoria e continua a essere un luogo vivo di spiritualità, cultura e accoglienza”. Un legame profondo, quello tra l’abbazia e i cesenati, che si manifesta anche nella straordinaria collezione di ex voto, una delle più antiche e complete d’Europa, con tavolette dipinte a partire dal XV secolo che narrano storie di fede e gratitudine.

Le origini e un millennio di storia

Le radici dell’Abbazia affondano all’inizio dell’anno Mille, quando sul Colle Spaziano, scelto già nel X secolo dal vescovo Mauro come luogo di meditazione, sorse il primo nucleo monastico benedettino. Documenti storici attestano l’esistenza di una comunità tra il 1001 e il 1027. Nel corso dei secoli, il complesso ha attraversato periodi di grande splendore, come durante il dominio malatestiano, e momenti di profonda crisi, come il terremoto del 1768 e le soppressioni napoleoniche. Ospitò persino l’imperatore Federico Barbarossa nel 1177. La sua forma attuale, prevalentemente rinascimentale, è il risultato di ampliamenti e restauri avvenuti tra il XV e il XVI secolo.

Un rifugio durante la guerra e l’eroismo di Don Odo Contestabile

La storia dell’Abbazia del Monte è segnata in modo indelebile dagli eventi della Seconda Guerra Mondiale. I suoi sotterranei divennero un rifugio sicuro per circa 700 cittadini cesenati, che trovarono salvezza non solo dai bombardamenti alleati, ma anche dai rastrellamenti delle truppe nazifasciste. I bombardamenti dell’ottobre 1944, tuttavia, provocarono danni ingenti alla chiesa e a gran parte del monastero, ferendo profondamente il complesso monumentale. Ancora una volta, la comunità monastica, sostenuta dalla generosità dei cesenati e dal lavoro di giovani volontari, seppe rialzarsi e avviare la ricostruzione.

In questo drammatico contesto emerse la figura eroica di don Odo Contestabile, monaco benedettino riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato, a rischio della propria vita, due famiglie ebree, i Lehrer e i Mondolfo, organizzandone la fuga verso la Svizzera. Un gesto di coraggio silenzioso e di profonda umanità, che il sindaco Lattuca ha ricordato come una “grande lezione: ‘È sempre possibile fare del bene'”.

Le celebrazioni del Millenario: un ponte tra passato e futuro

La celebrazione eucaristica di apertura, presieduta dall’abate primate Jeremias Schröder, ha dato il via a un ricco calendario di appuntamenti. Padre Schröder, eletto a capo della Confederazione Benedettina nel settembre 2024, ha sottolineato nel corso della sua omelia l’importanza di celebrare un giubileo attraverso tre “confessioni”: quella della gratitudine per mille anni di vita monastica, quella dei peccati e delle prove superate, e quella della speranza per il futuro. Le celebrazioni proseguiranno per tutto il 2026, culminando nel gennaio 2027 con una messa presieduta dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI. Il programma prevede conferenze, momenti di preghiera e iniziative culturali volte a valorizzare il patrimonio storico-artistico dell’abbazia, come il restauro degli affreschi della sala capitolare.

Un patrimonio di arte e fede

Oltre al suo immenso valore spirituale, l’Abbazia di Santa Maria del Monte è uno scrigno di tesori d’arte. L’interno della basilica, a navata unica con cappelle laterali, custodisce opere di grande pregio. Un fregio di Gerolamo Longhi con scene della vita della Vergine corre lungo i tre lati superiori. Ma il cuore pulsante della devozione popolare è rappresentato dalla straordinaria collezione di ex voto. Oltre 700 tavolette dipinte, la cui tradizione risale al 1400, offrono uno spaccato unico della vita, delle paure e della fede della comunità locale attraverso i secoli. Un patrimonio che racconta di malattie, incidenti, guerre e calamità, ma soprattutto della speranza e della gratitudine verso la Madonna del Monte, la cui protezione è stata invocata e celebrata per generazioni. Tra questi, anche una tavoletta che ricorda la visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1986.

Il millenario dell’Abbazia non è dunque solo la celebrazione di un passato glorioso, ma un’occasione per riscoprire e valorizzare un luogo che continua a essere un punto di riferimento essenziale per l’identità spirituale e culturale di Cesena, un ponte tra la sua storia millenaria e il suo futuro.

Di euterpe

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