La Paz – Il panorama mediatico boliviano è scosso da una decisione che sta sollevando un polverone di polemiche a livello nazionale e internazionale. Il governo del neoeletto presidente Rodrigo Paz ha disposto, a partire dal 17 gennaio, la rimozione dei canali televisivi internazionali Telesur e Russia Today (RT) dalla griglia di programmazione dell’azienda statale di telecomunicazioni Entel. La misura, che interessa circa sette milioni di utenti tra servizi IPTV, satellitari DTH e l’applicazione Entel Tv Smart, è stata giustificata con generiche “ragioni amministrative”, una spiegazione che non ha convinto le associazioni di categoria e l’opposizione, che parlano apertamente di censura.
La decisione di Entel e le reazioni immediate
L’annuncio della rimozione è stato dato da Entel con un breve comunicato che non forniva dettagli tecnici, contrattuali o regolatori a supporto della decisione. Questa mancanza di trasparenza ha immediatamente alimentato i sospetti di una mossa politica mirata a silenziare voci considerate critiche o non allineate con il nuovo esecutivo. La reazione più dura è arrivata da Caracas, sede di Telesur. La presidente dell’emittente, Patricia Villegas, ha definito il provvedimento “prevedibile quanto condannabile”, sostenendo che “non esistono motivazioni valide” per la rimozione e che le ragioni addotte “non ingannano nessuno”. Anche l’ex presidente boliviano Evo Morales ha condannato fermamente la decisione, accusando il governo di imporre un “regime autoritario” e di agire su presunte “istruzioni provenienti dal governo degli Stati Uniti”. Morales ha sottolineato come questo atto costituisca un “grave attentato contro la Costituzione” e una dimostrazione di “sottomissione e mancanza di dignità”.
Le associazioni di giornalisti denunciano la censura
A farsi portavoce del dissenso nel mondo dell’informazione sono state l’Associazione dei Corrispondenti Internazionali (ACPI) e l’Associazione Nazionale dei Giornalisti della Bolivia (ANPB). In un comunicato congiunto, le due organizzazioni hanno espresso profonda preoccupazione, affermando che la “spiegazione insufficiente” fornita da Entel “genera fondate sospetti che si stia diante di un atto di censura inaccettabile e di una vulnerazione alla libertà di espressione”. Secondo le associazioni, decisioni di questo tipo ledono direttamente il diritto della popolazione a un’informazione plurale e possono compromettere seriamente il dibattito pubblico, un pilastro fondamentale di ogni democrazia.
Un contesto politico complesso
La rimozione di Telesur e RT si inserisce in un contesto politico di cambiamento per la Bolivia. L’elezione di Rodrigo Paz, esponente di centro-destra, ha interrotto il lungo ciclo di governi del Movimento al Socialismo (MAS). Durante la campagna elettorale, Paz si era presentato con un profilo moderato, promettendo riconciliazione istituzionale e una normalizzazione delle relazioni politiche ed economiche del paese, inclusa una virata verso un rapporto più stretto con gli Stati Uniti. Tuttavia, questa mossa contro due emittenti internazionali con una linea editoriale spesso critica nei confronti delle politiche statunitensi e dei governi di destra in America Latina, sembra contraddire l’immagine di moderazione. È interessante notare che un episodio simile si era già verificato nel novembre 2019, durante il governo transitorio di Jeanine Áñez, quando Entel rescisse il contratto con Telesur adducendo prima “problemi tecnici” e poi una “riorganizzazione della griglia”.
Libertà di stampa in Bolivia: uno scenario preoccupante
La situazione della libertà di stampa in Bolivia è da tempo oggetto di attenzione da parte di organizzazioni internazionali. Reporter senza frontiere, nel suo indice annuale, ha spesso evidenziato le difficoltà e i rischi per i giornalisti nel paese. La legislazione boliviana, pur non autorizzando esplicitamente la censura diretta, presenta meccanismi che possono “imbavagliare i media in modi più insidiosi”. La polarizzazione tra media privati e governativi lascia poco spazio a voci indipendenti o comunitarie. Episodi di violenza e impunità per i crimini contro i giornalisti hanno contribuito a creare un clima di insicurezza che limita l’esercizio della professione. La decisione di oscurare Telesur e RT viene quindi vista da molti osservatori non come un caso isolato, ma come l’ultimo preoccupante segnale di un deterioramento del diritto all’informazione e del pluralismo nel paese andino.
