LODI – Un’operazione mirata del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lodi ha scoperchiato un’importante evasione fiscale nel mondo dell’economia digitale, mettendo nel mirino due giovani influencer attive sulla nota piattaforma OnlyFans. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno permesso di ricostruire un volume di guadagni non dichiarati al Fisco per un ammontare complessivo superiore ai 250.000 euro, accumulati in un arco temporale che va dal 2021 al 2025.
L’INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA
L’attività ispettiva, condotta dai finanzieri del Gruppo di Lodi, si è concentrata sulla tracciabilità dei flussi finanziari generati dalle due creator, entrambe residenti in provincia di Lodi e di età compresa tra i 20 e i 30 anni. I proventi, derivanti sia dai canoni di abbonamento mensili pagati dai loro follower per accedere a contenuti esclusivi, sia da “donazioni” volontarie, venivano accreditati direttamente sui conti correnti personali delle due donne tramite bonifico bancario. Questa tracciabilità ha consentito agli investigatori di quantificare con precisione le somme percepite e mai dichiarate: circa 120.000 euro per una delle influencer e 130.000 euro per l’altra.
Le contestazioni mosse dalla Guardia di Finanza riguardano l’evasione totale delle imposte dirette e dell’IVA, configurando un’attività lavorativa a tutti gli effetti svolta “in nero”. Secondo gli inquirenti, questo caso si inserisce nel più ampio fenomeno dell’economia sommersa digitale, un settore in costante crescita che richiede un monitoraggio attento da parte delle autorità fiscali.
LA CONTESTAZIONE DELLA “ETHIC TAX”
Un elemento di particolare rilievo nell’indagine è la contestazione della cosiddetta “Ethic Tax” o “tassa etica”. Si tratta di un’addizionale sulle imposte sui redditi pari al 25%, introdotta in Italia con la legge 266 del 2005, che si applica ai redditi derivanti da attività di produzione, distribuzione e vendita di materiale pornografico o di contenuti che incitano alla violenza. Questa imposta, spesso definita anche “porno tax”, si somma all’imposizione fiscale ordinaria (IRPEF/IRES) e non è esclusa nemmeno per chi aderisce al regime forfettario.
La sua applicazione al caso delle creator di OnlyFans sottolinea come l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza considerino tale attività, quando incentrata su contenuti per adulti, soggetta a questa specifica normativa. L’obiettivo della “tassa etica” è quello di imporre un carico fiscale maggiore su attività considerate “eticamente sensibili”.
IL QUADRO NORMATIVO PER I CONTENT CREATOR
La vicenda di Lodi riaccende i riflettori sulla complessa questione della tassazione dei redditi per i content creator in Italia. L’attività svolta su piattaforme come OnlyFans, se abituale e continuativa, non può essere considerata una prestazione occasionale, ma richiede l’apertura di una Partita IVA e la conseguente dichiarazione dei redditi. I creator digitali sono a tutti gli effetti lavoratori autonomi e i loro guadagni, inclusi abbonamenti, mance e donazioni, costituiscono reddito imponibile.
Le opzioni fiscali per questi professionisti del web includono principalmente:
- Il regime forfettario: con un’imposta sostitutiva agevolata (5% o 15%) per ricavi fino a 85.000 euro annui, ma che non esonera dall’eventuale applicazione della “Ethic Tax”.
- Il regime ordinario: che permette la deduzione dei costi sostenuti per l’attività ma prevede un’aliquota IRPEF progressiva dal 23% al 43%.
L’operazione della Guardia di Finanza di Lodi si inserisce in un filone di controlli sempre più stringenti che mirano a contrastare l’evasione nell’economia digitale, ribadendo che non esistono “zone franche” e che ogni forma di guadagno online deve essere regolarmente dichiarata al Fisco. Al momento, per le due influencer non sembrano emergere profili di rilevanza penale, ma l’Agenzia delle Entrate procederà ora a quantificare le imposte dovute, comprensive di sanzioni e interessi.
