La cultura italiana e internazionale è in lutto. Si è spento a Firenze, all’età di 87 anni, l’architetto e professore Francesco Gurrieri, una figura monumentale nel campo del restauro e della conservazione dei beni culturali. Nato a Bengasi, in Libia, il 22 gennaio 1938, Gurrieri è venuto a mancare il 15 gennaio 2026 in seguito a un malore improvviso, a pochi giorni dal suo 88esimo compleanno. La sua scomparsa, annunciata con profondo cordoglio dall’Opera di Santa Maria del Fiore di cui fu vicepresidente, lascia un vuoto incolmabile nel panorama intellettuale e accademico.
Un pioniere della tutela: dal monumento al paesaggio
Se oggi concetti come la tutela del paesaggio sono al centro del dibattito culturale, gran parte del merito va alla visione pionieristica di Francesco Gurrieri. Già nel 1973, anticipando i tempi in modo straordinario, pose il problema del “restauro del paesaggio e del territorio”, estendendo la disciplina del restauro dal singolo edificio al suo contesto ambientale e sociale. Questa intuizione, quasi rivoluzionaria per l’epoca, ha trasformato radicalmente l’approccio alla conservazione, promuovendo una visione olistica in cui architettura, urbanistica e ambiente sono indissolubilmente legati. La sua capacità, come sottolineato da più parti, era quella di coniugare rigore tecnico, profondità umanistica e una visione etica del restauro come atto di responsabilità civile verso la storia e il futuro.
Una vita per Firenze e l’UNESCO
Il nome di Francesco Gurrieri è legato in modo indissolubile a Firenze, la città che aveva scelto come patria professionale e intellettuale. Dopo la laurea in Architettura nel 1964 con il massimo dei voti e la lode, ha intrapreso un percorso che lo ha visto protagonista assoluto della tutela del patrimonio cittadino. Il suo contributo più celebre e duraturo è stato senza dubbio il ruolo cruciale svolto, in qualità di esperto Icomos (International Council on Monuments and Sites), nell’istruire la pratica che ha portato al riconoscimento del centro storico di Firenze come ‘bene universale’ patrimonio dell’UNESCO. Fu lui a curare la redazione della scheda ufficiale che ha sancito l’ingresso della culla del Rinascimento nella prestigiosa lista del Patrimonio Mondiale.
Il suo impegno per la città si è manifestato anche attraverso numerosi e prestigiosi incarichi. È stato vicepresidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore per due mandati, dal 2010 al 2017, offrendo la sua inestimabile competenza alla conservazione del complesso del Duomo. Inoltre, è stato consulente per il Piano Regolatore del Comune di Firenze, dimostrando come la tutela del passato potesse e dovesse dialogare con la pianificazione del futuro.
Accademico illustre e intellettuale poliedrico
La carriera di Gurrieri è stata costellata di successi accademici e incarichi di grande responsabilità. È stato professore ordinario di Restauro dei Monumenti all’Università di Firenze, dove ha formato generazioni di architetti e restauratori. Dal 1995 al 2000 ha ricoperto la carica di preside della Facoltà di Architettura dello stesso ateneo, guidandola con saggezza e visione. È stato anche preside dell’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, fondatore del Centro di Ateneo per i Beni Culturali (Cabec) e membro emerito della prestigiosa Accademia delle Arti del Disegno.
La sua influenza si estendeva ben oltre l’ambito accademico. Intellettuale curioso e militante, ha diretto riviste storiche come “Critica d’Arte” e ha fondato il periodico di narrativa e critica letteraria “Il Portolano”. Ha collaborato con innumerevoli testate specializzate e quotidiani nazionali, portando la sua voce autorevole nel dibattito pubblico. Tra i suoi lasciti più significativi vi è anche l’ideazione e la cura scientifica del Dizionario Generale del Restauro (DGR), un’opera monumentale che rappresenta una sintesi del suo sapere.
Una vita di successi segnata da profonde tragedie
Nel corso della sua lunga e onorata carriera, Francesco Gurrieri ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti. Nell’aprile del 2025, la sua Firenze gli ha tributato una celebrazione ufficiale a Palazzo Medici Riccardi, un omaggio al suo instancabile contributo alla tutela della città e del patrimonio nazionale. Tuttavia, la sua esistenza è stata anche segnata da dolori profondi e inimmaginabili. Negli ultimi anni, ha dovuto affrontare la perdita di due figli: Pietro, scomparso nel 2015 in Sud America, e Federico, anche lui architetto, mancato a 57 anni nel novembre 2025.
Le esequie si terranno lunedì 19 gennaio alle ore 15.30 nella basilica di San Miniato al Monte, un luogo simbolo di quella bellezza che ha passato tutta la vita a proteggere. Con Francesco Gurrieri non scompare solo un maestro del restauro, ma un umanista completo, un intellettuale che ha insegnato a guardare al nostro patrimonio non come a una reliquia inerte, ma come a una radice viva, essenziale per comprendere il presente e costruire il futuro.
