Roma – Un orizzonte chiaro, scandito da obiettivi ambiziosi e da una passione che non conosce confini. L’Unione Sportiva Acli (US Acli) ha tracciato la sua rotta per il 2026, e lo ha fatto dal cuore pulsante della Capitale, durante la seconda giornata dell’ottava assemblea di avvio dell’Anno Sociale. Presso l’hotel Belstay, i vertici dell’ente di promozione sportiva hanno messo sul tavolo le sfide del futuro: formazione, sviluppo territoriale e consolidamento del tesseramento. Un trittico di priorità che disegna un’organizzazione in salute, proiettata verso un ruolo sempre più centrale nel panorama dello sport sociale italiano.
Chi, come me, ha passato la vita a commentare gesti atletici e a raccontare vittorie, sa che le fondamenta di ogni successo si costruiscono lontano dai riflettori, nella programmazione e nella visione. Ed è proprio la visione il dato che emerge con più forza dai lavori romani: quella di uno sport che non è solo competizione, ma veicolo di valori, strumento di benessere psicofisico e presidio di inclusione sociale.
La Formazione: Leva Strategica per uno Sport di Qualità
Il vero fil rouge dell’assemblea è stato il concetto di formazione. Non più un semplice corollario, ma una leva strategica integrata in ogni aspetto della vita associativa. A illustrare questa visione sono stati il vicepresidente nazionale, Piero Demetri, e la coordinatrice dell’area progetti, Laura Bernardini. La loro relazione ha evidenziato come la preparazione di tecnici, dirigenti e volontari sia la chiave per garantire un’offerta sportiva di alta qualità, capace di rispondere alle complesse esigenze della società contemporanea. Formare significa investire sulle persone, dotandole degli strumenti necessari per trasformare un’attività motoria in un’esperienza educativa e di crescita per tutti, dai più piccoli agli anziani.
Un Trittico di Progetti per l’Inclusione e l’Innovazione
La concretezza di questa visione si traduce in una serie di progetti strategici, presentati durante l’assemblea, che mirano a rendere lo sport un diritto universale e un motore di cambiamento.
- Diritto allo Sport: Promosso in sinergia con il CSI (Centro Sportivo Italiano), questo progetto incarna la missione più profonda dell’US Acli. L’obiettivo è abbattere ogni barriera, sia essa economica, fisica o sociale, che impedisce l’accesso alla pratica sportiva. Con un approccio educativo e partecipativo, l’iniziativa si rivolge in particolare ai gruppi più vulnerabili, affermando un principio sacrosanto: lo sport è di tutti e per tutti.
- Sport in Movimento: Questa iniziativa si concentra sulla promozione di stili di vita sani fin dalla più tenera età. Il progetto punta a favorire la pratica sportiva tra i minori attraverso attività aggregative, educative e inclusive. Parallelamente, prevede un percorso di supporto e sensibilizzazione per gli adulti di riferimento (genitori, educatori, tecnici), creando una vera e propria comunità educante attorno ai valori dello sport e della sana alimentazione.
- Sport-D: In un mondo in continua evoluzione, l’innovazione è fondamentale. “Sport-D” rappresenta la frontiera digitale dell’US Acli. Selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale, questo progetto mira ad avviare un percorso di trasformazione digitale strutturata all’interno dell’organizzazione, per ottimizzare i processi, migliorare la comunicazione e offrire servizi sempre più efficaci e moderni ai propri associati.
Orizzonti Internazionali: L’Academy in Kenya Raddoppia e si Tinge di Rosa
La vocazione sociale dell’US Acli non si ferma ai confini nazionali. Un momento di grande emozione è stata la presentazione del report 2025 sull’US Acli Academy in Kenya, curato dal coordinatore Michele Bianchi. Un progetto che porta speranza e opportunità attraverso lo sport in contesti difficili. La notizia più entusiasmante è l’annuncio per il 2026: l’iniziativa si estenderà anche al mondo femminile con la creazione di una ‘Academy Women’. Una scelta che non solo raddoppia l’impatto del progetto, ma lancia un messaggio potente sull’importanza dell’emancipazione femminile attraverso i valori dello sport.
I Numeri di un Successo: Oltre 404.000 Tesserati
A chiudere i lavori, l’intervento del vicepresidente vicario nazionale, Luca Serangeli, che ha toccato il tema cruciale delle politiche di tesseramento e dello sviluppo associativo. E i dati presentati sono la fotografia di un ente in piena salute e in continua espansione. I soci a livello nazionale hanno raggiunto la straordinaria cifra di 404.257, con un significativo incremento rispetto ai 387.406 registrati al 31 dicembre 2024. Questa crescita non è solo un numero, ma la testimonianza della fiducia che atleti, famiglie e società sportive ripongono nel lavoro dell’US Acli. È il risultato tangibile di un impegno capillare sui territori, di un’offerta di qualità e di una capacità di interpretare lo sport come risposta ai bisogni della comunità.
L’assemblea di Roma si chiude, dunque, con un bilancio più che positivo e una rotta chiaramente definita. L’US Acli del 2026 sarà un’organizzazione ancora più radicata nei territori, ma con uno sguardo globale; più attenta alla formazione dei suoi quadri e più innovativa nell’approccio digitale. Soprattutto, continuerà ad essere un baluardo per chi crede in uno sport che sa vincere la medaglia più importante: quella della coesione sociale.
