Un punto che muove la classifica, ma che lascia l’amaro in bocca per le modalità con cui è maturato. È un Kosta Runjaic dalla doppia faccia quello che si presenta in conferenza stampa al termine del pareggio per 2-2 della sua Udinese contro un coriaceo Pisa. Da un lato, la soddisfazione per aver allungato la striscia positiva in una settimana dispendiosa; dall’altro, il rammarico per due disattenzioni che sono costate caro e che impongono una riflessione profonda in vista del prossimo, temibile avversario: l’Inter capolista.

“Abbiamo commesso due errori evitabili sui gol, anche se nel complesso abbiamo fatto una partita solida”, ha esordito il tecnico tedesco, fotografando con lucidità una prestazione generosa ma imperfetta. “Alla fine, un punto è meglio che zero e sono soddisfatto del bottino di questa settimana. Abbiamo giocato per vincere fino allo scadere e stavamo per riuscirci”. Parole che testimoniano la mentalità di una squadra che non si accontenta, ma che allo stesso tempo sa essere pragmatica di fronte alle difficoltà.

Il fardello della stanchezza e l’infermeria

Le difficoltà, appunto. L’analisi di Runjaic non può prescindere dal contesto di una settimana che ha messo a dura prova le energie fisiche e mentali dei bianconeri. Il trittico di impegni ravvicinati ha lasciato scorie pesanti, acuite da condizioni ambientali proibitive.

“Abbiamo patito le tre gare in una settimana e soprattutto l’aver giocato di sera su un campo gelato come quello di Torino”, ha precisato l’allenatore, svelando un retroscena importante. “A causa di quel terreno non ho potuto schierare Kristensen e anche Zaniolo era acciaccato”. Un doppio problema che ha limitato le rotazioni e costretto agli straordinari alcuni elementi chiave della rosa.

Proprio le condizioni di Nicolò Zaniolo rappresentano il cruccio maggiore. Il talento italiano, uscito malconcio dalla trasferta piemontese, non solo salterà la sfida con l’Inter per squalifica, ma le sue condizioni andranno monitorate con attenzione. Un’assenza pesantissima, che si somma a quella del centravanti Adam Buksa, fermo ai box per infortunio, e a quella di Seko Bayo, impegnato con la sua nazionale in Coppa d’Africa. Un attacco, di fatto, da reinventare.

Le nuove leve e l’ipotesi di un cambio tattico contro l’Inter

L’emergenza, però, non spaventa Runjaic, che guarda al futuro con fiducia, forte delle alternative a sua disposizione. “Abbiamo diverse soluzioni”, ha assicurato, promuovendo a pieni voti la prestazione dei giovani gettati nella mischia. Iker Bravo e Gueye anche oggi hanno disputato una buona prestazione”. Un segnale importante per il presente e per il futuro: l’Udinese ha risorse interne su cui contare, talenti pronti a cogliere l’occasione per mettersi in mostra.

La sfida contro l’Inter, tuttavia, richiede una preparazione diversa, quasi sartoriale. L’avversario, per forza e caratteristiche, impone riflessioni tattiche specifiche. Runjaic non si nasconde e apre a un possibile cambio di sistema di gioco, abbandonando l’ormai consolidata difesa a tre per un assetto più prudente.

“Con l’Inter, con cui avremo meno possesso palla, forse torneremo alla difesa a 4, ma c’è una settimana di tempo per pensarci”. Un’ammissione che la dice lunga sulla meticolosità del tecnico, pronto a studiare contromisure adeguate per arginare la potenza di fuoco di una delle squadre più forti del campionato. Una settimana di lavoro intenso attende dunque i bianconeri, chiamati a preparare una partita che si preannuncia come uno snodo cruciale della loro stagione, un test di maturità da affrontare con la consapevolezza dei propri limiti ma anche della propria forza.

Di nike

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