Dopo un’attesa durata oltre un decennio e numerosi tentativi legislativi naufragati, il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato un disegno di legge che riconosce e tutela la figura del caregiver familiare. Su proposta della Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, il governo ha varato una norma volta a dare dignità giuridica e supporto concreto a milioni di persone che assistono gratuitamente e quotidianamente un proprio caro con disabilità o non autosufficiente. Il provvedimento, che ora inizierà il suo iter parlamentare con richiesta di procedura d’urgenza, introduce un quadro normativo organico, stanziando risorse per 257 milioni di euro annui a partire dal 2027.

Contributo economico fino a 400 euro: i requisiti

Il punto centrale del disegno di legge è l’istituzione di un contributo economico esentasse fino a un massimo di 400 euro mensili. Tale sostegno, però, è vincolato a requisiti molto stringenti che ne limitano la portata. Potranno accedervi esclusivamente i caregiver familiari che soddisfano le seguenti condizioni:

  • Carico assistenziale gravoso: è necessario assistere il familiare per un monte ore pari o superiore a 91 ore settimanali (circa 13 ore al giorno).
  • Convivenza: il caregiver deve essere convivente con la persona assistita.
  • Parametri economici: sono previsti due limiti reddituali: un ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.000 euro e un reddito personale da lavoro del caregiver non superiore a 3.000 euro annui.

L’erogazione del contributo sarà gestita dall’INPS, con cadenza trimestrale o semestrale, e l’importo esatto dipenderà dal numero totale di domande accolte. Una piattaforma INPS dedicata alla registrazione delle domande sarà sviluppata nel corso del 2026, con i primi contributi previsti per il 2027.

Le perplessità della Ministra Locatelli: “Un primo tassello”

Pur esprimendo soddisfazione per aver raggiunto un traguardo atteso da tempo, la stessa Ministra Locatelli ha ammesso di non essere “felicissima”, definendo il provvedimento un “primo tassello molto importante”. La principale criticità sollevata riguarda la soglia ISEE, giudicata “bassa”, che rischia di escludere molte famiglie bisognose. Locatelli ha auspicato che il Parlamento possa migliorare il testo durante l’iter di approvazione, innalzando i limiti economici. “Oggi mettiamo un punto fermo, dal quale non si torna più indietro”, ha dichiarato, sottolineando come per la prima volta siano state stanziate “risorse certe” per questa finalità.

Non solo sussidio: un sistema di tutele differenziate

Oltre al sostegno economico, il disegno di legge introduce un sistema di riconoscimento e tutele differenziate in base all’impegno assistenziale, riconoscendo diverse tipologie di caregiver. Si individuano tre fasce per i conviventi (10-29 ore, 30-90 ore, e oltre 91 ore settimanali) e una per i non conviventi (almeno 30 ore settimanali). Tra le tutele previste figurano:

  • Congedo parentale: i caregiver riconosciuti potranno usufruire del congedo se la persona da assistere è un minore, anche se non conviventi.
  • Ferie e permessi solidali: possibilità di ricevere ferie e permessi da colleghi dello stesso datore di lavoro.
  • Supporto per giovani e studenti: gli studenti caregiver potranno essere esonerati dalle tasse universitarie o ottenere crediti formativi, mentre i giovani in servizio civile potranno richiedere orari compatibili con l’attività di cura.

Un aspetto cruciale della legge è l’inserimento formale del nominativo del caregiver e del carico assistenziale nel “progetto di vita” e nel Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona assistita, un passaggio fondamentale per l’accesso a future tutele previdenziali e lavorative.

Di veritas

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