Città del Vaticano – Un’Aula Paolo VI gremita di giovani, volti pieni di speranza e attesa, ha accolto il Papa per un incontro speciale con i ragazzi della diocesi di Roma. Un dialogo intenso e partecipato, il cui inizio è stato segnato da un momento di profonda commozione: il ricordo delle giovani vittime della recente tragedia di Crans-Montana, in Svizzera.

Il ricordo commosso del Cardinale Reina

Ad aprire l’incontro è stato il saluto del cardinale vicario Baldo Reina, che ha immediatamente rivolto il suo pensiero ai ragazzi scomparsi nel rogo di Crans-Montana. “Avevano la loro età”, ha detto il cardinale, indicando la folla di giovani presenti, “non li dimentichiamo”. Le sue parole, cariche di dolore e partecipazione, hanno trovato l’immediata eco in un lungo e caloroso applauso da parte di tutti i presenti, unendo l’assemblea in un abbraccio silenzioso alle famiglie colpite dal lutto. Anche il Papa, nel suo intervento, ha voluto esprimere la sua “tristezza” per la tragedia, sottolineando quanto la vita sia “preziosa” e l’importanza della preghiera per le famiglie che ora devono “cercare di superare quel dolore”.

La tragedia di Crans-Montana, che ha causato 40 morti, tra cui sei giovani italiani, e oltre 100 feriti, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Le indagini sono in corso per accertare le responsabilità, con la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio, data la presenza di cittadini italiani tra le vittime.

Un appello all’accoglienza e alla solidarietà in vista del Giubileo

Il cardinale Reina non si è limitato al ricordo, ma ha voluto connettere il dolore per le vite spezzate alla speranza e all’impegno dei giovani romani. Ha elogiato la “grandissima disponibilità all’accoglienza” manifestata dai ragazzi in occasione del Giubileo, un tema centrale per la diocesi. L’incontro stesso è stato concepito come un momento di preparazione e riflessione in vista del Giubileo dei Giovani, che si terrà dal 28 luglio al 3 agosto 2025 e che vedrà Roma diventare il cuore pulsante della gioventù cattolica mondiale.

“È bello incontrarsi oggi,” ha proseguito il porporato, “siamo qui ma non vogliamo dimenticare i tanti ragazzi che vivono una situazione di sofferenza, ragazzi che hanno imboccato strade sbagliate, mi riferisco a tante situazioni di dipendenza, sofferenze fisiche e spirituali”. Un monito a non chiudere gli occhi di fronte alle difficoltà dei coetanei, a farsi carico delle fragilità altrui, trasformando l’esperienza giubilare in un concreto gesto di carità e vicinanza.

Il dialogo del Papa con i “suoi” giovani

L’incontro è stato descritto come una “promessa mantenuta”, un appuntamento desiderato fin dal Giubileo dei giovani a Tor Vergata. L’entusiasmo era palpabile, tanto che l’Aula Paolo VI non è riuscita a contenere tutti i partecipanti, molti dei quali hanno seguito l’evento da Piazza San Pietro. Il Papa ha dialogato a braccio con i ragazzi, rispondendo alle loro domande e toccando temi cruciali come la solitudine, lo smarrimento e la ricerca di un senso autentico della vita in un’epoca dominata dai “like senza affetto” e dai “link senza relazione”.

Il Pontefice ha esortato i giovani a non lasciarsi ingannare dalle “maschere del piacere usa-e-getta” e a riscoprire la preghiera come “atto di libertà” capace di spezzare le catene dell’indifferenza e della noia. Ha sottolineato l’importanza di essere “giovani in cammino, che guardano gli orizzonti, non lo specchio”, invitandoli a cercare se stessi nel fare il bene e nella coerenza di vita.

La Chiesa di Roma e i suoi giovani: un legame che si rafforza

L’evento ha messo in luce il forte legame tra la Chiesa di Roma e le nuove generazioni. La grande partecipazione ha superato le aspettative, tanto che il cardinale Reina ha ipotizzato di tenere il prossimo incontro in Piazza San Pietro. Questo appuntamento si inserisce in un percorso di avvicinamento e dialogo che la diocesi, sotto la guida del cardinale vicario e con il lavoro dell’Ufficio di Pastorale Giovanile, sta portando avanti con costanza, attraverso iniziative come le “Notti in Cattedrale” e i pellegrinaggi in preparazione al Giubileo.

Un cammino che vuole rendere i giovani non solo destinatari di un messaggio, ma protagonisti attivi nella vita della Chiesa e della città, capaci di testimoniare una fede viva e di costruire un futuro di speranza, partendo dalla memoria di chi non c’è più e dall’impegno per chi è in difficoltà.

Di veritas

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