Nella notte tra venerdì 9 e sabato 10 gennaio 2026, il noto attore turco Can Yaman, celebre in Italia per serie di successo come “Sandokan” e “Viola come il mare”, è stato arrestato a Istanbul per poi essere rilasciato dopo diverse ore. Il fermo è avvenuto durante una vasta e coordinata operazione antidroga che ha interessato nove esclusivi locali notturni della metropoli sul Bosforo. L’attore si trovava in uno di questi club quando le forze dell’ordine hanno fatto irruzione.
Secondo le ricostruzioni dei media turchi, Yaman sarebbe stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti. Il suo arresto non sarebbe stato l’obiettivo primario dell’operazione, bensì una conseguenza dei controlli a tappeto. Pare infatti che non vi fosse un mandato d’arresto specifico a suo nome, ma che il suo coinvolgimento sia scaturito da una “soffiata” che indicava il suo presunto uso di droghe. Una volta fermato, è stato condotto, insieme ad altre sei persone, presso l’Istituto di Medicina Legale per essere sottoposto ad esami del sangue e tossicologici. Dopo aver rilasciato la sua testimonianza agli inquirenti, la procura di Istanbul non ha emesso alcun mandato di arresto nei suoi confronti, disponendone il rilascio.
Un’indagine ad ampio raggio sul jet set turco
L’operazione che ha portato al fermo di Can Yaman si inserisce in un’inchiesta molto più ampia, avviata da mesi dalla Procura della Repubblica di Istanbul. L’indagine, coordinata dall’Ufficio per le indagini su contrabbando, stupefacenti e reati economici, mira a smantellare un presunto giro di droga e prostituzione che coinvolgerebbe numerose celebrità, giornalisti, influencer e imprenditori della Turchia. Le accuse contestate a vario titolo agli indagati sono pesanti e vanno dal “possesso di droghe o stimolanti per uso personale” all'”agevolazione dell’uso di droga”, fino all'”incoraggiamento e sfruttamento della prostituzione”.
Nelle scorse settimane, l’inchiesta aveva già portato a decine di arresti e perquisizioni in diverse città turche, tra cui Smirne, Denizli e Muğla, oltre alla stessa Istanbul. Tra le persone coinvolte figurano nomi noti come l’attrice Selen Görgüzel, fermata nella stessa operazione di Yaman, e il produttore Muzaffer Yıldırım, proprietario del lussuoso Bebek Hotel, già in carcere dal 5 gennaio. Proprio il Bebek Hotel è uno dei luoghi al centro delle indagini, sospettato di ospitare feste private a base di droga e di avere al suo interno una “stanza segreta”, la cui funzione è ancora al vaglio degli investigatori.
Le ripercussioni mediatiche e professionali
La notizia dell’arresto di Can Yaman ha avuto un’eco immediata sia in Turchia che in Italia, dove l’attore gode di enorme popolarità. Molti fan si sono mostrati preoccupati per le conseguenze legali e d’immagine per il loro beniamino. La legge turca in materia di stupefacenti è infatti molto severa e prevede pene detentive anche per il semplice possesso e consumo personale, con condanne che possono variare dai 2 ai 5 anni di reclusione.
Nonostante la gravità della situazione, l’impatto sulla carriera televisiva immediata dell’attore in Italia sembra essere stato nullo. Mediaset ha confermato la messa in onda della sua partecipazione al programma “C’è Posta per Te”, registrata prima degli eventi di Istanbul. La decisione sottolinea come, al momento, si attenda di conoscere l’esatta posizione di Yaman nell’inchiesta prima di prendere eventuali provvedimenti. Il futuro professionale dell’attore, incluso il suo ruolo nella terza stagione di “Viola come il mare”, resta tuttavia un’incognita in attesa degli sviluppi giudiziari.
Can Yaman, nato a Istanbul nel 1989 e laureato in giurisprudenza, ha costruito una solida carriera internazionale, conquistando il pubblico italiano anche grazie alla sua perfetta padronanza della lingua, appresa al liceo italiano della sua città. Questo scandalo rappresenta una macchia inaspettata su un percorso finora brillante.
