Genova ha dato il suo ultimo, commosso saluto a Emanuele Galeppini, il talentuoso golfista di appena sedici anni la cui giovane vita è stata spezzata nella tragica notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. I funerali si sono tenuti in forma privata nella chiesa di Sant’Antonio a Boccadasse, un antico borgo marinaro della città ligure, gremita di familiari, amici e rappresentanti delle istituzioni, uniti nel dolore per una perdita tanto assurda quanto improvvisa.
Una cerimonia carica di emozione e dolore
La bara di legno chiaro, coperta da un cuscino di rose bianche, è stata accolta da un silenzio carico di rispetto e affetto. All’esterno della chiesa, un muro di fiori bianchi e corone inviate, tra gli altri, dalla Regione Liguria, dal Comune di Genova e dal Genoa C.F.C., testimoniava la vicinanza della comunità. Presenti alla cerimonia il governatore della Regione, Marco Bucci, e la sindaca di Genova, Silvia Salis, per esprimere il cordoglio della città. L’arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca, che ha presieduto le esequie, ha rivolto parole di conforto alla famiglia, ai genitori Edoardo e Beatrice e al fratellino minore Eugenio, sottolineando la necessità di verità e giustizia. “Con fiducia chiediamo che la giustizia faccia il suo corso, che la verità emerga e venga fatta luce su eventi così tanto dolorosi”, ha affermato durante l’omelia.
La camera ardente, allestita nella cappella dei frati cappuccini all’interno del Policlinico San Martino, era rimasta aperta nei giorni precedenti per consentire a chiunque di porgere un ultimo omaggio al giovane.
La tragedia di Crans-Montana e i dubbi della famiglia
Emanuele Galeppini è una delle vittime italiane dell’incendio divampato nel locale ‘Le Constellation’ a Crans-Montana durante i festeggiamenti per il nuovo anno, una strage che ha causato 40 morti e oltre 100 feriti. Il giovane, considerato una promessa del golf italiano e membro delle nazionali giovanili, si trovava in vacanza con alcuni amici. La famiglia, originaria di Genova, si era da tempo trasferita a Dubai.
Tuttavia, sulla morte di Emanuele aleggiano ancora pesanti interrogativi. I genitori, attraverso il loro legale Alessandro Vaccaro, hanno espresso forti dubbi sulle circostanze del decesso. Al momento del riconoscimento, il corpo del ragazzo è apparso “perfettamente integro”, senza segni di ustioni, così come il suo telefono cellulare e il portafoglio. Questa circostanza ha spinto la famiglia a chiedere con insistenza l’autopsia per chiarire se Emanuele si trovasse effettivamente all’interno del locale al momento del rogo o se la morte sia sopraggiunta per altre cause, come l’inalazione di gas. Inizialmente, le autorità svizzere avevano respinto la richiesta, ma la Procura di Roma, competente per i reati commessi all’estero ai danni di cittadini italiani, ha aperto un fascicolo per omicidio e incendio colposi, disponendo l’esame autoptico sulle vittime italiane.
Le indagini in corso
Le indagini delle autorità svizzere e italiane proseguono per accertare le responsabilità della tragedia. La Procura del Cantone Vallese indaga sui gestori del bar, i coniugi Moretti, per omicidio, lesioni e incendio colposi. Recentemente, il proprietario del locale, Jacques Moretti, è stato arrestato per pericolo di fuga. L’ipotesi più accreditata sulla causa dell’incendio è che sia stato innescato da candele scintillanti utilizzate su alcune bottiglie di champagne. La magistratura italiana, con l’apertura dell’inchiesta, si pone l’obiettivo di fare piena luce su una vicenda che ha sconvolto non solo Genova, ma l’intera nazione. La comunità, stretta attorno alla famiglia Galeppini, attende risposte e spera che la giustizia possa lenire, almeno in parte, un dolore incommensurabile.
