Milano, Italia – Una cappa di dolore e commozione ha avvolto Milano nel giorno dell’ultimo saluto a Chiara Costanzo e Achille Barosi, i due sedicenni milanesi tragicamente scomparsi nel rogo divampato la notte di Capodanno nel locale ‘Le Constellation’ a Crans-Montana, in Svizzera. La città, in lutto cittadino proclamato dal sindaco Giuseppe Sala, si è fermata per stringersi attorno alle famiglie, in un abbraccio corale che ha visto la partecipazione di migliaia di persone, tra cui amici, compagni di scuola e semplici cittadini.
Le esequie si sono svolte in contemporanea alle 14:45 in due basiliche simbolo della città, scelte per la loro importanza e vicinanza ai luoghi frequentati dai ragazzi. Per Chiara, l’addio è stato celebrato nella suggestiva cornice della basilica di Santa Maria delle Grazie, mentre per Achille la cerimonia ha avuto luogo nell’imponente basilica di Sant’Ambrogio, a pochi passi dal liceo artistico delle Orsoline che frequentava.
La partecipazione delle istituzioni e il dolore della città
A testimoniare la vicinanza delle istituzioni, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha presenziato al funerale di Chiara Costanzo, accompagnato dall’assessore regionale Gianluca Comazzi. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha invece partecipato alle esequie di Achille Barosi, insieme alla vicesindaca Anna Scavuzzo. “Ciò che è successo è inaccettabile,” ha dichiarato Fontana prima della cerimonia, sottolineando la necessità di fare chiarezza sulla tragedia. Anche il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha voluto essere presente, partecipando al rito per Achille e visitando la sua scuola, l’istituto Orsoline di San Carlo.
Le salme dei due giovani erano rientrate a Milano a bordo di un aereo C130 dell’Aeronautica Militare, un momento definito “straziante” dal governatore Fontana. Le camere ardenti, allestite nella cappella del Collegio San Carlo per Chiara e nella basilica di Sant’Ambrogio per Achille, sono state meta di un pellegrinaggio silenzioso e composto, culminato con la visita dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini.
Cerimonie toccanti e il ricordo degli amici
A officiare le cerimonie sono state figure di riferimento per i due ragazzi: monsignor Alberto Torriani, ex rettore del Collegio San Carlo frequentato da Chiara, ha celebrato il rito in Santa Maria delle Grazie, mentre l’abate Carlo Faccendini ha presieduto la messa in Sant’Ambrogio. Durante l’omelia per Chiara, monsignor Torriani ha espresso il sentimento di ingiustizia di fronte a una vita spezzata troppo presto: “Non è giusto, non lo è per nessuno, per una città, per una comunità scolastica, per Chiara che nel silenzio senza ostentare faceva tutto bene, con il suo sorriso e la sua autoironia”. Parole di profondo affetto anche per Achille, descritto come un ragazzo “forte, capace e determinato e di una gentilezza rara”.
Straziante il ricordo dei genitori e degli amici. La madre di Achille ha voluto condividere un pensiero toccante al termine della funzione, mentre all’uscita del feretro, accolto da un lungo applauso, è risuonata la canzone “Perdutamente” di Achille Lauro, una delle preferite del ragazzo. Il padre di Chiara, Andrea Costanzo, ha lanciato un appello forte e chiaro: “Abbiamo tutti sete di verità e che queste cose non succedano mai più”.
L’addio a Sofia Prosperi e le altre vittime
In contemporanea con i funerali milanesi, a Lugano si sono svolte le esequie di Sofia Prosperi, la vittima più giovane della strage, di appena 15 anni. La famiglia, residente nel Canton Ticino, aveva chiesto il massimo riserbo e rispetto della privacy, celebrando il funerale in forma strettamente privata nella cattedrale di San Lorenzo, officiato dal vescovo Alain de Raemy. Sofia, che aveva doppio passaporto italiano e svizzero, frequentava una scuola internazionale nel comasco. Durante l’omelia, il vescovo ha ricordato Sofia come un “sì alla vita”, un’anima piena di entusiasmo per le nuove scoperte.
La tragedia di Crans-Montana ha causato in totale 40 vittime, tra cui sei giovani italiani. Nei giorni scorsi si sono tenuti anche i funerali delle altre vittime italiane: Riccardo Minghetti a Roma, Giovanni Tamburi a Bologna ed Emanuele Galeppini a Genova. In tutte le scuole d’Italia è stato osservato un minuto di silenzio per onorare la memoria dei ragazzi.
L’inchiesta prosegue: si cerca la verità
Mentre le famiglie piangono i loro cari, l’inchiesta sulla dinamica del rogo prosegue. Le indagini della procura del Cantone Vallese si concentrano sulle responsabilità dei proprietari del locale, indagati per omicidio, lesioni e incendio involontari. Emergono dettagli inquietanti sulla sicurezza del locale, come la presenza di pannelli fonoassorbenti altamente infiammabili e un’unica via d’uscita insufficiente. Secondo una ricostruzione, i giovani avrebbero avuto solo 140 secondi per mettersi in salvo prima che il locale fosse completamente avvolto dalle fiamme in un fenomeno noto come “flashover”. Anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per fare luce sulla morte dei cittadini italiani. La richiesta di giustizia è unanime e si unisce al dolore per una tragedia che ha segnato profondamente non solo le comunità direttamente colpite, ma l’intera nazione e l’Europa, come testimoniato dalla cerimonia commemorativa internazionale prevista a Martigny alla presenza dei presidenti Mattarella e Macron.
